Il leader degli autori di ‘Repulsion For Humanity’, oltreché bassista dei DragonForce, ci illustra il suo tributo all’Italia sotto forma di tattoo infernale. In attesa di leggere il seguito su di una futura uscita di Tattoo Energy, vi offriamo in anteprima un paio di battute col chitarrista francese Frédéric Leclercq, leader assieme al batterista Joey Jordinson (ex Slipknot) dei relativamente giovani Sinsaenum, mostruosa formazione death metal che ingloba al suo interno anche un membro dei Maheym (Attila Csihar) e il cantante dei Daath (Sean Zatorsky) che li sta seguendo anche in tour.

La band (il cui nome è una crasi tra le parole inglesi “Sin”e “Insane”) è soprattutto un bel omaggio musicale al death metal dei primi anni ’90 reso immortale dai vari Morbid Angel (il vero convitato di pietra dei Sinsaenum), Immolation, Pestilence e compagnia mefitica. E questa nostra (breve) intervista è anche un modo per far dichiarare a monsieur Leclercq il suo viscerale amore per i tatuaggi ed il genio italico. Nella fattispecie per una determinata band che porta impressa all’interno del suo braccio destro…

Sinsaenum band credit by Anthony Dubois
Sinsaenum band credit by Anthony Dubois

Cosa nasce prima in te? L’entusiasmo per il death metal o la passione per i tatuaggi?
Direi il desiderio di fare musica estrema come quella contenuta nei due album fin qui pubblicati dai Sinsaenum, ovvero ‘Echoes Of The Tortured’ e ‘Repulsion For Humanity’. Ti sembrerà strano, ma alcune delle canzoni più pesanti di questa band avevo già cominciate a scriverle nel lontano 1998 mentre il mio primo tatuaggio professionale risale invece al 2011. In questi ultimi sette anni, però, ho recuperato il tempo perduto! (ride)

Mi illustri come si dipana il tuo inchiostro?
Sono tatuato lungo le braccia e sulle gambe. Il petto e la schiena, invece, sono ancora a disposizione per dei futuri soggetti. Nella parte superiore del corpo ho concentrato il mio rispetto per la musica (ed il metal in particolare) mentre sulla gamba ho dei personaggi manga disegnati in origine dal grande Akira Toriyama. Vale a dire il creatore di Dragon Ball.

Com’era la scena francese del tatuaggio quand’eri ragazzino?
Quale scena? Semplicemente non esisteva! (ride) Io sono nato a Charleville-Mézières, nelle Ardenne, e se non fosse stato per le foto degli Iron Maiden (ricordi i primi tatuaggi di Steve Harris? Sembravano pura fantascienza) o dei Mötley Crüe, da teenager non avrei neanche sospettato dell’esistenza dei tatuaggi. Oggi, ovviamente, è cambiato tutto.

Sinsaenum, credit Anthony Dubois
Sinsaenum, credit Anthony Dubois

Sul braccio destro ha un esplicito tributo all’Italia…
Sì, il simbolo diabolico dei Goblin, il gruppo di Claudio Simonetti divenuto celebre per le sue colonne sonore legate ai film di Dario Argento. Tutti capolavori, per inciso. Adoro alla follia quel band!

Si tratta di un tattoo recente, vero?
Già. Me l’hanno fatto in Australia e quel diavoletto dei Goblin, se lo guardi bene, ricorda quello disegnato da Luis Leopold Boilly nella sua tavola ‘Le songe de Tartini’ (un’opera risalente al 1824, ndr). In pratica il famoso violinista Giuseppe Tartini una notte sognò il diavolo in persona che gli suggerì una melodia incredibile per il suo violino. Dicono che la sua composizione più famosa, ‘Il Trillo del Diavolo’, nacque proprio da quella tremenda esperienza onirica…

Mi fai i nomi dei tuoi tatuatori preferiti?
Beh, sono molto legato a Shane O’Neill, un artista di Philadelphia davvero eccellente. Poi adoro i ragazzi del ‘Dinky Doll’, lo studio della mia città natale (la già citata Charleville-Mézières ndr) e pure un certo Miles, un tatuatore australiano che si è occupato appunto del simbolo dei Goblin.

Mi sembri molto globale come preferenze.
Esattamente. Mi sono tatuato negli Stati Uniti, in Francia, in Australia, in Giappone (che resta tuttora la mia nazione preferita) e anche in Inghilterra.

Ormai i miei tattoo stanno cominciando a diventare numerosi come i timbri sul mio passaporto! (ride)

L’anno prossimo uscirà il nuovo album dei DragonForce, l’ottavo della vostra carriera. Quindi cosa ne sarà dei Sinsaenum?
Ovviamente non sappiamo ancora quando incideremo il seguito di ‘Repulsion For Humanity’ perché questo è stato il nostro primo tour effettivo e dunque la band è come se fosse nata adesso. Il nostro desiderio, però, è quello di andare avanti. Prima o poi sentirete ancora parlare di noi…

Sinsaenum, copertina CD
Sinsaenum, copertina CD