Ha inaugurato il primo maggio scorso al MUDEC la grande mostra dedicata a uno dei più importanti artisti del ventesimo secolo: Roy Lichtenstein.

La sua arte, sofisticata e inconfondibile – solo apparentemente facile da comprendere –, ha affascinato e influenzato intere generazioni di creativi, provenienti dal mondo della pittura e della pubblicità, della fotografia, del design e della moda. Senza dubbio il potere seduttivo che esercita sulla cultura visiva contemporanea (compreso il tatuaggio) è ancora molto forte.

Roy Lichtenstein, I Love Liberty, 1982, Collection Lex Harding, © Estate of Roy Lichtenstein
Roy Lichtenstein, I Love Liberty, 1982, Collection Lex Harding, © Estate of Roy Lichtenstein

Le opere in mostra sono circa 100, tra stampe, sculture, arazzi, video, fotografie e un’ampia selezione di edition provenienti da prestigiosi musei, istituzioni e collezioni private (europee e americane).

Roy Lichtehstein, Crying Girl, 1963, Courtesy Sonnabend Gallery, New York © Estate of Roy Lichtenstein
Roy Lichtehstein, Crying Girl, 1963, Courtesy Sonnabend Gallery, New York © Estate of Roy Lichtenstein

Il percorso è tematico ed evidenzia, attraverso una panoramica sui temi e i generi dell’arte di Roy Lichtenstein, come gli elementi di diverse culture confluiscano nel suo lavoro di decostruzione e ricostruzione dell’immagine, rielaborate in chiave pop, attraverso un linguaggio personalissimo: dalla storia della nascita degli Stati Uniti all’epopea del Far West, dalle espressioni artistiche etnografiche degli indiani d’America alla cultura pop esplosa in seguito all’espansione dell’economia mondiale del secondo dopoguerra, dalla cultura artistica europea delle avanguardie allo spirito contemplativo dei paesaggi orientali.

Fino all’8 settembre
al MUDEC (Museo delle Culture)
via Tortona 56, Milano
www.mudec.it