Personaggi poetici e vaporosi, donne con la testa fra le nuvole, ornate di petali e conchiglie, accompagnate da farfalle o mongolfiere, abbracciate a gattini o a grandi cuori, che si tuffano nel mare (e nel mondo), senza paura.

Anna Neudecker – meglio conosciuta come la Bigotta – ha creato il suo universo magico d’inchiostro, in modo da raccontare le storie di chi vuole tradurre in immagine un’esperienza, oppure un sogno. Ha appena aperto uno studio a Milano e ha in programma di trasformarlo in un luogo speciale, declinato tutto al femminile. Conosciamola meglio attraverso questa emozionante intervista.

Anna Neudecker - la Bigotta, casa Bigotta, Milano
Anna Neudecker – la Bigotta, casa Bigotta, Milano

Ciao Anna! Vorrei cominciare con una domanda che in molti ti avranno già fatto: da dove viene il tuo nome d’arte? È una provocazione, un monito?
Ciao e grazie a te! Quando cinque anni fa ho iniziato a tatuare e piano, piano le persone hanno iniziato a interessarsi ai miei lavori, mi sono resa conto che il mio cognome tedesco era difficile da ricordare e così ho deciso di chiamarmi “La Bigotta”: lo trovo un nome divertente proprio perché è associato a me… che sono tutt’altro che bigotta!

Anna Neudecker - la Bigotta, casa Bigotta, Milano
Anna Neudecker – la Bigotta, casa Bigotta, Milano

Raccontaci qualcosa del tuo passato: com’eri da bambina e che cosa sognavi di diventare da grande?
Sono stata una bambina molto creativa, perché parecchio stimolata dai miei genitori, che sono sempre stati amanti dell’arte a 360 gradi. A casa non avevamo la televisione, ma molti libri d’arte e buona musica. Ho sempre avuto una grande passione per la moda e disegnavo vestitini, borsette e cappelli già da piccola, con il sogno di diventare un giorno una grande stilista.

Infatti, oltre che come restauratrice e sarta hai lavorato anche come stilista, ma poi nella tua vita (grazie a un regalo inaspettato) sei diventata tatuatrice. Hai incontrato difficoltà a costruirti una carriera in questo settore oppure è filato tutto liscio?
Dopo una prima reazione di stupore per questo regalo così inaspettato (ai tempi avevo solo due tatuaggi e nessuna conoscenza di quest’arte) mi sono buttata a capofitto, con tantissima curiosità e umiltà, in questo lavoro. Non avendo conoscenze in questo ambiente mi ha aiutato moltissimo internet: guardavo per ore e ore i video di altri tatuatori su YouTube, mentre facevo pratica e miglioravo la tecnica tatuando me stessa, mio marito e tutto il giro di amici e parenti.

Mi sono resa velocemente conto di voler proporre uno stile di tatuaggio riconoscibile e personale.

Così è nata La Bigotta, con i suoi personaggi surreali, con teste a forma di nuvola, fiori, pianeti e il mio mare con la barchetta di carta che spesso si ritrova in mezzo alla tempesta, ma poi ritorna sempre sereno. Ho iniziato a proporre le mie nuove illustrazioni come tatuaggi e presto con mia grande gioia, il mio nome si è diffuso. Sicuramente mi ha aiutato moltissimo Instagram, che mi ha fatto conoscere rapidamente al pubblico.

Anna Neudecker - la Bigotta, casa Bigotta, Milano
Anna Neudecker – la Bigotta, casa Bigotta, Milano

Facciamo un passo indietro: so che sei nata a Monaco e hai vissuto molti anni a Roma, prima di stabilirti a Milano. Che cosa porti nel cuore di queste tre città?
In realtà a Monaco ci sono solo nata e poi mi sono trasferita a Roma all’età di un anno, perciò non ho molti ricordi. Ho iniziato a conoscerla negli ultimi anni apprezzandola molto per la sua bellezza e vivibilità. Sicuramente sento Roma come la mia città, dove sono cresciuta e ho passato gran parte della mia vita. Credo che sia una città magica e bellissima, anche se in forte difficoltà da una decina d’anni: si è trasformata in una metropoli faticosa e caotica, complicata da vivere. Questo è stato il motivo principale per il quale io, mio marito e mio figlio, tre anni fa abbiamo deciso di trasferirci a Milano, città che ho amato da subito. La trovo fortemente stimolante e giovane, capace di offrire grandi opportunità creative.

Come ci si sente, da donna, in un mondo ancora molto maschile?
Per fortuna negli ultimi anni il panorama di tatuatrici si è fortemente allargato e radicato. Siamo in tante ormai e c’è grande sostegno tra colleghe.

Anna Neudecker - la Bigotta, casa Bigotta, Milano
Anna Neudecker – la Bigotta, casa Bigotta, Milano

Raccontaci qualcosa dei tuoi tatuaggi, quelli che porti sulla pelle: chi te li ha fatti? Cosa rappresentano?
La maggior parte dei miei tatuaggi li ho fatti negli ultimi anni. Frequentando grandi artisti, colleghi e colleghe tatuatori, il mio corpo molto presto si è riempito di tatuaggi. Non tutti hanno un significato profondo, spesso è solo estetico. Ho molti tatuaggi fatti da non professionisti come mio marito o altri amici, scritte storte e bruttine, ma molto divertenti e alle quali sono molto affezionata.

