Sananda Maitreya: Col mio nuovo tattoo mi sento un supereroe
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Colui che una volta era Terence Trent D’Arby ha una grande passione verso la tattoo art, le donne tatuate con pochi veli addosso e i dolci napoletani. Come ci ha raccontato in quest’imperdibile intervista…

Sananda Maitreya, il rocker cosmico, ha pochi tatuaggi sul suo corpo, ma molte idee da irradiare al mondo e ancora più musica con cui nutrire i suoi seguaci.

Una musica semplicemente senza confini, padrona di ogni genere, sviscerata in tantissimi album (già otto a nome Maitreya, senza contare quelli usciti precedentemente come TTD) che ora il nostro celebrerà con tre intriganti concerti estivi in Italia (trovate le date al termine di quest’articolo); ma noi gli abbiamo chiesto principalmente aneddoti e curiosità legate al suo rapporto con l’inchiostro.

E Sananda non si è fatto di certo pregare, svelandoci qui per la prima volta cose che al momento potevamo solo immaginarci o ipotizzare. Ragion per cui lo ringraziamo per il suo entusiasmo, la sua “visione” e per il suo non essere mai banale e prevedibile.

Sananda Maitreya
Sananda Maitreya

Sananda, come sei entrato in contatto con l’arte del tatuaggio?
Mi sono fatto il primo tattoo a venticinque anni dopo averlo sognato per un tempo lunghissimo. Sai, sono cresciuto in Florida, a Daytona Beach, e là i tatuaggi erano di casa tra i biker e chi ascoltava musica rock. Sapevo anche che, prima o poi, avrei abbandonato il nido familiare, e mi sarei dedicato ai piaceri dell’inchiostro. D’altronde a quei pezzi associavo sempre parole come libertà, ribellione ed indipendenza.

Sei sempre stato molto accorto e “parsimonioso” nella scelta dei tuoi tatuaggi, vero?
Direi di sì. D’altronde sono passati quasi trent’anni tra il mio primo e il secondo tattoo, ovvero gli unici due che sfoggio attualmente. Il primo lo feci a Londra e scelsi una farfalla per simboleggiare il mio risveglio e relativa trasformazione. Poi però, durante una visita sul Sunset Strip di Hollywood, l’ho coperto con un “teschio di monaco” (ispirato a quelli ritrovati a Roma nella celebre Cripta dei Cappuccini, ndr) a cui ho aggiunto delle ossa incrociate molto tempo dopo. In fondo stava a significare che ero sopravissuto a tre lunghi decenni di spietato music business. E che di conseguenza anch’io mi ero fatto le mie belle “ossa” in quel settore! (ride)

Per quanto riguarda l’ultimo nato invece…
Si tratta di un simbolo e ce l’ho sul braccio destro esattamente come Prometeo, il protagonista del mio ultimo album ‘Prometheus & Pandora’ del 2017. Me ne sono donato uno anch’io perché Prometeo è mio padre oltreché lo sponsor principale di questa mia attuale vita. Anzi, di questa mia esperienza di vita. Non scordarti mai che, nonostante tutta la realtà che ci circonda, la vita resta sempre un sogno da cui eventualmente ci si risveglia. Ritrovandosi a quel punto molto più informati e, come amo dire io, spiritualmente rinfrescati.

Sananda Maitreya
Sananda Maitreya

Quel simbolo è il tuo logo ufficiale, giusto?
Sì, è l’All Seeing Eye (l’occhio che tutto vede, ndr) fuso in uomo dalla visione unica le cui braccia e ali sono tese per abbracciare tutto il mondo, senza alcun pregiudizio. Ai suoi piedi c’è una penna con cui può costantemente scrivere del suo “tasso positivo” esattamente come faceva Ermete Trismegisto (il dio greco della comunicazione, ndr) o Thoth in quelle leggende egiziane a cui sono particolarmente legato.

Lo hai progettato tu?
Io ed un magnifico gentiluomo di cui ora non riesco a ricordare il nome dato che l’ho incontrato, sempre ad Hollywood, tra il 1991 e il 1992. Sai, in quell’occasione mi dissero che solo le band potevano permettersi di avere un logo e io gli risposi di andare a farsi fottere! (ride) Lo adoro: quel tattoo è tutto ciò che voglio e mi descrive benissimo. E come tutti i simboli dei supereroi, mi protegge e dona forza allo stesso tempo.

