Mr_Oger è un eclettico tatuatore che gestisce il Vitriol Tattoo Studio, a Trieste. Scegliere di aprire uno studio, però, non ha fermato il suo desiderio di esplorare il mondo. Il suo primo amore sono i graffiti, praticati già in giovane età, che con il tempo hanno ampliato il suo orizzonte creativo, fino ad arrivare a oggi, con il tatuaggio. In questa intervista Mr_Oger si racconta e ci permette di conoscere il lato più importante, a mio avviso, di questo lavoro: il rapporto umano.

Quali sono i tuoi primi ricordi in merito al tatuaggio?
Ciao Ilaria, allora… Beh direi che i primi tatuaggi in assoluto, li ho visti su mio zio Maurizio, il quale aveva una rosa fighissima fatta a china durante il servizio di leva, realizzata unendo molteplici aghi da cucito creando una sorta di “big line needle”. Una cosa veramente romantica e da veri duri.

Cosa ti ha fatto venire voglia di farti tatuare?
Sicuramente la curiosità di avvicinarmi a un ambiente “misterioso e affascinante” è stato il cardine della questione. E poi il fattore dell’iconografia potente e fortemente romantica.

Cosa o chi ti ha ispirato a imparare a tatuare e quando hai iniziato a conoscere le basi?
Il fatto che il tatuaggio sia un strumento immediato di comunicazione, insieme alla libertà espressiva e all’amore per il disegno sono stati i fattori scatenanti. Ho fatto un percorso di formazione piuttosto tortuoso (anche se reputo di avere moltissimo ancora da imparare). Tatuo da sei anni e le basi ho iniziato a conoscerle all’inizio del mio percorso lavorativo. Tuttora mi piace tatuare anche cose non mie, un po’ per rompere la monotonia e un po’ per tenermi in allenamento con metodi e tecniche che altrimenti non userei per i miei pezzi, come le linee molto sottili che utilizzo per fare le scritte.

Mr_Oger, Vitriol Tattoo Studio, Trieste
Mr_Oger, Vitriol Tattoo Studio, Trieste

Mi puoi parlare dello studio in cui lavori? Che atmosfera si respira?
Sono il proprietario del VITRIOL tattoo shop, il mio fiore all’occhiello che racchiude tra le sue quattro mura l’epilogo di tante esperienze e sofferenze maturate al termine di un periodo “on the road”, durato quattro anni. All’interno dello studio, dove lavoro con il mio socio Michele Milazzi, si respira un’aria da “salotto”, volutamente cercata per abbattere quella sorta di disagio che si creava fra la clientela entrando in uno studio di tatuaggi. Io cercavo uno spazio “vivo” nel quale poter apprezzare il fermento e il dinamismo portato anche dai clienti, liberi di sentirsi – nel limite del rispetto e dell’etica professionale – un po’ come a casa.

Quali sono le tue influenze?
Le mie maggiori influenze in questo periodo della mia vita sono date in primis dalla musica, dall’arte povera e ovviamente da tutto quello che mi colpisce e mi circonda, che inesorabilmente mi cambia giorno dopo giorno.

Quanto conta il rapporto che si crea tra te e il cliente?
Questo è un punto pe rme molto importante. Dopo moltissimo tempo passato a viaggiare, ora che ho uno spazio tutto mio, posso dire che il rapporto con il cliente ha un’importanza fondamentale nello svolgimento del mio lavoro. Con il passare del tempo, ho notato che con alcuni clienti, che poi inevitabilmente diventano amici, si crea un’alchimia particolare, grazie alla quale è più semplice riuscire a esprimersi al meglio e creare una buona composizione… con un risultato speciale.

Che cosa ti ispira quotidianamente?
Sicuramente le persone che mi stanno a fianco, chi da vicino, chi da lontano. Questo mi sensibilizza e mi fa crescere, nel lavoro e nella vita. Sì, direi che i miei amici e la famiglia, che poi sono la stessa cosa, sono le persone con cui mi confronto maggiormente e che mi ispirano con i loro interessi e i loro punti di vista diversi. E poi sicuramente guardare i lavori di altri artisti, non solo di tatuatori, mi stimola moltissimo.