Ce n’è qualcuno in particolare a cui tieni?
Si, ce n’è uno in particolare a cui tengo tantissimo: qualche anno fa mio figlio mi ha fatto un ritratto che sono andata a tatuarmi qualche ora dopo. È tuttora il mio preferito e lo sarà fino a quando mio figlio me ne farà uno, che diventerà sicuramente il mio preferito su tutti.

A proposito dei tatuaggi che fai agli altri, invece: come definiresti il tuo stile? Se dovessi scegliere tre aggettivi, per esempio, quali sceglieresti?
È sempre stato difficile per me definire il mio stile, direi forse un “blackwork surrealista”, ma non so di preciso. Direi delicato, personale e particolare.

Anna Neudecker - la Bigotta, casa Bigotta, Milano
Anna Neudecker – la Bigotta, casa Bigotta, Milano

Tecnica e stile si sono evoluti nel tempo?
Cerco sempre di migliorare la tecnica perché sono una gran pignola. Amo linee e sfumature pulite e precise. Ultimamente amo usare aghi molto sottili che mi permettono di inserire tanti dettagli.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
Mi piace in particolare disegnare e tatuare i miei “personaggi” con teste di fiori, nuvole e oggetti che rappresentano passioni, storie e sensazioni di chi mi parla di sé per permettermi creare il suo personaggio personalizzato.

Sono moto affascinata dal tuo “tatuaggio ricorrente”: la tuffatrice. Raccontami di più, se ti va, e parlami di come lo declini in base alle persone che tatui…
La tuffatrice è nata qualche anno fa, quando ancora vivevo a Roma. L’ho disegnata per una ragazza che aveva bisogno di ricordarsi di tuffarsi nella vita senza paura. In seguito me l’hanno chiesta in tante e così è diventata un simbolo di libertà e coraggio. È l’unico dei miei disegni che ripeto spesso e che non mi stuferò mai di fare. Ogni volta mi onora tanto tatuarla e “tuffarmi” nella vita delle clienti che si riconoscono in lei.

Anna Neudecker - la Bigotta, casa Bigotta, Milano
Anna Neudecker – la Bigotta, casa Bigotta, Milano

Oltre a essere una tatuatrice sei anche un’illustratrice, vero? Vuoi dirci di più della collaborazione con Michele Rossi per la realizzazione del libro “Il mare non serve a niente”?
Circa un anno fa ho ricevuto una proposta che da subito mi ha coinvolto ed entusiasmato tantissimo. Michele Rossi (amico, editore, scrittore) mi ha proposto di realizzare insieme un libro per bambini (un mio sogno da anni). Lui ha scritto la storia e io l’ho disegnata, dando vita con le mie illustrazioni ai suoi personaggi e alle sue parole. Lo scorso novembre è uscito in tutte le librerie per Harper Collins “Il mare non serve a niente”: una favola romantica (per bambini grandi e piccoli) che parla di una bambina di nome Anna e ci ricorda di inseguire sempre i nostri sogni!

Il mare non serve a niente

A proposito di sogni: hai aperto un nuovo studio recentemente: dove si trova, con chi lavori e come lo hai progettato su misura per te?
Si, sono felicissima di aver aperto, da gennaio 2019, “Casa Bigotta”: si tratta di una studio privato che si trova nel quartiere Isola, a Milano. Ho preferito trovare uno spazio non su strada, ma in una classica corte interna della vecchia Milano. È più simile a una casa che a un classico studio di tatuaggi. Per ora ci lavoro da sola, con la mia assistente, perché ho voglia di vivermi per qualche tempo lo spazio in solitaria, ma l’idea è quella di creare uno studio tutto al femminile con artiste Italiane e estere.

Che cosa ti piace fare nel tempo libero? Che musica ascolti, cosa leggi, viaggi, cucini? Quali sono i tuoi hobby?
Il mio tempo libero cerco di dedicarlo il più possibile alla mia famiglia, cercando di essere una mamma e una moglie presente e affettuosa. Una delle mie più grandi passioni sono i mercatini dell’usato dove trovo oggetti d’arredo e altre cose che spesso restauro con grande passione. La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ascolto molto la radio, ma mentre lavoro spazio tra vari generi, da Billy Holliday ai Radiohead e vari cantautori indie italiani. Mio marito (produttore musicale) mi consiglia spesso nuovi artisti da ascoltare. Appena abbiamo dei momenti liberi cerchiamo di passarli nella natura, siamo tutti e tre amanti di lunghe passeggiate tra i boschi nelle montagne. Amo mangiare… ma sono una pessima cuoca! (ride)

Anna Neudecker - la Bigotta, casa Bigotta, Milano
Anna Neudecker – la Bigotta, casa Bigotta, Milano

E la tua giornata tipo com’è?
Dopo aver accompagnato a scuola mio figlio, io e la mia cagnolina Molli ci avviamo per andare in studio. Amo arrivare per prima, per potermi dedicare un po’ alle piante, con cui ho arredato Casa Bigotta. Mi rilassa molto e così mi preparo per affrontare serenamente la giornata lavorativa. Una volta tornata a casa ci ritroviamo per mangiare insieme e ci raccontiamo la nostra giornata. Poi di solito ci vediamo un bel film tutti insieme.

C’è qualcosa che non ti hanno mai chiesto e che ci tieni a dire, prima di salutarci?
In realtà non mi viene in mente nulla, ma ci tengo tantissimo a ringraziare tutte le persone che hanno creduto in me fin dall’inizio e che continuano e seguire e sostenere il mio lavoro… Mi nutro di questo. Grazie!

Seguite Anna su Instagram:
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