Il fatto che tu sia così selettivo nella scelta dei tatuaggi e allo stesso tempo così straripante nel comporre nuova musica (‘Prometheus & Pandora’ contiene 53 brani e dura più di 3 ore) sottintende forse qualcosa?
Significa solo che sto facendo su questa Terra ciò che mi è stato chiesto di fare. Sono qui per eseguire la mia piccola parte e aiutare i Figli di Dio ad incontrare sempre più luce, una volta fuoriusciti dall’oscurità. 53 brani, in realtà, è solo un dato di fatto: sono in grado di comporre musica, tanta musica e non sottintende nient’altro che questo. Lo spirito della musica tende a benedirmi con una certa frequenza ed io lo ripago con gli stessi mezzi.

Progetti come ‘Prometheus & Pandora’ ci permettono semplicemente di liberarci da tutti gli ostacoli quotidiani che accumuliamo incrociando il nostro karma.

A proposito di musica, stai già lavorando a qualche tuo nuovo progetto?
Se le carte cadranno dalla parte giusta, il mio nuovo lavoro si intitolerà ‘Pandora’s Playhouse’ con sempre la grande Luisa Corna nella parte della stessa Pandora. Poi i miei partner editoriali mi stanno inseguendo affinché pubblichi una compilation di Post Millenium Rock (così Sananda ama chiamare il suo genere musicale, ndr) che, al tirar delle somme, è pur sempre meglio di una ‘Complication’! (ride)

Sananda Maitreya
Sananda Maitreya

Ti ci vedi un giorno tatuato su parti estese del corpo come la schiena, il petto o le gambe?
Una volta mi sono osservato con dei tatuaggi temporanei che mi coprivano da capo a piedi. Oppure stai a sentire questa: potrei invitare una donna nuda completamente tatuata a sedermi in fronte in maniera tale che io possa “immaginarmi” come potrebbe essere tale eventualità… (sorride)

Ho come il sospetto che in molti vorrebbero essere al tuo posto…
Ovviamente la mia è una risposta molto più appropriata per un maschio singolo o uno scapolo. Dubito seriamente che la mia cara moglie Francesca voglia farsi tutti quei tatuaggi solo per placare le mie pigre fantasie! (ride) A proposito: una donna, metaforicamente parlando, è anche un meraviglioso tattoo. Il problema è far sì che lei rimanga attaccata a te!

Vivi a Milano da molti anni ormai: hai un tatuatore preferito in città?
Frequento un posto fantastico chiamato ‘Roots Milano – Hair & Tattoos’ dove mi accoglie ed assiste un simpatico artista portoghese chiamato Rodrigo Garcia Delgadillo. Nel caso non sia di nazionalità portoghese, mi scuso sia con lui che con lo stesso Portogallo! (in realtà è peruviano di Lima: abbiamo controllato. Ndr) A tirare le somme mi sono tatuato solo in tre posti al mondo. Però, dai, la combinazione Londra-Hollywood-Milano non è affatto male!

Qual è il tatuaggio-tributo più clamoroso che ti ricordi? Intendo, un pezzo dedicato a te, ma sfoggiato da qualche tuo fan…
Mia moglie ed io conosciamo un favoloso pasticcere napoletano, Vincenzo, che una decina d’anni fa si è fatto il logo che io, come ti ho detto, mi sono tatuato solo di recente. Mi sono sentito un po’ imbarazzato che qualcun altro avesse avuto più fiducia di me nei confronti di quel simbolo e così mi sono semplicemente accodato. Questo tipo ci manda anche tutte le paste e le torte più deliziose del mondo, ma di questo magari te ne parlerò quando fonderete la rivista ‘Tattoos & Cakes Italia’! (ride) Anzi, posso aggiungere una cosa in extremis?

Prego.
Napoli è sempre stata una città a cui devo molto in termini di gentilezza ed ospitalità. Come famiglia Maitreya abbiamo anche antiche radici da quelle parti, ma la cosa più clamorosa è che Vincenzo, il pasticciere, non solo si è fatto un tattoo in mio onore. Ha pure chiamato suo figlio Giovanni Sananda! Ecco, questo sì che mi ha davvero sconvolto…

Foto: courtesy of TreeHouse Publishing

Le date estive di Sananda Maitreya:
17 luglio – Milano – Piazza Castello
19 luglio – Treviso – Bastioni San Marco
20 luglio – Lago di Caldonazzo (TN) – Blue Lake Festival
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