Jonatal Carducci è un tatuatore appassionato, ma anche un collezionista e uno studioso che ha un legame profondo con il luogo in cui vive e lavora: Loreto – celebre meta di pellegrinaggio nella regione Marche.

Negli ultimi anni ha deciso di specializzarsi in tatuaggi lauretani (rigorosamente realizzati a mano), basati su 75 stampi antichi, e ha aperto il suo secondo studio proprio nella via in cui – tra il ‘700 e il ‘900 – gli artigiani calzolai marcavano segni devozionali e non sulla pelle dei pellegrini. La sua è una storia affascinante, unica e meravigliosa che vale davvero la pena di essere raccontata… Buona lettura!

Ciao Jona, è un piacere fare questa chiacchierata con te. So che sei originario di un piccolo paesino dell’entroterra marchigiano e che hai uno studio a Loreto, ma vorrei sapere di più… Mi racconti chi sei?
Ciao! Sono un tatuatore originario di Pieve Torina, un piccolo paese situato ai piedi dei Sibillini, nelle Marche. Da una decina d’anni vivo con la mia compagna a Loreto. La mia passione per il mondo dei tatuaggi è inizia nel periodo del servizio militare, quando ho deciso di incidere la mia pelle per la prima volta. E ha cambiato la mia vita.

Qual è la tua formazione?
All’epoca, quando ho iniziato, non esistevano corsi di formazione che potessero saziare il mio bisogno di ampliare le conoscenze in tema di tatuaggi. Sono un autodidatta.

Come si sono evolute le cose? Qual è il tuo percorso?
Il fascino che ha suscitato in me il primo tatuaggio che mi sono fatto mi ha portato a tatuarmi entrambe le braccia da Marco Pisa, nello studio storico di Bologna, in via Solferino. Il mondo dei tatuaggi ha cominciato ad attrarmi sempre di più. Leggevo le riviste di settore dell’epoca e frequentavo più convention possibili (Bologna, Milano, Roma). Nel 1998 ho acquistato il mio primo kit.

Come è andata con quel kit?
L’amico che si era offerto di fare da cavia per primo mi ha dato buca. Ma neanche questo ha fermato il mio desiderio d’intraprendere questa strada. Fortunatamente i miei parenti non mi hanno tradito e ho cominciato a tatuare tutta la famiglia…

E poi?
Dopo un viaggio in Olanda nel 2002, con grande coraggio e tanta gioia, ho deciso di aprire il mio primo studio di tatuaggi a Tolentino, in provincia di Macerata: Jona Tattoo Art. Negli anni la mi passione è aumentata ed è andata sempre di pari passo con un certo miglioramento della qualità.

Da dove nasce, invece, la tua passione per i tatuaggi sacri?
L’interesse per i tatuaggi sacri nasce dalla mia passione per il collezionismo. Fin dall’inizio della carriera ho acquistato materiale storico e antropologico legato al mondo del tatuaggio: dalle macchinette antiche di Milton Zeis alle tavole originali di Percy Wayers, Don Ed Hardy e Horiyoshi III. Infine sono approdato al tatuaggio sacro e profano di Loreto. La visita al museo del tesoro della piccola città Mariana in cui vivo mi ha aperto un mondo fino ad allora conosciuto, ma inesplorato.

La lettura di tanti testi originali sul tema mi ha incuriosito talmente tanto da spingermi approfondire l’argomento ancora di più.

Da qui l’idea nel 2017, mi è venuta l’idea di ricreare stampi originali per permettere a questa antica tradizione di riaffiorare. Per rendere viva e affascinante la storia del tatuaggio sacro e profano di Loreto, nel gennaio del 2019 ho deciso di aprire il mio secondo studio di tatuaggi, proprio nella via in cui anticamente gli artigiani calzolai – tra il 1700 e il 1900 – marcavano segni, devozionali e non, ai pellegrini.

Vuoi descriverci tutte le fasi di lavorazione di un tuo tatuaggio?
Mentre in un tatuaggio classico c’è una vera e propria progettazione con il cliente, in questo caso trattandosi di tatuaggio antico e di simboli non modificabili il cliente sceglie quello che più lo tocca nell’anima. Parliamo di circa 75 stampi di diverse dimensioni e diversi soggetti sacri e profani.

Per esperienza vi dico che spesso non è il cliente che sceglie il simbolo ma è il simbolo stesso che si fa scegliere:

ho visto più volte clienti entrare con un’idea e uscire con un tatuaggio diverso da quello in mente. Questo è il fascino del tatuaggio lauretano. Attraverso lo stampo si esegue lo stencil e successivamente con la tecnica manuale (hand poke) e con il tattoo tool da me progettato, il marchio viene impresso sulla pelle.

Vuoi descriverci invece il tuo studio? Ti rispecchia in qualche modo?
Sia lo studio di Tolentino che quello di Loreto mi rispecchiano: alle pareti sono appese tutte le opere d’arte che ho collezionato negli anni. Lo studio di Loreto ha un fascino aggiuntivo dovuto alla location, perché si trova proprio sotto il santuario nella via dove anticamente tutto è iniziato.

Ci sono altri tatuatori con cui sei in contatto? Artisti con cui ti confronti o punti di riferimento per te nella scena?
Da autodidatta, rapportarmi con i tatuatori è stato sempre il mio primo pensiero. Negli anni ne ho conosciuti tanti. A ciascuno di loro va il mio grazie perché ho imparato qualcosa da ognuo. Tra i tanti voglio solo ricordare Marco Pisa perché, oltre ad avermi tatuato per la prima volta, è stato mio mentore… probabilmente non solo per me.

Hai altre passioni, oltre al tatuaggio?
Il tatuaggio è per me un lavoro, ma soprattutto una passione per cui occupa gran parte della mia vita.  Mi piacciono però i viaggi e le immersioni. Sono dell’idea che un vero tatuatore sia un viaggiatore nel mondo e sulla pelle, esprimendo appieno la sua creatività acquisita col cuore e con la passione.

Che musica ascolti? Cosa leggi? Che film ti piacciono?
I miei must? I film d’azione, la musica rock e un libro che mi ha toccato il cuore:
“Da grande farò il fermaporta” di Francesco Poggio.

Viaggi? Fai guest e convention?
Partecipo a molte convention. All’inizio facevo qualche guest presso gli studi dei miei colleghi, ma ho deciso che il tatuaggio di Loreto debba essere realizzato solo nel luogo storicamente deputato alla sua realizzazione, ossia la Santa Casa di Loreto, alla fine di un pellegrinaggio. Dopo la mia esperienza a Gerusalemme, ho avuto il permesso dalla famiglia Razzouk a eseguire i loro antichi tatuaggi cristiano copti, diventando così il loro ambasciatore  in Italia.

È una storia davvero molto affascinante. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ne ho, in collaborazione con un mio collega, ma siamo in una fase progettuale per cui è troppo presto parlarne.

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti aggiungere prima di salutarci?
Oggi, per quanto un tatuaggio possa essere tecnico e qualitativamente perfetto, non può prescindere dal suo passato e dalla sua tradizione… KEEP THE TRADITION ALIVE!

Jona Tatuaggi Lauretani
Via F. Asdrubali 19, Loreto
www.tatuaggilauretani.it
email: jonatattoo@email.it