In occasione dell’uscita del loro primo album trap, abbiamo intervistato gli ex componenti degli Upon This Dawning: «Abbiamo contratto il virus dei tatuaggi»

«Hey, loro li conosciamo! Sono nostri cari amici», mi fa Theø (quello coi capelli rosa) ancor prima che cominci l’intervista. Sta sfogliando il numero cartaceo di Tattoo Life di maggio/giugno e si è appena imbattuto nella nostra intervista ai Motionless In White, gruppo emocore originario della Pennsylvania.

Il motivo è presto detto: prima di questo nuovo progetto di “gipsy trap” suonata, Danien (al secolo Daniele Nelli, livornese, quello con la chioma da rocker anni ‘70) e Theø (Matteo Botticini, bresciano) suonavano dignitoso metalcore in un gruppo, gli Upon This Dawning, che ha macinato più chilometri negli Stati Uniti che nella nostra poco ricettiva Italia.

Danien & Theø
Danien & Theø

«Abbiamo girato come pazzi l’America per quattro lunghi anni – mi spiega lo stesso Danien – e costruito il nostro zoccolo duro di fan in posti come la California, l’Arizona e la Florida. Siamo anche diventati pappa e ciccia con i Motionless In White e decine di altri gruppi metalcore. Poi abbiamo sentito il bisogno di ricominciare tutto da capo e cambiato drasticamente genere. Siamo tornati in Italia ed ora eccoci qua».

Tatuatissimi, disinvolti, con un album di debutto (‘La Dolce Vita’) da poco in circolazione e, soprattutto, pronti a rispondere alle nostre domande.

La Dolce Vita (copertina)
La Dolce Vita (copertina)

Mi sembrate ancora molto giovani: come avete conosciuto l’universo dei tatuaggi?
(Theø) Io vengo dal punk californiano: da ragazzino sentivo in continuazione Blink-182 e gruppi simili e quindi è stato praticamente inevitabile che venissi contagiato da quest’arte.
(Danien) Più o meno è andata così anche per me, nonostante ascoltassi musica più pesante tipo Korn e Slipknot.

Il primo tatuaggio, invece, me lo sono fatto a soli quattordici anni a casa di un amico che era già bello marchiato di suo.

La tua famiglia come la prese, Danien?
(Danien) Bene perché ho sempre avuto due genitori all’avanguardia. Pensa che mio papà si è tatuato per la prima volta, a 71 anni compiuti, seguendo il mio esempio! (ride) Si fece questa scritta, ‘Warrior’, perché di mestiere faceva il pugile professionista. Ora lo stesso tatuaggio ce l’ho anch’io sulla fronte, nascosto dai capelli. Si tratta di uno dei tattoo più personali che possiedo.

Danien & Theø
Danien & Theø

Chissà quante esperienze “tatuate” avrete collezionato negli States quando ancora suonavate negli Upon This Dawning…
(Theø) Di mio ti posso raccontare che mi sono tatuato direttamente in una sala prove dalle parti di Hollywood, in un ambiente parecchio ghetto-style. C’era questo tatuatore che ciondolava tra strumenti, amplificatori e cavi e io mi sono fatto fare un lettering, esteso, sul fianco. Cosa ci ho scritto? Ovviamente ‘Hollywood’! (sghignazza)
(Danien) Io ho fatto amicizia con questo gruppo che girava in tour con noi, i Get Scared, il cui chitarrista – Johnny Braddock – è un tatuatore a sua volta. Non ti racconto neanche quanti pezzi mi ha fatto a gratis! (ride) Solitamente in camerino, appena prima dei nostri rispettivi show.

Danien & Theø
Danien & Theø

Torniamo in Italia: i vostri tattoo artist nazionali preferiti?
(Danien) A me piace Brando Chiesa, un tatuatore fiorentino che è pure un grande amico del nostro gruppo. Lui è decisamente New School mentre Theo resta più un tipo da Traditional/Old School; quindi penso che ti farà qualche altro nome…
(Theø) Io volevo dire grazie a Marco Tafuri del ‘Red Couch Tattoo Shop’ di Milano perché mi ha fatto questo enorme tacco da donna sul collo.

Soggetto interessante, quello.
(Theø) Sai cos’è? Desideravo qualcosa di estremo che si ricollegasse alla donna e alle mie varie perversioni che nutro nei confronti del genere femminile… (sorride)

Danien & Theø
Danien & Theø

Insomma, sei un ragazzaccio. Non per niente ti sei fatto scrivere ‘Bad’ (come l’iconico album di Michael Jackson) vicino al tuo occhio sinistro…
(Theø) Sì, quello è il primo disco che ho comprato da bambino. Oggi è cambiato tutto: gli album si ascoltano esclusivamente in streaming e non si acquistano più nei negozi, ma a noi va benissimo così. L’importante è che la gente venga a vederci dal vivo e torni a casa soddisfatta.

Vi tatuerete ancora in tempi brevi?
(Danien) Certo, ormai abbiamo questa “malattia” in circolo e non vogliamo di certo fermarci! Più che altro io mi sono un po’ stufato del colore e credo che passerò ad uno stile un po’ Sean From Texas. Hai presente quel tatuatore (Sean Williams, ndr) con base a Los Angeles che predilige quei pezzi minimalisti, poco rifiniti e totalmente in bianco e nero? Lui è davvero un grande e mi ispira tantissimo.

Danien & Theø
Danien & Theø

Ultima domanda “artistica”: come mai tutti quei tributi a Gustav Klimt sulla copertina del vostro primo disco ‘La Dolce Vita’?
(Theø) Perché volevamo quel tipo di colori, ci piaceva quel mood lì… Della grafica me ne sono occupato io in prima persona e Klimt, credimi, c’entra fino ad un certo punto. La nostra è stata più una scelta dettata dall’atmosfera delle musiche.

Danien & Theø