L’Onorevole Paolo Russo è un deputato di Forza Italia dal 1996. Durante la sua carriera politica è stato più volte volte Presidente di diverse commissioni parlamentari e primo firmatario di numerosi disegni di legge.

Miki Vialetto discute con lui a proposito del futuro della professione del tatuatore e della proposta di legge (leggi qui) per istituire un corso di studi universitario, per tutti coloro che vogliono iniziare a tatuare. Scopriamo di più.

Buongiorno Onorevole, il 27 marzo 2018 è stato presentato alla commissione Affari Sociali della Camera dei deputati un disegno di legge a firma sua e di altri 23 parlamentari per la categoria dei tatuatori. La proposta di legge intende istituire un corso di studi universitario per coloro che vogliono iniziare a tatuare, che si indirizza sia sul piano sanitario che artistico, al fine di regolamentare con un unico ddl il mondo del tatuaggio in Italia. Al momento infatti ci si basa esclusivamente su circolari ministeriali e regolamenti diversi da regione a regione. A che punto siamo? Vuole spiegarci i dettagli?
Lo scorso autunno in commissione Attività produttive, la commissione fino ad ora deputata ad occuparsi delle vostre attività, sono state calendarizzate alcune proposte che avevano come oggetto il ruolo di estetista e toccavano, seppur marginalmente, anche la vostra professione. A quel punto ho chiesto che la mia proposta di legge, assegnata invece alla commissione Affari sociali, fosse abbinata nell’esame. Mi risulta che vi siano più proposte allo studio delle commissioni congiunte Attività produttive ed Affari sociali.

La discussione non è ancora cominciata perché, ovviamente, in questi mesi l’attività parlamentare è riservata solo ad emergenze o a provvedimenti Covid. Appena si allenterà questa tragica emergenza cominceremo a ragionarne confrontandoci, come è naturale, con tutti i portatori di interessi: dal mondo dei tatuatori e dei piercer a quello artistico, da quello accademico a quello clinico e medico.

La proposta ha quattro cardini:
• In primis l’obbligo di  formazione universitaria triennale  che consenta un approfondimento delle conoscenze teoriche e pratiche dal punto di vista artistico, antropologico, etnologico ed ovviamente sanitario e legislativo.
• Il secondo obiettivo riguarda il raggiungimento di una maggiore consapevolezza nella pratica del tatuaggio e del piercing con il vincolo del consenso informato e di tutele rafforzate per i minori oltre che una maggiore attenzione anche ai luoghi fisici, agli “studi” cioè, dove si esercita la professione.
• Non secondario, l’aspetto dei controlli e delle sanzioni per scovare e contrastare il fenomeno dell’abusivismo e dissuadere da comportamenti che mettono a rischio la salute di tanti ignari adolescenti e giovani.
• Infine è evidenziato un meccanismo automatico che valorizzi e garantisca chi già esercita questa professione.

L’intenzione immagino sia anche quella di porre un freno a tutti quei tatuatori abusivi che minano la salute dei nostri cittadini e la categoria dei seri professionisti in generale, è così?
L’obiettivo è dare dignità ad una categoria di professionisti che rendono l’Italia campione nel mondo, che contribuiscono con le tasse alla fiscalità generale e che interpretano con il tipico estro italiano e la consueta vivacità modelli figurativi di arte che affondano le radici nella storia dei nostri luoghi. Vogliamo che questa attività sia svolta senza alcun rischio dei clienti e nella piena consapevolezza rispondendo così alle domande di salute di ogni cittadino, di adulti e ragazzi naturalmente sempre più attenti a questo profilo. Non solo sicurezza nella esecuzione, ma anche nei prodotti utilizzati, nelle metodiche, nelle procedure, nelle tecnologie e nei macchinari. Insomma vorremmo che si passi dalla stagione della incertezza e della confusione tra le diverse e contraddittorie legislazioni regionali ad una norma che valorizzi le competenze, la formazione ed il ruolo e tuteli, ovunque e con le stesse regole, la salute di chi si affida alle qualificate mani di tatuatori e piercer professionisti.

Veniamo a oggi, alla situazione di crisi e lockdown dovuta alla pandemia che ha afflitto un po’ tutte le categorie e sicuramente ha messo in ginocchio il mondo del tatuaggio, così legato al contatto tra tatuatore e cliente. Sui giornali e telegiornali si parla spesso delle riaperture di diverse categorie. Il Codice ATECO dei tatuatori in Italia è legato ai servizi della persona cosi come per gli estetisti. Da questo secondo lei si può presumere che l’attività del tatuaggio riapra in contemporanea con i centri estetici? Quindi per che data? Il 1 giugno è corretto?
Il tema è proprio questo: pretendere che emerga la vostra specificità e mi pare anche evidente che non possa essere assimilata ad altri profili completamente differenti.

Vorrei che finalmente nei comunicati del Presidente del Consiglio ci sia un riferimento diretto alla vostra professione.

Auspico che la vostra professionalità sia riconosciuta proprio in questa fase per le attenzioni che voi tutti siete pronti a misurare nei confronti dell’utenza. Se dovessi esprimere un mio pensiero voi, con le adeguate misure previste e sottoscritte, sareste nelle condizioni di poter aprire anche prima: penso a sedute solo per appuntamento, distanziamento delle postazioni e tutte le misure igieniche e di tutela dalle mascherine alle tute, dai copricapo ai copriscarpe agli impianti di sterilizzazione e di sanificazione. Non mi posso però sottrarre dall’esprimere un severo giudizio nei confronti di chi, anche in queste settimane di lockdown, abusivamente e mettendo doppiamente a repentaglio la salute dei clienti, si è adoperato, con un fai-da-te, in improbabili tour domiciliari per praticare tatuaggi in condizioni igieniche che definire precarie è un eufemismo.

