Il rapper capitolino Antonio (il cognome ci è ignoto) torna con il nuovo album “Ricercato”. E ci parla, a volto scoperto, del suo rapporto col fratello tatuatore

Benvenuto, Junior. Nel tuo nuovo singolo “Tutti con me” rappi testuale: “Dicono Cally copriamo i tatuaggi altrimenti quest’anno non torni in TV”. Salvo poi aggiungere verso la fine: “Dicono Cally fatti altri tatuaggi e ‘sti ca**i di andare in TV”. Ecco, io partirei esattamente da qui…
Beh, il fatto è che è questa faccenda del tatuaggio, per quanto artistica, non sarà mai sdoganata una volta per tutte…

Vai avanti.
Al giorno d’oggi tantissime persone si tatuano senza problemi però, per me, un fondo di pregiudizio – soprattutto in Italia – esisterà sempre. Ecco perché mi sono fatto tatuare sul braccio un dente del giudizio preceduto dal prefisso “Pre”! (ride) Per venire alla tua osservazione, sì, non sacrificherei mai la mia estetica in cambio di qualche facilitazione mediatica. Lo troverei un compromesso molto fastidioso.

Una volta avevo una ragazza che mi criticava aspramente per questa mia passione verso l’inchiostro.

Ed io, pensa, mi facevo pure qualche scrupolo. Salvo poi scoprire che anche sua nonna era tatuata!

Junior Cally
Junior Cally

Come hai intercettato la tattoo art?
Grazie a mio fratello. Lui si chiama Daniele, ha dieci anni più di me ed è proprietario del “Hannibal Tattoo”, uno studio molto famoso a Roma. Però, prima di farmi un singolo tatuaggio, mi ha fatto penare non poco.

Quand’ero minorenne non passava giorno che non gli chiedessi di marchiarmi, ma Daniele saggiamente aspettava.

Una volta, ad un compleanno, pensavo mi donasse una sua creazione e invece mi ha dato questo braccialetto con sopra incisa la frase “Meglio fortunati che ricchi”. Ed io di rimando: “Daniè, quella la vorrei incisa su pelle, non su di un pezzo di metallo!”. E lui niente, faceva orecchie da mercante. Mi è rimasto l’amaro in bocca.

Il primo tatuaggio quando è arrivato?
Diciamo il secondo… che è meglio! (ride) Il primo fu una semplice lettera ispirata al nome di una mia ex: lasciamo perdere, dai. Il secondo, invece, fu già più azzeccato. Un teschio messicano con sopra la scritta “Brother” e a fianco due ancore dedicate a mamma e papà. Si tratta del tattoo che porto da anni al centro del mio petto.

Junior Cally, copertina album
Junior Cally, copertina album

Sbaglio o tutto il tuo inchiostro finora ha avuto un unico referente artistico?
Esatto, io mi faccio tatuare solo ed esclusivamente da Daniele, il mio fratellone oltre che mito personale del sottoscritto. Di mio mi sono “rovinato” una gamba adoperando io stesso la macchinetta ad aghi e illudendomi di potermela cavare con uno stile – diciamo – “dotwork”. Da quelle parti mi sono tatuato una lametta, un’accetta, un chiodo storto, una rosa e una citazione di una rapper francese. Meglio soprassedere, però… (sorride)

Tutti ti identificano come “il rapper romano con la maschera”. Stratagemma iconico, non c’è che dire, ma niente di paragonabile a quell’infermiera che hai tatuata sul braccio sinistro con tanto di croce rovesciata e frase “Hate me/Rape Me”. Quel pezzo sì che è davvero inquietante…
(riflette a lungo) Hai ragione, ma finora non ne ho mai parlato in pubblico e non farò eccezione neanche per questa intervista.

Scusami, ma quello è un tatuaggio troppo personale per poterlo descrivere tranquillamente a parole.

No problem. Chiudiamo il file sulla maschera: da ragazzino eri per caso fan degli Slipknot, dei Mudvayne o degli Insane Clown Posse? Tutti artisti americani poco avvezzi a mostrare il volto. Esattamente come te…
Figurati! Io da pischello sentivo Gabber Mafia, Gigi D’Agostino, al massimo i P.O.D. se proprio vogliamo parlare di nu metal… Sai, non riesco a sentire altri musicisti avvezzi al mio stile e poi mettermi a incidere tracce hip hop: finirei per restarne troppo influenzato.

