Lorenzo Anzini, in arte Loreprod, è un tatuatore di Cattolica. Se leggete questa intervista, però, scoprirete molto di più: amante dell’arte – da Basquiat a Francis Bacon, passando per Duchamp, Rothko, de Kooning e Maurizio Cattelan (solo per fare qualche nome) – lettore appassionato, pittore fin da bambino e anche un po’ filosofo (soprattutto quando si parla del concetto di libertà). Una personalità interessante, insomma, nel panorama del tatuaggio contemporaneo, che siamo molto felici di presentarvi… Buona lettura!

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

Ciao Lorenzo, vuoi presentarti ai lettori di Tattoo Life?
Ciao a tutti, mi chiamo Lorenzo Anzini, in arte Loreprod. Ho 35 anni e disegno da sempre.

Qual è stata la tua formazione e quale il tuo percorso professionale?
Mi sono sempre trovato a mio agio con matite e pennelli. Ho 
iniziato a disegnare all’età di 3 anni e a dipingere quando mia mamma 
mi regalò il primo kit per la pittura, a 12. Il primo contatto con 
il mondo del tatuaggio è avvenuto quando sono rimasto folgorato alla vista
 di “misteriosi disegni” sulla pelle di alcuni motociclisti – avvistati all’età di 6 anni. La curiosità per quel mondo è continuata per tutti
gli anni successivi.
 Ho frequentato l’istituto Statale d’Arte di Riccione F. Fellini e conseguito il diploma in maestro d’arte.

Poi ho 
frequentato l’ISIA di Urbino (Istituto Superiore per le Industrie Artistiche). Dopo la laurea ho lavorato per qualche anno come grafico 
pubblicitario. In quel periodo ho maturato il desiderio d’inseguire il mio sogno di infanzia: fare il tatuatore. Per una serie
di coincidenze, ho iniziato l’apprendistato presso lo studio di Alex
 De Pase e dopo due anni ho aperto il mio studio a Cattolica, la mia 
città.

Ho letto su Instagram che ti definisci “apprendista per sempre”: mi spieghi meglio che cosa intendi?
Penso che il mestiere del tatuatore fornisca costantemente 
possibilità di apprendimento. Nonostante nel tempo si acquisisca fiducia ed esperienza tecnica, ogni giorno tatuare risulta
un’esperienza nuova e si può presentare l’occasione di imparare 
qualcosa. Sta a noi coglierla e farne tesoro.

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

E a che cosa ti riferisci quando parli di “essere libero”?
Del concetto di libertà potrei parlare per anni, senza darti una vera risposta. Credo che la libertà sia, paradossalmente, un percorso fatto anche di regole e di accettazione di 
queste ultime. Ma le regole servono anche per essere infrante e quando le 
accetti, sei libero di poterne fare di nuove… è un continuo divenire.

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

Oltre che a Basquiat alla street art (correggimi se sbaglio) quali sono le tue ispirazioni?
Non posso certo negare la mia passione nei confronti della pittura di Basquiat, ma trovo molto riduttivo paragonarmi solo a lui. Tra i
miei ispiratori annovero sicuramente l’arte disperata di Francis
 Bacon, adoro l’arte africana, i segni primitivi e brutali del primo graffitismo, ad esempio… L’arte concettuale, soprattutto Dadaista, mi ha
sempre stimolato nello sviluppo delle idee. Giocare con l’arte e le
 sue imposizioni, violandole, mi ha sempre molto divertito. Reputo Duchamp un maestro di vita, come Piero Manzoni e Maurizio Cattelan, grandissimi sabotatori d’arte. Amo tantissimo l’arte informale
 americana, le pennellate violente di Willem de Kooning e le campiture
vibranti di Mark Rothko. Diversamente, non stimo Andy Warhol: lo reputo più un abile sociologo che un grande artista, lo trovo 
ruffiano, noioso e “paraculo”…
 Ah, dimenticavo la Transavaguardia italiana: un nostro baluardo!

Mi
 fermo qui, perché potrei parlare a iosa di artisti che mi emozionano e
 contaminano.

Come definiresti il tuo stile?
Non riesco ancora, nonostante gli sforzi, a definire uno stile che mi appartenga. Sviluppo concetti in maniera unica. La mia forma di ragionamento determina il mio stile.

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

Quali sono i soggetti che prediligi e quando ti senti soddisfatto di un lavoro che hai realizzato?
Sinceramente non mi identifico in un soggetto in particolare. Il 
mio modo di lavorare prevede un’analisi differente dal realizzare un disegno fine a se stesso. Ho un approccio molto psicologico col 
tatuaggio, che consiste nello sviluppare soggetti sulla base di un
 input che il cliente mi offre. Cerco di fare domande mirate per capire 
come decifrare le sue parole e successivamente trasformo il tutto in un’
immagine unica.

