In occasione dell’uscita di “Rockstar” abbiamo rivolto al trapper più famoso d’Italia qualche domanda su inchiostro e tattoo. E lui ci ha risposto così…

Sfera Ebbasta (al secolo Gionata Boschetti), 25 anni da poco compiuti, si presenta ai molti giornalisti presenti in questa meeting room della sua casa discografica indossando una nostalgica t-shirt dei Backstreet Boys («Mi piacciono le magliette che non si fila nessuno. Tipo quelle di Janet Jackson mentre il resto del mondo compra quelle dedicate a suo fratello Michael», spiega lui) e sfoderando sicurezza estrema nei suoi mezzi di ragazzo hip hop stregato dalla trap.

L’indagato speciale ovviamente è ‘Rockstar’, il suo terzo album dopo ‘XDVR’ (2015) e l’omonimo ‘Sfera Ebbasta’ (2016), che Gionata descrive, senza mezzi termini, come «un qualcosa che in Italia non si è mai sentito prima. L’ho intitolato così, ‘Rockstar’, perché mi serviva un termine d’impatto per descrivere un progetto decisamente grosso e teso a riassumere il mio cambiamento sia artistico che esistenziale.».

Sfera Ebbasta
Sfera Ebbasta

Il disco, nel complesso, è un rapido ritratto sonoro (appena 34 minuti per 11 tracce) del personaggio Sfera: basi trap mai fastidiose all’ascolto (nella titletrack spunta anche del reggae mascherato), rime trattate con l’auto-tune e tese a celebrare l’ascesa (anche economica) del personaggio in questione, collaborazioni di lusso (in ‘Cupido’ compare il featuring di Quavo e in ‘Sciroppo’ quello di DrefGold, star globali della trap), un pezzo cupo che non perdona (‘XNX’) e colori sgargianti (trionfa il giallo-rosa-celeste) atti a suggellare la partnership con una nota marca sportiva di sneaker.

Tutto molto pop, ok, ma anche una bella rivincita da parte di un b-boy dell’hinterland milanese che ha sempre creduto non poco in una musica invisa ai discografici italiani fino a qualche anno fa. «Mi definisco Trap King – dice Gionata – perché giravo già con una felpa inneggiante a quella figura quando mi si accusava che le mie canzoni non si capivano. Che non sarebbero andate da nessuna parte. Quindi, se non sono io il Re della scena, mi spieghi chi mai dovrebbe esserlo?».

Sfera Ebbasta
Sfera Ebbasta

La cosa che interessa maggiormente a noi di Tattoo Italia, però, è il legame di Sfera Ebbasta con la tattoo culture visto che di tatuaggi l’autore di ‘Serpenti a sonagli’ non ne ha pochi a partire da quelli visibili su mani, collo e viso. E qui il flow si fa subito coinvolgente, sintomo che abbiamo toccato l’argomento giusto: «Il primo tatuaggio me lo sono fatto sul braccio il 7 dicembre del 2010, ovvero il giorno del mio diciottesimo compleanno. In quel caso, a livello di soggetto, scelsi una chitarra Stratocaster come quella che suonava un certo Jimi Hendrix». Il motivo è presto detto e tocca l’anima: «Prendilo come un tributo nei confronti di mio padre, grande appassionato di rock e fervente collezionista di vinili, che mi ha lasciato troppo presto.».

Eterogenea la simbologia del suo inchiostro, senza nascondere qualche rimpianto di troppo: «Sul mio corpo ho un po’ di tutto: tatuaggi familiari – le iniziali di mia mamma e di mia sorella – ma anche momenti cardine della mia carriera tipo un aeroplano o il titolo, XDVR’, del mio primo album. Certo, circa un anno dopo quella famosa Stratocaster in onore di mio papà, mi sono ritrovato gran parte del braccio tatuato e non è che sia proprio soddisfattissimo di ogni singolo pezzo; ma ormai me li sono fatti.».

Sfera Ebbasta
Sfera Ebbasta

Pungente e fatalista anche il suo pensiero finale. Interrogato da un giornalista in sala sull’eventualità che ‘Rockstar’ ed il relativo tour italiano (vedi date sotto) non faccia il botto auspicato (ne dubitiamo ampiamente), Sfera rilancia con una provocazione di natura tattoo-oriented: «In quel caso non dovrò mica scrivere canzoni per tutto il resto della mia vita. Magari mi apro uno studio di tatuaggi sfogando la mia creatività in tal campo.».

Già, solo che anche lì, esattamente come per le produzioni trap, bisogna studiare, faticare, provare. Ed applicarsi con disciplina stagione dopo stagione. «Beh, a diciannove anni ho frequentato un corso base da tatuatore e piercer: purtroppo non ho imparato a fare né l’uno né l’altro, però almeno il diploma, il famoso pezzo di carta, me lo sono portato a casa!». L’ironia, a Sfera Ebbasta, di certo non manca.

Sfera Ebbasta, stickerpos ROCKSTAR

Le date del tour di Sfera Ebbasta:
7 aprile – Nonantola (MO), Vox Club
14 aprile – Senigallia (AN), Mamamia
21 aprile – Firenze, Viper Theatre
24 aprile –Modugno (BA), Demodè
28 aprile – Milano, Fabrique
4 maggio – Roma, Orion
5 maggio – Bologna, Estragon
12 maggio – Padova, Gran Teatro Geox
19 maggio – Venaria (TO), Teatro Concordia
26 maggio – Napoli, Arenile

Photos by Cirasa (www.studiocirasa.com)