Alice Aimaretti, tatuatrice casalese, ci racconta i segreti di un piccolo shop di provincia: «Non mi fossilizzo sul Traditional e sorrido sempre al mio mestiere»

Sui documenti, come ci spiegherà immediatamente lei, c’è scritto proprio così: Juno. E con un nome così originale e solare, era quasi inevitabile che la virtuosa Alice Aimaretti (casalese DOC) aprisse uno studio specializzato in Traditional non ancorato, sempre e comunque, ai soggetti classici.

Il resto però facciamocelo raccontare da lei, tra una risata e l’altra. Mentre fuori, in Piemonte, il tempo scorre lento e pacifico.

Levami subito una curiosità: il nome dello studio te l’ha ispirato l’omonimo film di Jason Reitman del 2007 con Ellen Page e Michael Cera?
No. E con mia enorme vergogna mi tocca aggiungere che non ho ancora visto quella famosa pellicola. (sospira)

E allora…
Juno in realtà arriva da mia mamma che trent’anni fa decise di chiamarmi proprio così! (sorride) Alice, invece, è stato aggiunto in seguito per potermi battezzare.

Come nasce in te l’impulso di diventare una tatuatrice?
Ho cominciato a nutrire interesse verso questo mondo in tempi non sospetti. Sai, da bambina seguivo i miei genitori negli shop quando loro si facevano tatuare…

Alice Aimaretti, Juno Tattoo Studio, Casale Monferrato, Italy
Alice Aimaretti, Juno Tattoo Studio, Casale Monferrato, Italy

Precoce!
Direi proprio di sì. Inoltre, a tredici anni, ho ricevuto dai miei il permesso di farmi il primo tattoo. Da lì in poi è stato tutto un susseguirsi di eventi. Eventi che mi hanno condotta a tramutare la mia grande passione in un lavoro vero e proprio.

Hai avuto dei maestri prima di inaugurare il ‘Juno Tattoo Studio’?
Purtroppo no. Al contrario ho trovato parecchia disponibilità in diversi tatuatori per quel che riguarda dritte e consigli preziosi. Io stessa cercavo di raccogliere più informazioni possibili ogni volta che mi facevo tatuare! (ridacchia) Anche perché essere affiancati da una persona con esperienza aiuta eccome nella crescita professionale.

Come stile mi sembri abbastanza eclettica tra Traditional, Old School, New School, lettering e forse un pizzico di influenze orientali: che ne pensi?
Di mio cerco di concentrarmi sul Traditional variando i soggetti visto che non sono sempre e comunque “classici”. Per quanto riguarda i lettering li adopero per rinforzare i concetti tant’è che adopero un font molto semplice e lineare: uno “stampatello ignorante” come lo chiamo io! (ride) Raramente mi lancio in soggetti orientali visto che prima mi piacerebbe conoscerli meglio.

Lo stile Giapponese è un mondo così complesso…

Come hai reagito quando hai dovuto tatuare i timbri del passaporto sulla pelle di un tuo cliente?
La prima reazione è stata fingermi morta! (scoppia a ridere) In primis ero timorosa sulla dimensione del lavoro e sulla relativa quantità di dettagli. Messa da parte questa mia “preoccupazione”, mi è rimasto un bellissimo ricordo legato ai racconti itineranti di quella persona. Un ragazzo, per la cronaca, che ha girato il mondo in lungo e in largo ed io un po’ con lui. Anche se solo con la fantasia…

Che lezione ne hai tratto?
Ho amato ancora di più il mio mestiere perché, quando c’è di mezzo la condivisione tra tatuatore e cliente, possiamo davvero arricchirci con qualcosa di nuovo.

Alice Aimaretti, Juno Tattoo Studio, Casale Monferrato, Italy
Alice Aimaretti, Juno Tattoo Studio, Casale Monferrato, Italy

Cosa si prova a tatuare in una cittadina come Casale Monferrato?
Casale, come ogni piccola realtà, ha i suoi pro e i suoi contro. Io la considero un paradiso felice: sono nata e cresciuta qui, di conseguenza adoro tornare all’ovile. Per quanto riguarda il ‘Juno Tattoo Studio’, ci possono essere dei limiti nelle richieste dei soggetti più particolari, ma allo stesso tempo sono fiduciosa che – prima o poi – anche qui cambierà la concezione del tatuaggio. E allora, pure a Casale, lo vivremo tutti in un modo più ampio ed attuale.

Ti piacerebbe metterti alla prova su tattoo di notevoli dimensioni come schiene e addirittura bodysuit?
Posso dirti la verità? Apprezzo portare a termine i miei lavori nell’ambito di una singola seduta. Quindi sì, prediligo i tatuaggi di medie dimensioni. Fortunatamente, col Traditional, si possono completare intere braccia e petti solamente con dei pezzi medi. La speranza è quella di cimentarmi, un giorno, con soggetti tali da riempire intere schiene o parti frontali del corpo.

Il consiglio più prezioso che hai ricevuto finora?
Sagrinti nen! Me lo sono perfino fatto tatuare… (sorride)

Me lo traduci dal piemontese/casalese?
Vuol dire, molto banalmente, “non ti disperare” e me lo ripeteva in continuazione mio nonno. Per quanto sembri un consiglio comune, in certi momenti non è così scontato riuscire a non abbattersi in questa vita. E invece dovremmo sforzarci di più. Anche perché alla fine tutto si risolve.