Junior Cally, ph di Sebastiano Fernandez
Junior Cally, ph di Sebastiano Fernandez

Chi ti piace davvero?
Adoro uno come Fabri Fabri, lui è stato il primo rapper in Italia a farmi sbarrare gli occhi, ma è più probabile che io ascolti Tiziano Ferro o Marco Mengoni nel tempo libero. Ok, è strana questa cosa, ma almeno così facendo credo di poter preservare il mio stile.

Con Fabri Fibra ci andresti a cena? E, soprattutto, ci parleresti di tattoo art? Lui se ne intende parecchio, te lo assicuro.
In realtà, se avessi questa chance di conoscerlo personalmente e senza featuring di mezzo, con Fabri ci parlerei volentieri di psicologia. Ha una bella testa e un ottimo modo di ragionare: mi affascina molto in quel senso, sottinteso che fa dei dischi fantastici.

Mi parli di quel tattoo che hai sulla mano sinistra?
L’altro giorno me ne sono fatto uno anche sulla destra (me lo mostra orgoglioso. NDR) ma sì, quello sulla sinistra ha fatto parlare molto la Rete.

Junior Cally
Junior Cally

Come mai?
All’epoca ero ancora un rapper senza volto e quindi quel tattoo ha iniziato, poco a poco, a rendermi sempre più riconoscibile. Soprattutto quando giravo senza maschera…

Hai fatto come i serial killer.
Esatto, mi piaceva lasciare in giro tracce di me per salire agli onori della cronaca! (ride) Quel tattoo sulla mano rappresenta un castello, un castello dark, perché non sai quanti viaggi mi faccio dentro la mia testa. L’ho anche detto in qualche mia rima questa cosa, che vedo la mia mente come un “castello” tutto da esplorare.

Complimenti a Daniele, in ogni caso.
Complimenti doppi visto che lui è uno di quei tatuatori seri, serissimi, che non ti tatua la mano se non hai almeno l’80% del corpo già marchiato a dovere.

Molti si fanno tattoo del genere per moda, ma da un tatuaggio visibile, credimi, non si torna mai indietro.

Quindi massimo rispetto per quegli artisti che non si prestano a questo “giochino” lucroso. Che hanno coscienza del loro mestiere.

Junior Cally
Junior Cally

Complimenti tripli, se è per questo. Basterebbe osservare la tua schiena per restarne ammirati…
Eh, quello è un full back ispirato al film “Il Silenzio degli Innocenti”. Sai, Hannibal Tattoo, Il Silenzio degli Innocenti, Hannibal Lecter: penso che si sia capito il nesso… (sorride) All’interno di quel disegno c’è anche un caprone satanico quindi no, non passa decisamente inosservato come lavoro.

Quando ci ha messo Daniele per realizzarlo?
28 ore in totale. Prima in studio, poi le ultime 12 direttamente durante una convention romana che si tenne al Palazzo dei Congressi. Era il 2017. Daniele mi tatuava dal vivo ed io me ne sono stato lì tutto quel tempo, a schiena all’aria, col pubblico che passava e scattava foto. Non ero ancora un nome famoso, allora.

Ora invece i ragazzini si tatuano i tuoi simboli, vero?
Hai voglia! Le rime, la maschera ecc. Posso svelarti un ultimo aneddoto?

Junior Cally, copertina singolo Tutti Con Me
Junior Cally, copertina singolo Tutti Con Me

Certo.
C’è un mio fan che possiede tutte le repliche delle mie maschere e una volta si è pure fatto fare un tatuaggio simile al mio. Vedi questo lettering “Mala Suerte” che ho sopra i polsi? Ecco, lui ce l’ha esattamente così come il mio tranne per quel che riguarda la lettera “A”. Io ce l’ho rovesciata, lui invece scritta nella maniera corretta dell’alfabeto. Meno male: quel tattoo ha una importanza particolare per me (e mio fratello!) e non mi andava che fosse riprodotto tale e quale.

Mandiamo un saluto anche a lui prima di congedarci?
Vai tranquillo che troverà sicuramente questa intervista nel web. E la leggerà senz’altro. Saluto ogni mio singolo fan. Firmato: Junior Cally.