Quattro chiacchiere con una DJ che, all’amore per i vinili, ha sempre abbinato l’inclinazione verso i tattoo. Soprattutto quelli più legati ai cambiamenti di vita…

Direi di partire subito dal tuo nome d’arte…
Beh, il nome esatto è “Nora Bee” e non “Nora” e basta come, a volte, mi capita di leggere o sentirmi chiamare… (ridacchia). Comunque, non è niente di trascendentale: si tratta solo dell’inversione del mio nome e cognome originali (Benedetta Nocera. NDR) con un piccolo rimando alla grande Norah Jones. Sai, cercavo un alter ego sia morbido che internazionale, ma anche in grado di strapparti un sorriso.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ

Primo disco serio che hai comprato in vita tua? Non sono accette compilation dello Zecchino d’Oro o varie boy band. Parlo della Nora Bee già proiettata nel mondo del clubbing…
Probabilmente “Thriller” di Michael Jackson, addirittura nel 1984. Sai, sono sempre stata a mio agio dentro quel mondo fatto di calore pop, produzioni dance-oriented e chitarrine funky. Poi, in seguito, c’è stato il delirio attorno a me: Madonna, Prince, Depeche Mode, Kraftwerk ecc. Ho la musica nel sangue, inutile girarci attorno.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Il tuo primo tattoo invece…?
Fatto in studio da Gian Maurizio Fercioni nel 2007, quando ormai ero già entrata nei trenta. Oddio, ti sto dando troppi indizi sulla mia vera età! (ride)

Come dire: la prima automobile che ho guidato è stata la Ferrari F40…
Sì, direi che rivolgendomi a Fercioni mi sono subito messa al volante di una fuoriserie! D’altronde come fai a non amare un maestro del genere? Uno che, tra l’altro, ha un tattoo che recita “Fesso chi legge”? (ride) Ecco, per me Gian Maurizio è quella cosa lì: un personaggio di un’altra epoca che sa interpretare il suo lavoro con stile ed ironia. Un nostromo elegante.

Lui ti stava simpatico, ok. Eppure mi raccontavi off the record che quel primo tatuaggio ti ha provocato un certo tormento interiore…
Sì, scelsi il soggetto di un sole polinesiano in grado di formare una spirale. All’epoca non mi piaceva il lavoro che svolgevo, ma allo stesso tempo non avevo il coraggio di cambiare. E così, nel corso di un’esperienza trascendentale, mi feci fare da Fercioni quel primo tattoo perché mi piaceva l’idea del sole e del circolo. Del rinnovamento costante che è insito nel simbolo della spirale.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ

Poi, in seguito, cosa è successo?
Conosco la mia grande amica Viviana Mattiangeli e mi apro al mondo dei tattoo colorati. Basta black-n-gray! Lei mi ha fatto uno splendido cupcake e io, in quello stesso periodo, ho coinciato finalmente a fare la DJ. Non so, forse c’è un’analogia: lavoro grigio prima e professione “colorata” ora, chi lo sa…

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Noto che sul braccio destro hai delle vere icone anni ’80 a cartoni animati. Vuoi parlarmene?
Eccome. Ho sia una Creamy Mami (quella che noi conosciamo come “L’incantevole Creamy”. NDR) realizzata da Amanda Toy che una Jem (della serie “Jem and the Holograms”. NDR) creata a sua volta da Lucrezia, una ragazza sarda conosciuta sempre da Amanda. Nel 2016, quando li ho realizzati, mi sentivo ormai sulla rampa di lancio per quel che riguarda DJing e tattoo art. Talmente lanciata che mi sono fatta entrambi quei tatuaggi in una sola giornata: il giorno del mio compleanno, oltretutto.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Il fulmine di David Bowie (quello che l’alieno della musica sfoggiava sulla copertina del suo “Alladin Sane” del 1973) quando è venuto alla luce, sempre sul tuo braccio destro?
Dopo la sua scomparsa datata 10 gennaio 2016. (sospira) Sai, mi sembrava un simbolo ideale per arricchire un braccio, quello destro, che stava pian piano diventando il mio scrigno “pop”. E poi anche qui c’entra la metafora dell’uscire dallo stereotipo. Quel fulmine fatto d’inchiostro, per me, è potenza, energia e voglia di fuggire dal coro. In due sole parole: David Bowie.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Mi parli della tua manica sinistra dedicata ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”? Ti ha ispirato di più il romanzo di Lewis Carroll o il film della Disney del 1951?
Oddio, quanto tempo ho? (ride) Comunque l’input principale è giunto da mia nonna, la mia “fata madrina” delle favole. E non poteva essere che così visto che lei è una persona importantissima della mia vita a cui sono molto legata.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Racconta…
Tutti quei tattoo sono stati realizzati da Viviana Mattiangeli che, come avrai intuito, è la mia tatuatrice di fiducia numero uno. Una volta deciso che avrei dedicato il mio braccio sinistro alla magia e ai miei sentimenti più interiori, assieme a Viviana abbiamo deciso di modificare un po’ i personaggi di quella manica.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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In che maniera?
Beh, c’è il coniglio con le lancette dell’orologio che vanno all’indietro, simbolo del “prendermi il mio tempo”. Un cappello a cilindro da cui escono tanti elementi fantasiosi tra cui le “candies” (le caramelle americane. NDR) visto che, da bambina, ho vissuto per un breve periodo negli Stati Uniti. E poi lo Stregatto, una sorta di monito per me. Vale a dire un invito a lasciar correre e ad essere meno rigida nei confronti dei problemi. Infine c’è un tributo alla mia cara nonna, due tazze che simboleggiano l’equilibro interiore ed Alice che si fissa nello specchio. Ecco, quella sarei io con tanto di minuscola citazione incorporata: la canzone “Man in the mirror” di Michael Jackson.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Dopo una spiegazione così esauriente, possiamo dire che la tua manica sinistra sia definitivamente completa?
In realtà dovrei aggiungerci ancora un paio di personaggi (il brucaliffo e la Regina di Cuori), ma ormai sono due anni che non mi tatuo e in più c’è questo terribile periodo sanitario che stiamo vivendo… Vedremo. Probabilmente dovrò vivere periodi nuovi della mia vita per trovare ulteriori stimoli legati all’inchiostro.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Senti, essendo le serate sospese e i club chiusi causa Coronavirus, stai ampliando la tua attività da DJ rivolgendoti a qualche produzione elettronica? Avremo mai delle tracce tech house firmate Nora Bee?
Sto attualmente lavorando con un producer di Milano e, sì, qualcosa prima o poi accadrà. Al momento non posso fare granché perché ci sono i famosi divieti d’assembramento. E poi i miei DJ set sono molto strutturati e comprendono spesso musicisti live e ballerini. Speriamo di ripartire al più presto e in piena sicurezza.

Nora Bee DJ, courtesy of Nora Bee DJ
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Non mi hai ancora svelato il tuo sogno nel cassetto…
Andare a suonare ad Ibiza. In un certo club di Ibiza. (sorride) Anche lì si tratterebbe di un cambiamento e di un’altra sfida personale vinta. Quegli switch esistenziali, come amo chiamarli io, che ho provato a descriverti tramite i tattoo che porto addosso.

Seguite Nora su Instagram: @norabeedj