Dunque è importante per te progettare un lavoro insieme ai tuoi clienti?
È importante che il cliente “partecipi” alla progettazione, dandomi il suo spunto, il concetto da rappresentare, che mi racconti le 
emozioni che vorrebbe esprimere… Questa fase è determinante, a meno 
che non mi dicano: “fai tu”… Allora sì che sono guai (ride). In ogni
 caso la progettazione del tatuaggio rimane un lavoro che svolgo io.

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

Quanto è importante invece la tecnica, dal tuo punto di vista?
Ti rigiro la domanda con un’altra domanda: ti faresti curare da un
pessimo medico? Nel nostro mestiere la tecnica rappresenta anche la competenza. Al di là dell’originalità del soggetto – che può piacere o meno – la tecnica è determinante, soprattutto nel tempo. Dietro la tecnica si celano anni di dedizione, di errori e miglioramenti, di lacrime e sudore per ottenere risultati dignitosi.

La tecnica va di pari passo con il nostro operato e per chi crede in
questo non sarà mai abbastanza. Ritorno al concetto dell’apprendista 
per sempre.

Qual è il tuo rapporto con il nero e con i colori?
Amo il nero, lo trovo fondamentale per dare luminosità e contrasto 
ai colori. Vivo questi due elementi un po’ come lo Yin e lo Yang, dove 
l’uno necessita dell’altro per esistere: insieme si rincorrono e si completano, in perpetuo movimento. Per questo gran parte dei miei
 lavori sono caratterizzati dalla presenza del colore, ma non escludo 
di arrivare un giorno a lavorare solo con il nero. Potrebbe essere 
visto, per assurdo, come un percorso all’inverso, che attraversa lo
 studio e l’uso del colore. Il traguardo finale è potersi permettere 
di farne a meno e ottenere un risultato vibrante e luminoso, mediante 
l’uso del solo nero.

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

Mi racconti qualcosa di più a proposito del murales che hai donato al Museo della Regina di Cattolica? È importante per te il legame con il territorio e far parte di iniziative di questo tipo?
Adoro la città in cui vivo e amo poter offrire un contributo culturale, se mi concedi il termine, con il mio operato. Spesso vengo 
coinvolto dalle istituzioni comunali per collaborare con manifesti o
lavori pubblici e la cosa mi rende assai felice perché viene 
riconosciuta la figura di comunicatore.

Oltre che dedicarti all’arte hai altre passioni? Ascolti musica? Guardi film? Leggi? Insomma… A che cosa ti stai dedicando in questo momento di pausa forzata?
Ascolto tantissima musica, dal jazz alla classica, dal blues
 all’elettronica, senza negarmi nuove sperimentazioni, ma resto sempre e
 comunque un ignorante dinanzi alla mole musicale che il panorama ti
 offre. Sicuramente non ascolto la trap, ecco. La trap la schifo
 proprio. Amo tantissimo il cinema, sin da quando sono bambino.

All’epoca molti film non li capivo fino in fondo, ma ne intuivo la
 potenza intellettuale, che avrei affrontato una volta cresciuto.

Idem
 con la lettura: leggo tantissimi saggi di esoterismo, filosofia (nei 
limiti della mia comprensione e competenza, s’intende). Cerco sempre
 e comunque di espandere i miei orizzonti e le mie visioni, per non
 addormentare la mia mente e allenarmi al senso di libertà. Trovo che
 sia fondamentale per la nostra professione leggere, osservare, andar 
per mostre… siamo dei creativi (si presume) e abbiamo costantemente 
bisogno di informazioni e stimoli nuovi. Personalmente, ho bisogno di
 questo, ecco! In questo momento di pausa forzata sto cercando di
 dipingere molto, sperimentare nuove tecniche e scenari, leggo 
tantissimo e disegno abbastanza.

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

Quando l’emergenza sarà finita i nostri lettori ti troveranno al Nero di Seppia? Ci descrivi com’è il tuo studio e come l’hai progettato?
Assolutamente sì! Nel mio studio si respira un’atmosfera rilassata
 e confortevole, senza rinunciare all’ordine e la pulizia, che reputo 
fondamentali. 
È molto luminoso e spazioso, arredato in modo eclettico, con oggetti
 che spaziano dal design moderno all’arte sacra, quadri e locandine di
 film. Rispecchia molto la mia personalità e i miei tatuaggi, e 
descriverlo nei dettagli sarebbe impossibile, v’invito a venirmi a
 trovare!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Vorrei poter vivere d’arte, mantenendo un ponte tra pittura e 
tatuaggio. In futuro mi auguro di continuare a crescere, senza mai 
smettere di essere “un curioso”.

Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna
Loreprod, Nero di Seppia, Cattolica, Emilia Romagna

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti aggiungere prima di salutarci?
Non mi hai chiesto come sto…

Hai ragione, scusami (sorrido)…
Scherzo, ovviamente! Ne approfitto per 
ringraziarvi della vostra attenzione e spero che questa intervista risulti piacevole, come lo è stata per me. Grazie!

Grazie a te Lorenzo… A presto!

Seguite Loreprod su Instagram: @loreprod