In occasione dell’uscita del suo primo album ‘Bipopular’, abbiamo incontrato il rapper spezzino che ha pure un tattoo dedicato all’amato nonno palombaro

«Io faccio rap, non trap giovanilista, anche se mi piacciono le punchline e sono contento che Sfera Ebbasta abbia portato un po’ di movimento all’interno di una scena hip hop che, dal 2014, si era un po’ arenata su sé stessa. Ma, ripeto, io vengo da Neffa e dai Sangue Misto e, a trentadue anni, penso di parlare d’altro nelle mie rime.».

Si presenta così l’ex writer Mike HighSnob (al secolo Michele Matera) per presentare alla stampa il suo primo album ‘Bipopular’ (dalla copertina bella tattoo oriented e simpaticamente trash-adamitica) e per parlarci intensamente del suo rapporto, complesso e duraturo, nei confronti dell’inchiostro.

Ascoltiamolo e godiamoci le sue opinioni forti.

Partiamo dall’indiscrezione più eclatante che ti sei lasciato sfuggire, prima, in conferenza stampa: è vero che ti vuoi levare, col laser, i tatuaggi che sfoggi sulla tua faccia?
No, a volte parlo così più in base all’emozione del momento che ad una reale voglia di fare. Sai, tempo fa scrissi una barra che faceva «Quei tatuaggi non fanno per te/ Io quelli che ho addosso li merito» (il brano in questione era ‘Spunte Blu’, ndr), il mio obbiettivo era chiaro e credo che ci sia poco altro da aggiungere sull’argomento.

E invece aggiungiamolo pure.
Beh, la prima volta che mi sono tatuato in faccia, mi sono guardato allo specchio e mi sono sentito come una mosca bianca. Eppure, passato lo sbigottimento, ne sentivo l’enorme bisogno: era è un modo per dire a me stesso che non avrei mai fatto un lavoro normale nella mia vita. Non ti sto dicendo che ho sdoganato la cosa in Italia, ma quasi. Ed ora che anche i ragazzi della trap hanno cominciato a farseli, è perfino scontato che mi girino le palle…

Stessi ragazzi che però, guardandoti sulla copertina di ‘Bipopular’, potrebbero avere voglia di tatuarsi ispirati dal tuo esempio. Non pensi che sia un gatto che si morda la coda?
Mah, non mi è mai piaciuto dare consigli ai miei giovani fan. Figuriamoci poi su una cosa così personale come i tatuaggi…

Mike HighSnob
Mike HighSnob

Questo non nega che quella cover resti d’impatto e ironica allo stesso tempo.
Già, ma se un ragazzino di quattordici anni sogna già un tatuaggio alla sua età, è più probabile che l’ispirazione gli venga dal mondo esterno – che è pieno di tattoo a sua volta, praticamente ovunque – piuttosto che da HighSnob! (ridacchia)

Come vedi la diffusione massiccia della tattoo art nel 2018?
Come un qualcosa di prettamente estetico. Non ti sto dicendo che non esista più la simbologia dietro i vari tatuaggi, però dai, parliamoci chiaro: se io mi tatuo un simbolico fallico maschile o un cosciotto di pollo (ce li ha sul serio, sul braccio destro, e me li mostra, ndr) è sottinteso che voglia attirare lo sguardo di qualcuno. Non siamo più negli anni ’80, da questo punto di vista.

Oggi il tatuaggio è decisamente più mainstream, ma anche i tatuatori sono migliorati tantissimo a livello di studio, bravura e consapevolezza.

Parli come se fossi un veterano di quest’arte…
Ho trentadue anni e il mio primo tattoo me lo sono fatto a dieci, un pacco di tempo fa. Lo realizzai da completo autodidatta, con la china e tutto il necessario. Mi ispirò il padre di un mio caro amico: questo signore era un membro degli Hells Angels e si faceva i tatuaggi da sé, con una macchinetta rudimentale totalmente assemblata in garage. Che tempi!

Mike HighSnob
Mike HighSnob

Cosa ti ricordi di quegli anni pioneristici?
Mi ricordo i primissimi Traditional che ti scambiavano per un galeotto! E poi l’avvento del Tribale e la relativa moda che ne è susseguita. Con la china mi feci una piccola croce sulla caviglia e la volta che mio padre la intercettò – sfortunatamente mi ero fatto male al piede – mi voleva ammazzare di botte…

Te le diede?
No, ma giungemmo ad un compromesso: lui mi avrebbe fornito i soldi per andare da un tatuatore professionista ed io me la sarei fatta coprire a dovere. Mi presentai da questo tizio, fanatico di Guy Aitchison, che mi fece una sorta di Biomeccanico, senza però adoperare il colore. Già, in quel caso non fu molto Aitchison-style! (ride)

La scelta dei tuoi soggetti mi sembra decisamente incasinata, vero?
Non potrebbe essere altrimenti visto che io stesso sono stato incasinato di testa per parecchi anni. Il Cappellaio Matto che ho sul braccio destro è un po’ una metafora di cos’era la mia esistenza dai venti ai trenta. Il braccio destro, invece, è uno strano miscuglio di Giapponese e Biomeccanico: una roba abbastanza cruda, quasi un tributo al mio venire dalla strada. Sullo stomaco, però, mi sono fatto tatuare una Ferrari bianca perché il mio sogno, se non avessi fatto il rapper, era quello di lavorare come designer automobilistico. Adoro il mondo dei motori.

Mike HighSnob
Mike HighSnob

Mi è piaciuto quel ritratto Traditional che hai sul braccio destro. Dedicato forse ad un signore di un’altra epoca.
Quel tattoo rappresenta mio nonno da parte paterna. Nella vita faceva il palombaro e, con il suo mestiere, ha contribuito a sminare gran parte dei mari italiani. Si immergeva a profondità assurde e faceva brillare gli ordigni bellici, rimasti inesplosi, della Seconda Guerra Mondiale. Per questo suo atto di estremo coraggio divenne amico di un certo Aldo Moro col quale intrattenne anche un fitto rapporto epistolare. Persona dura e taciturna, mio nonno: un tatuaggio era il minimo che potessi dedicargli.

Chi te l’ha fatto?
Bue, un writer bravissimo di Firenze, che ha anche lavorato al ‘Lacrimanera Tattoo Saloon’, sempre nel capoluogo toscano. Poi, già che ci sono, vorrei citare altri due artisti a cui sono affezionato: GoldenTrash (ovvero Antonio del gruppo Power Francers) dello studio ‘Satatttvision’ di Milano e Davide “Nacho” Barreca. Quest’ultimo è di Roma (lavora da ‘Eternal City Tattoo – La Bottega degli Artisti’, ndr), ma qualche settimana fa mi ha raggiunto in trasferta per battermi tre tatuaggi nel giro di una notte, compresa la Ferrari. Non ti dico il male!

Mike HighSnob, copertina CD
Mike HighSnob, copertina CD
Le date del “Bipopular instore tour”:
27 aprile – Varese (Varese Dischi; ore 14:00)/Milano (Mondadori Megastore; ore 17:30)
28 aprile – Bologna (Mondadori Bookstore; ore 17:30)
29 aprile – Torino (Mondadori Bookstore; ore 17:30)
2 maggio – Firenze (Galleria del Disco; ore 15:00)
4 maggio – Napoli (Mondadori Bookstore; ore 17:30)
5 maggio – Roma (Discoteca Laziale; ore 17:30)
7 maggio – Genova (La Feltrinelli; ore 17:30)