Hardcore Superstar: tatuaggi sexy e fascino che non sbiadisce
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Il gruppo svedese torna con l’energico album ‘You Can’t Kill My Rock ‘n’ Roll’ e si confida, a livello d’inchiostro, su fan scatenate e tributi al mitico Pushead.

In attesa di leggere sulle pagine cartacee di Tattoo Life la nostra intervista completa agli Hardcore Superstar, vi offriamo questa ghiotta anteprima via Blog grazie alle dichiarazioni di Jocke (al secolo Joakim Berg, il cantante) e Adde (Magnus Andreasson, il batterista) sempre simpatiche e pungenti. Seguiteci pure.

Gli Hardcore Superstar irrompono nell’universo hard rock attorno alla fine degli anni ’90. Il battesimo del fuoco legato alla tattoo art, invece, come è avvenuto?
(Jocke) Beh, al mondo dei tatuaggi ci ha introdotto il nostro ex chitarrista Thomas Silver (nella band fino al 2008, ndr), più o meno quando avevamo tutti vent’anni. Lui ai tempi era già tatuato e quindi è stato di grande ispirazione per noi.

Si può sintetizzare dicendo che i tatuaggi di Jocke siano più di natura spirituale mentre quelli di Adde più selvaggi e variegati?
(Jocke) Spirituali? In realtà io ho dei tattoo davvero loschi e malvagi. Tipo quello dedicato alla mia ex moglie! (ride)
(Adde) “Selvaggi” nel senso che mi piace tatuarmi più soggetti contemporaneamente. In quel caso ti do ragione visto che i miei pezzi sono tutti ricordi che mi riportano al periodo dell’adolescenza, quando facevo skate tutto il giorno e il mondo mi sembrava ancora un posto bellissimo. I miei unici tatuaggi “adulti”, se così si può dire, sono due lettering dedicati ai miei figli Bruce e Louis.

Haredcore Superstar_live collage by Ian Golcher
Haredcore Superstar_live collage by Ian Golcher

A proposito di skate. La copertina del vostro ultimo album ‘You Can’t Kill My Rock ‘n’ Roll” mi ha ricordato un po’ l’estetica in bianco e nero dei Black Flag e del loro illustratore storico Raymond Pettibon. Che ne pensate?
(Adde) Forse i Black Flag ti sono venuti in mente perché abbiamo la parola “hardcore” nel nostro nome! (ride) No, a me quell’artwork con le suore sembra più vicino all’estetica di certi Black Sabbath e, sotto sotto, c’è anche un piccolo tributo a Pushead, l’artista che ha reso immortali alcuni dischi dei Metallica e dei Misfits.

Svelatemi un segreto sexy: qual è il tatuaggio più esplicito che le vostre scatenate fan vi hanno mai dedicato?
(Jocke) Io una volta ne ho incontrata una che si era fatta fare un mio Portrait uguale fin nei minimi dettagli. E la cosa, a dirtela tutta, mi è sembrata alquanto strana.
(Adde) Bella domanda. E posso pure risponderti senza scatenare le ire della mia compagna visto che quell’episodio risale a quand’ero ancora single… (sorride)

Hardcore Superstar singer by Ian Golcher
Hardcore Superstar singer by Ian Golcher

Vai pure con l’aneddoto, Adde.
Beh, una volta incontrai una ragazza che aveva questo lettering – ‘It’s only rock ‘n’ roll but I like it’ – all’altezza delle sue parti intime. Quella è una citazione dei Rolling Stones, ok, ma lei mi disse che si era fatto quel tattoo pensando esclusivamente agli Hardcore Superstar e così…

Parliamo di musica: vi piacerebbe aggiungere sempre più arrangiamenti complessi e “classici” al vostro sound? Più o meno come hanno fatto i Guns N’ Roses nei dischi più importanti della loro carriera…
(Jocke) In quest’ultimo album abbiamo usato un po’ di mellotron qua e là, ma il nostro forte restano comunque i ritornelli. Quando hai quelli – i cori da stadio – e il pubblico canta a squarciagola le tue canzoni, sei già a buon punto dell’opera.

Hardcore Superstar by Michele Aldeghi
Hardcore Superstar by Michele Aldeghi

Mai scritto un brano con argomento principale l’inchiostro?
(Jocke) No, al momento non ancora, però potrebbe essere una grande idea. Adoperare la metafora del dolore che uno prova quando si tatua e trasferirla all’interno di una canzone sulla fine di un amore. O qualcosa del genere.

Ultima domanda: in questi ultimi vent’anni gli Hardcore Superstar sono diventati come un bel tatuaggio vissuto? Di quelli che magari si scolorano, ma allo sguardo restano sempre affascinanti?
(Jocke) Sì, ci piace da matti questo accostamento estetico. Se un tattoo si deteriora, vuol dire che ci sta una storia dietro. E poi i tatuaggi servono a quello: a raccontare episodi di vita. Esattamente come la nostra musica.

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