La mente artistica de “La Malafede Tattoo” ci racconta i suoi tatuaggi, nei quali ci sono anche «donne non perfette, che vivono con serenità il tormento e l’amore»…

Inutile spiegarvi qui e in poche righe chi sia o cosa faccia Federica Stefanello, in arte “La Malafede”, tatuatrice veneta in quel di Conegliano, nei pressi di Treviso. È tutto ampiamente illustrato nell’intervista che ci ha concesso, adoperando parole poetiche ma anche analizzando genuinamente le intriganti e complesse figure femminili che inglobano una buona parte della sua arte. Ascoltiamola.

Federica Stefanello, La Malafede Tattoo, Conegliano Veneto, Treviso
Federica Stefanello, La Malafede Tattoo, Conegliano Veneto, Treviso

Nei tuoi tatuaggi, soprattutto quelli di nudo femminile, vedo qualcosa di più che una semplice estetica. C’è forse un messaggio “politico” o esistenziale?
C’è l’estetica e la disarmonia. Ci sono i sentimenti profondi che spingono da quelle pelli che mi accompagnano durante la giornata. E poi c’è anche un percorso verso l’accettazione di me stessa. Di un ideologico senso del bello che prima non ritenevo tale mentre ora che sto crescendo sì.

Una sorta di analisi interiore ottenuta tramite ciò che disegni?
Bé, non ho avuto un gran rapporto con me o la mia femminilità e probabilmente queste donne normali, non perfette, che vivono con serenità il tormento e l’amore, sono tutto ciò che vorrei essere e forse sono. Le mie figure, per fartela breve, si sentono libere di gioire, piangere, ostentare e contraddirsi.

Come sei arrivata ad essere la “Malafede”: solo talento genuino oppure anche tanto studio, fatica, perseveranza?
“Ma la Fede?”, era questa la classica domanda che si facevano tutti – staccando le tre parole – su cosa avrei combinato un giorno nella vita. Sono arrivata a tatuare un po’ per caso e un po’ per insoddisfazione. Successivamente – come dici tu – tutto è diventato fatica, studio, perseveranza, ma anche pianti e rabbia… Tutto questo lungo percorso ha fatto sì che il tatuare divenisse la mia passione e il mio lavoro.

Federica Stefanello, La Malafede Tattoo, Conegliano Veneto, Treviso
Federica Stefanello, La Malafede Tattoo, Conegliano Veneto, Treviso

Definisci il tuo stile come una summa di stili che vanno dal realistico all’avantgarde al Black and Grey passando per il surreale, l’illustrativo e il decorativo. Se dovessi riassumere tutto ciò in una sola parola, quale sarebbe questo vocabolo?
Femmina.

“Femmina”, ok. Già che abbiamo toccato l’argomento, mi spieghi perché nei tuoi tattoo dai grande risalto all’organo genitale femminile? Cos’è? Un altro messaggio che va oltre l’estetismo oppure un semplice sconfinamento nell’erotismo di classe?
Sai, siamo tutti così presi a vedere o a voler vedere la sessualità in ogni cosa che difficilmente ci si accorge del fatto che un corpo nudo… è solo un corpo!

Quando si accetta questo, si può capire il lato emotivo, le mancanze, le esuberanze, i desideri e i dolori. Ovvero ciò che realmente è il messaggio del soggetto.

Se ti faccio il nome di Milo Manara, cosa mi rispondi? Lo hai studiato in alcune fasi della tua vita?
Manara lo conosco, ma non l’ho mai approfondito. Agli inizi ero pesantemente influenzata dal mio amore verso Egon Schiele, ma ora pian piano mi sto avvicinando a un qualcosa di più “mio”.

Mi sveli qual è stato il tatuaggio più impegnativo su cui ti sei trovata a lavorare?
Impegnativo dal punto di vista emotivo, tanti. Dal punto di vista tecnico, ogni volta che cambio la testa del soggetto.

Hai una tua colonna sonora quando tatui? Oppure ti ispira il silenzio?
Il silenzio direi proprio di no, visto che in studio si lamentano sempre che tengo la musica troppo alta! Genere e artisti dipendono dall’umore col quale mi sono svegliata o dal pezzo che devo tatuare. Anche se i miei colleghi mi hanno proibito di sparare dalle casse il thrash metal anni ‘80/’90… è la richiesta basilare per la loro sopravvivenza.

E le tue ultime parole famose per chiudere questa intervista sono… ?
Chissà cosa succederà domani. Magari mi do all’ippica!

Seguite Federica su Instagram: @lamalafedetattoo