Quali sono stati gli incontri che ti hanno segnato di più, sia personalmente che professionalmente?
Uno degli incontri più importante di questi anni, sul piano personale e lavorativo, credo sia stato quello con Ruco. È stato molto singolare e “anomalo” il modo in cui ci siamo incontrati – vista la personalità riservata e poco “social” di entrambi – ma in un certo qual modo è stato come se fossimo stati attratti l’uno dal lavoro dell’altro. Questo ci ha spinto a conoscerci e quando è accaduto è stato potente. Anche se siamo un po’ come il giorno e la notte, abbiamo valori e punti fissi in comune, nella vita come nell’etica professionale. Sono fortunato, perché oltre ad avere uno scambio continuo con uno dei migliori artisti sulla piazza, ho trovato anche un grande amico.

Mr_Oger, Vitriol Tattoo Studio, Trieste
Mr_Oger, Vitriol Tattoo Studio, Trieste

Da chi ti sei fatto tatuare in questi anni? C’è qualche tatuaggio in particolare di cui mi vorresti parlare?
In questi anni mi sono fatto tatuare principalmente dagli ami: per me la componente umana è sicuramente la cosa più importante! Ho moltissimi pezzi importanti o emblematici di qualche periodo storico della mia vita, ma sono molto riservato e preferisco non parlarne.

Parlami dei graffiti! Come è iniziato tutto?
Questa risposta necessita di un bel brainstorming. Che io ricordi, ho iniziato a disegnare con gli spray all’età di 13 anni, in un lungolinea ferroviario, durante una gita a Tarvisio con mia madre… È stato bellissimo! Mi ricordo gli odori delle pensiline di legno delle rotaie, quello degli spray da ferramenta, e il brivido dell’avventura. Crescendo l’attitudine cambia e queste sensazioni svaniscono quasi del tutto lasciando spazio ad altre emozioni e sfide, anche se ho vissuto questo lungo percorso rincorrendo sempre le emozioni primordiali… a volte ritrovandole ed emozionandomi a guardare l’alba o in compagnia dei vecchi amici. Può suonare tristemente romantico, ma come ho già detto una volta, alla fine è la storia d’amore più lunga della mia vita. Credo che tutto ciò, come per i tattoo, sia nato da una esigenza intrinseca di comunicazione e, in un certo senso, anche di accettazione e senso di appartenenza a qualcosa che tu reputi magico e fuori dal comune. I graffiti mi hanno salvato la vita. Mi hanno dato un obbiettivo fin da piccolo, mi hanno fatto viaggiare per dipingere e conoscere altri writer, e mi hanno regalato un sacco di amici in giro per il mondo e a casa mia.

In poche parole, insomma, a mio parere i graffiti sono molto simili ai tatuaggi: anche quando dipingi i treni, infatti, i tuoi lavori fisicamente vanno lontano da te e possono essere visti anche da altre persone.

Hai altre passioni e interessi al di fuori del tatuaggio?
Come ho detto prima amo particolarmente dipingere, ma non solo con gli spray! Da qualche tempo sto sperimentando varie tecniche pittoriche, dipingendo secondo uno schema casuale e libero dalle tempistiche. Mi capita infatti di iniziare un quadro, abbandonarlo per un periodo, farne degli altri e poi riprenderlo per finirlo velocemente, nel momento in cui mi sento più coinvolto. Amo moltissimo anche la moda e il design, e un domani mi piacerebbe disegnare abiti e oggetti.

Quanto è importante per te viaggiare?
Credo sia fondamentale. Viaggiare ti dà la possibilità di confrontarti con la tua produzione e con quella degli altri, di apprendere nuove tecniche e punti di vista e inoltre ti rigenera, offrendo una fresca pausa dalla routine e quotidianità. E poi ti stimola al livello visivo, perché offre sempre spunti per nuove idee e soggetti. Amo viaggiare… avrei dovuto dirlo nella risposta precedente! (sorride)

Quale pensi che sia la sfida più grande per chi tatua al giorno d’oggi?
Per chi comincia credo sia senz’altro emergere a livello stilistico. Per chi invece lavora da tanti anni, penso sia mantenere un certo standard creativo e d’amore. Questo lavoro non è semplice, perché richiede molto fisicamente e mentalmente, ma anche concretamente, in termini di tempo e attenzione. Ma è in grado di darti tanta felicità, armonia e soddisfazione.

Idealmente, come ti piacerebbe vedere evolversi la società?
Mi piacerebbe senz’altro che la società diventasse più empatica ed equilibrata e che imparasse a dare il giusto peso alla comunicazione, di qualsiasi genere, in modo da creare dei legami forti fra le persone… Però lo sanno tutti che sono un sognatore.

Segui Mr_Oger su Instagram: @mr_oger
Vitriol Tattoo Studio: @vitriol.tattoo.studio