Fasma: tatuarsi il passato per affrontare meglio il futuro
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Il rapper classe ’96, che ha pubblicato l’album “Moriresti per Vivere con Me?”, nutre un bel sogno: tramutare il suo corpo in un taccuino degli appunti.

Fasma (vero nome: Tiberio Fazioli), romano, ventidue anni questo dicembre e già quattro milioni di visualizzazioni su YouTube con il suo singolo “Marylin M.”. Singolo dedicato ovviamente alla donna fatale che ha fatto girare la testa al Novecento. Si definisce “emo trapper” (categoria ancora rara in Italia) e, nel suo primo album “Moriresti per Vivere con Me?”, ha dato libero sfogo sia alle sue rime (già parecchio adulte) che alla musica forgiata assieme alla sua crew WFK. Un sound, il suo, che deve qualcosa a gente come Lil Peep e XXXTentacion, trapper statunitensi. Giovani, famosi, ricchi, controversi ed entrambi già deceduti. Con noi, però, Fasma ha parlato soprattutto di inchiostro. E di filosofia.

Il tuo primo tatuaggio… quando?
Presto, molto presto. Lo feci a quattordici anni e raffigurava un teschio ed una rosa. Un soggetto un po’ underground e Old School che scelsi perché ero già molto preso da questa faccenda dei tattoo.

Ho ascoltato “Moriresti per Vivere con Me?” dove sovente parli di sesso in chiave adulta e consapevole: un’anomalia vista la tua giovane età. Va così anche nei confronti della tattoo art? Sei conscio dell’inchiostro che ti stai tatuando?
Certamente. Ci tengo alla mia musica così come ho un rapporto di genuinità nei confronti dei miei tatuaggi. Sul braccio sinistro ho un lettering comprendente una parte del testo di “Caro Angelo” (la prima traccia del disco NDR) e desidero, un giorno, aver gran parte del corpo completamente tatuato.

Sogni uno stile in particolare?
No, vorrei semplicemente tramutarmi in una sorta di “taccuino degli appunti” pieno di lettering e frasi tratte dalle mie canzoni. La schiena? Tatuerò anche quella. E non credo che dovrò aspettare chissà quanto. (sorride)

Mi spieghi quel 1408 che hai impresso sul polso?
Quella è una stanza d’albergo che ha dato il titolo ad un famoso racconto di Stephen King contenuto nella sua raccolta “Tutto è Fatidico”. Adoro King. Mi è piaciuto anche il film che ne hanno tratto con John Cusack e Samuel L. Jackson.

Una invenzione letteraria tipo “Shining”?
Più o meno. Diciamo che la fatidica stanza 1408, una volta che ci sei entrato dentro, ha questo potere di farti suicidare perché, cinicamente, ti mette di fronte ai maggiori traumi della tua vita.

Capisco.
Io, per fortuna, sono venuto fuori dalla mia personalissima camera 1408. E, come memento, ho deciso di farmi tatuare proprio quel numero sul polso.

Sul braccio sinistro hai una specie di maschera demoniaca. Un tributo al metal moderno visto che hai scritto un brano intitolato “M. Manson”?
No, quello è un tattoo più intricato. Nel senso che quella maschera sta dialogando con una donna disegnata sulla parte interna del braccio. Donna che, a sua volta, si trasformerà in un demone a causa della sua gelosia.

Un demone “buono”, beninteso, dato che lei vuole solo proteggere il destinatario del suo amore.

Fasma
Fasma

Sulle mani, invece, hai un pezzo consequenziale: una pistola sulla destra che spara un proiettile tatuato sulla sinistra. Una roba un po’ gangsta rap, no?
Dipende. Apparenze a parte, anche quello non è un tattoo superficiale. Perché, se faccio così (si avvicina entrambe le mani alle tempie NDR), sembra che quel proiettile mi trapassi la testa. Eppure sono ancora qui, vivo e vegeto.

Queste mani tatuate sono le mie, questa testa è la mia. So benissimo quel che sto facendo…

Qualche tuo fan si è già tatuato la sigla WFK?
Qualcuno sì. Un mio amico, per la cronaca. Ma non l’ha fatto da “amico”, bensì da amante della mia musica. La cosa mi ha colpito molto.

A proposito, cosa significa WFK?
Non so se posso svelartelo…

Dai.
Si tratta di un concetto mentale. Noi siamo il branco di lupi (“wolfpack” in inglese NDR), ma anche quelli scacciati da un branco molto più vasto, gli individui cosiddetti “normali”. E da questo rifiuto lo sai cosa nasce? Questo mio primo album.

Fasma
Fasma

Ammettilo: non sono discorsi da trapper fatto con lo stampino, i tuoi.
Sì, ma io non ho nulla contro quel genere. Adopero tranquillamente l’Auto-Tune e, se ascolti una traccia come “Monnalisa”, dimmi tu se quella non è trap! (sorride) Idem per i tatuaggi: se un giorno mi andrà di tatuarmi la faccia, come fanno per abitudine tutti i trapper italiani ed esteri, perché no? Tanto, a livello di coscienza, resterò sempre Tiberio.

Mi citi il tuo tatuatore di fiducia? È capitolino, immagino.
Esatto. Si chiama Welmo Tattoo, lavora duro a Roma e sa davvero il fatto suo.

Cosa ti farai tatuare da Welmo prossimamente?
Diverse frasi e date importanti. Finiranno tutte sulla mia schiena, come ti raccontavo prima. Si tratta di tatuaggi che mi saranno utili ad analizzare il mio passato per vivere meglio il futuro.

Accipicchia.
Già. Fa molto filosofo alla Arthur Schopenhauer, lo so! (ride)

Fasma, copertina CD
Fasma, copertina CD
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