Può cambiare da regione a regione oppure varranno le stesse regole in tutta Italia?
Ne ho viste troppe in queste settimane per poterlo escludere. Il protagonismo di talune regioni ha valicato i limiti del buonsenso. Dal delivery al take away, dalle librerie ai parchi: regione che vai regola che trovi…

Mi batterò perché queste decisioni Arlecchino non vi riguardino e ci sia un solo orientamento ed una sola indicazione con un protocollo concordato e nazionale.

All’estero come viene regolamentata questa categoria al momento?
La babele delle diverse normative regionali è in realtà parte di un mosaico di regole confuse ed indistinte anche a livello internazionale. Anche l’Unione europea ha tentato di disciplinare il tema attraverso l’emanazione della risoluzione ResAP (2008)1 del 20 febbraio 2008, indicando una serie di requisiti e di criteri per la valutazione della sicurezza dei tatuaggi e del trucco permanente. La risoluzione, nello specifico, disciplina i diversi aspetti legati all’etichettatura e alla composizione dei prodotti per tatuaggio e per trucco permanente; ai rischi delle sostanze impiegate nella composizione degli inchiostri; alle condizioni igieniche necessarie per la pratica del tatuaggio e del trucco permanente; all’obbligo di divulgazione dei rischi sulla salute che i tatuaggi e il trucco permanente possono comportare. La risoluzione contiene anche una lista di sostanze vietate negli inchiostri e un elenco di restrizioni per altri componenti.

Fatemi sognare di essere italiano: noi possiamo essere campioni del mondo anche in questo settore ed indicare, come solo noi sappiamo fare, le regole, le norme, i limiti per far sì che non solo siamo portatori delle migliori esperienze artistiche, ma siamo anche i primi nella tutela della salute dei professionisti, dei collaboratori e di quanti, anche giovanissimi, si avvicinano a queste pratiche. La norma che abbiamo costruito vorrà consentire all’Italia di esser prima, modello, imitata. Già immagino centinaia di aspiranti tatuatori che da ogni parte del pianeta vengono a frequentare le nostre università e gli studi dei nostri abili professionisti per imparare l’arte e la professione del tatuatore abbandonando definitivamente la stagione della improvvisazione e dell’approssimazione.

Che Lei sappia, è già stato presentato un protocollo specifico per potere lavorare in sicurezza nell’ambito del tatuaggio nelle fasi successive a questa chiusura?
Sì, mi risulta che il Ministro della Salute, l’onorevole Roberto Speranza abbia ricevuto un protocollo da adottare proprio per meglio e prima consentire di riaprire gli studi dei tatuatori e piercer e so che lo ha trasmesso al Comitato tecnico scientifico per le valutazioni specialistiche del caso.

Insomma tatuatori protagonisti del proprio futuro e non a rimorchio di altre categorie che nulla hanno a che vedere con la specificità, la cultura e la tradizione dell’arte del tattoo.

È molto importante che i tatuatori professionisti, ma anche gli stessi collezionisti del tatuaggio, siano a conoscenza delle regole da seguire e cosa il proprio tattoo shop debba mettere in pratica per potere tatuare ed essere tatuati in sicurezza, quindi?
Le regole devono essere semplici proprio per meglio consentire a tutti di poter fare intrapresa sulle proprie passioni o competenze, ma devono anche tutelare chiunque entri negli studi da tatuatore.

Un esperto dell’ambiente, della salute e delle attività di controllo dr. Paolo D’Errico ha lanciato una petizione che migliaia di tatuatori e semplici cittadini stanno firmando in queste ore: “Basta tatuaggi abusivi difendere la salute dei cittadini ed il lavoro dei professionisti”. Pensa sia utile?
Sono certo che ogni sollecitazioni positiva che viene dal basso sia sempre utile e contribuirà ad un risveglio di coscienze da parte dei professionisti, ma alimenterà anche un positivo dibattito sulle regole di questa professione.
Contribuirà a far emergere una categoria che fa del suo lavoro, della sua fantasia artistica un impegno a difesa della salute di ogni cliente. L’ho firmata e sarebbe utile che tutti, dai genitori agli adolescenti, dagli appassionati ai collezionisti, la firmino, che ognuno assuma questo impegno contro gli abusivi che danneggiano la professione e minano la salute dei cittadini.

A quando secondo lei i prossimi aggiornamenti?
Intanto spero che presto il Comitato tecnico scientifico dell’emergenza Covid licenzi le misure di tutela da adottare per riaprire quanto prima e poi si para innanzi ai tatuatori e piercer una grande stagione di orgoglio. Lasciare dietro le spalle l’epoca del tollerato e dell’abusivismo per abbracciare il futuro della dignità professionale: regole certe ed uguali e competizione tipica dell’estro dei nostri tatuatori fatta di abilità, conoscenza, passione e, perché no, anche trasgressione. Professionalità e responsabilità!

Firma qui la petizione BASTA TATUAGGI ABUSIVI: difendere la salute dei cittadini ed il lavoro dei professionisti!