Giacomo Bellato: una lunga storia d’amore con il disegno
Total
628
Shares

Il tatuatore dell’Inkers Tattoo Shop ci racconta perché adora il realistico, ma a volte va a cercare anche qualcos’altro… Per rendere il tutto più personale.

La spontaneità di Giacomo Bellato, tatuatore in forza all’Inkers Tattoo Shop di Matteo Pasqualin a Porto Viro (vicino a Rovigo), è semplicemente contagiosa. Bellato ti parla del suo mestiere e lo senti l’entusiasmo che, risposta dopo risposta, incalza. Perché Giacomo non è mai soddisfatto al 100% di ciò che tatua (anzi, “cerca” di non essere mai del tutto soddisfatto) e questa è sempre una marcia in più per chi fa questo mestiere: tra studio, convention e guest spot in giro per l’Europa. Conosciamolo meglio…

Mi racconti qualcosa su di te e di come sei diventato un tatuatore professionista?
Come prima cosa ti dirò che mi è sempre piaciuto disegnare. Poi, quando andavo ancora a scuola, ho iniziato a lavorare al pomeriggio in uno studio come disegnatore, cimentandomi qua e là in qualche tatuaggio. Infine mi è capitata la chance di tatuare nello studio di Matteo Pasqualin e Marco Pregnolato (lo stesso Inkers Tattoo Shop, ndr) dove tuttora presto servizio.

Qual è il tuo rapporto col tatuaggio realistico? Ti limiti alla riconoscibilità del soggetto oppure ci aggiungi sempre qualcosa di tuo?
Cerco di essere il più fedele possibile all’immagine originale. In un secondo tempo, invece, mi piace aggiungere qualcosa di prettamente grafico. Sempre se sia possibile ed esclusivamente per rendere il tutto un po’ più personale. Oltre che per dare una chiusura diversa al tatuaggio.

Penso che uno dei tuoi ritratti più riusciti sia quello di Frida Kahlo. Amavi già la sua arte o ti hai ispirato la fotografia da cui hai preso spunto?
Mi ha colpito molto la foto, nonostante reputi la Kahlo una grandissima artista del ‘900, soprattutto per la personalità esuberante che possedeva.

Mi racconti come è nato quel tatuaggio dedicato al clown Pennywise di “IT”, il romanzo-capolavoro di Stephen King?
Il cliente e io avevamo pensato ad un pagliaccio in stile Horror. Di conseguenza l’idea di ‘It’ è arrivata in maniera quasi automatica! (ride)

Tu non fai solo Realistici, vero? Sulla tua pagina Instagram ho intercettato opere ispirate a Margaret Keane, tattoo traditional, New School e soggetti tratti dal mondo dei fumetti…
Esatto, ogni tanto mi piace dedicarmi ad altro. Come ti ho detto amo troppo disegnare e il realistico, il più delle volte, è un lavoro di riproduzione. Si sceglie una data immagine e non resta molto spazio per la fantasia e il disegno libero.

Il realistico che ti ha messo più in difficoltà finora ma che, una volta terminato, ti ha dato anche maggiori soddisfazioni, esiste nel tuo portfolio?
Penso sia stata il tatuaggio di una tigre che avevo fatto a colori. All’inizio mi spaventa un po’ tutto quell’ammasso di colore, però sono stato molto contento del risultato finale. Anche se, a dirtela tutta, in questo lavoro si cerca di non essere mai soddisfatti al 100%…

Hai in programma delle convention o dei guest spot a breve?
Sarò impegnato in dei guest alla Kwadron Tattoo Gallery di Francoforte oltreché dal mio amico Thomas Carli Jarlier in Francia. E poi la bella convention di Cézanne, sempre oltralpe.

Seguite Giacomo su Instagram: @giacomo_bellato
Total
628
Shares