Il co-fondatore del “Family Addiction Tattoo”, specializzato in realistico bianco e nero, ha un’ambizione: fondere grande musica e ottimo inchiostro nella sua arte…

Enrico Widler. Giovane, motivato, ambizioso. Con un piano preciso nella sua testa: svoltare dal suo passato (l’ha già fatto tempo fa) per dedicare anima e corpo al suo sogno di bambino. Tatuare, naturalmente. Ed Enrico lo fa davvero bene tra le quattro pareti del “Family Addiction Tattoo” di Giugliano in Campania, vicino a Napoli. Il suo stile? Realistico in bianco e nero. Il resto? Ce lo facciamo raccontare da lui.

Partiamo dal tuo cognome, Widler: ma ti chiami davvero così?
Esatto, ma riguardo la provenienza resto napoletano al 100%. Quasi tutti mi fanno la stessa domanda perché “Widler” non è di certo un cognome tipico partenopeo e, secondo mio nonno, ha pure origine tedesca…

Parlami un po’ di te: è stata dura diventare tatuatore professionista?
Sì, è stato abbastanza faticoso. Pensa che fino a tre anni facevo tutt’altro occupandomi di programmazione e modelleria in una fabbrica. Eppure la passione per il tatuaggio, fin da ragazzino, non mi ha mai abbandonato.

Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli
Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli

Qual è stato il tuo punto di svolta?
Nel 2011 ho acquistato un paio di macchinette ad aghi e ho cominciato a impratichirmi su amici e parenti. Lavoravo ancora in fabbrica allora e contemporaneamente accumulavo la documentazione necessaria che mi avrebbe permesso di aprire uno shop. Poi ho incontrato Maurizio (Gobbo, il suo partner artistico. NDR) e, tra una chiacchiera e l’altra, ci è venuta questa idea di inaugurare il “Family Addiction Tattoo”. Tra il 2015 e il 2016 ci siamo entrambi licenziati dai nostri precedenti lavori e il resto, come si dice, è storia. (sorride)

I tuoi tattoo realistici in bianco e nero nascono da una tua precisa inclinazione, un qualcosa che senti forte nell’anima, oppure sai tatuare un po’ di tutto?
In passato ho tatuato qualsiasi cosa, ma da sempre quello stile vive dentro di me. Si tratta di una cosa viscerale, il primo amore, chiamalo come vuoi… In pratica il tatuaggio realistico in bianco e nero è ciò che, fin dall’inizio, mi ha spinto ad intraprendere questo percorso.

Ho notato che gli animali selvatici sono un tuo punto di riferimento quando c’è da scegliere un soggetto. Come mai?
Sì, ultimamente mi capita spesso. La spiegazione? Un po’ per caso e un po’ perché c’è grande richiesta tra il pubblico del “Family Addiction Tattoo”. Ecco perché, col senno di poi, ho approfondito i miei studi per migliorarne costantemente la resa su pelle. E ti sto parlando di contrasti, texture, dettagli ecc.

Dimmi la verità: quanto surrealismo ti piace instillare nelle tue opere?
Bè, mi piace tantissimo sperimentare e sono perennemente tentato dall’inserire elementi e/o tratti surreali nei miei lavori. Negli ultimi tempi cerco di valutare per bene i soggetti senza farmi prendere troppo la mano, ma alla fine – sai com’è – è più forte di me… (sorride)

Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli
Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli

Il realistico che hai dedicato a Travis Barker dei Blink-182, ritratto sia in volto che di schiena (compresi i particolari dei suoi tattoo, quasi una sorta di “meta-tatuaggio”) lo possiamo considerare una delle vette della tua fin qui giovane carriera?
Quello è un esperimento che mi ha divertito ed entusiasmato in egual maniera. Da grande appassionato di musica, di ogni genere musicale, fondere la medesima con la tattoo art è una tra le mie più grandi ambizioni, ma ci andrei piano col termine “vetta”… Resta il fatto, però, che le tematiche musicali e cinematografiche mi calzano a pennello. Riportare su pelle ciò che ti può ispirare e trasmettere la vita di un artista, un suo album, la sua storia, il semplice ascolto di un suo brano, ha personalmente dell’incredibile.

Insomma, deduco che tu sia stato un grande fan dei Blink-182 (come me)…
Sì. Quel tattoo di Travis mi ha riportato indietro di almeno una quindicina d’anni se non di più. Quelli erano i tempi in cui passavo la mia adolescenza a suonare in sala prove. Quindi stiamo parlando di un tatuaggio abbastanza “sentito” e vissuto oltreché realizzato sulla pelle di mio fratello! (ride)

So che hai tatuato Marco El Nigro in passato. Lui ti ha poi restituito il favore?
Assolutamente sì. Ci siamo scambiati due icone: io ho tatuato su di lui Tom Waits e lui su di me Kurt Cobain. Marchiarci a vicenda è sempre tragica!

Perché?
Siamo i peggiori clienti che un tatuatore potrebbe desiderare – esigenti e dolenti – ma di sicuro mi farò tatuare qualcos’altro da El Nigro che di suo è troppo bravo. Prima o poi accadrà.

Come sei messo a livello di convention ed eventuali guest spot?
Da un anno a questa parte le sto prendendo in seria considerazione. Ho partecipato alla Caserta Tattoo Convention e prossimamente sarà alla TatuaMi di Milano. Sto organizzando altre date e non escludo dei guest in futuro, ma la vita al “Family Addiction Tattoo” è decisamente meno frenetica e più comoda. (ridacchia)

Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli
Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli

Ultima, domanda: ho visto che sulla tua pagina Instagram hai pubblicato una foto molto toccante di Chris Cornell e Chester Bennington, entrambi morti suicidi a pochi mesi di distanza in quel dannato 2017…
Purtroppo sì.

Hai mai dedicato dei tatuaggi a loro due?
Ahimè, non ho ancora avuto modo di realizzare nulla a riguardo ma, come ribadivo in precedenza, la fusione Musica/Tattoo è una mia grande ambizione artistica. Quindi sarebbe solo un onore per me tatuare due icone come Chris e Chester.

Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli
Enrico Widler, Family Addiction Tattoo, Napoli
Seguite Enrico su Instagram: @enrico_widler