Zoe Cristofoli, purezza e bellezza hardcore

La modella veronese, attrice nel bel video di Omar Pedrini, si confessa sinceramente per Tattoo Italia: «Io, pulita e felice nel mio amato inchiostro»

Viene dalla città che ha donato l’ultimo sogno romantico al calcio italiano (lo scudetto dell’Hellas Verona nel lontano maggio 1985) e di sentimenti forti, in fondo, se ne intende anche lei. Parecchio.

Zoe Cristofoli, credit by Damiano Dargenio
Zoe Cristofoli, credit by Damiano Dargenio

Il 2017 ricorderà Zoe Cristofoli come l’appariscente co-protagonista del video di ‘Come se non ci fosse un domani’ di Omar Pedrini (lo trovate in fondo all’intervista). Quello dove lei fa la figlia ribelle che affronta le durezze dalle vita e lui le suona (e risuona) nella testa da buon padre/angelo custode. Il tutto ripreso in uno sfavillante mix di colore e bianco-nero che, ebbene sì, fa molto tattoo art.

Domanda imprescindibile: quando comincia il tuo rapporto con la sfera del tatuaggio?
Tutto parte all’età di 16 anni: mese più, mese meno. Sai, volevo differenziarmi per via di alcune situazioni un po’ difficili che avevo in famiglia. Volevo attirare l’attenzione su di me e dato che, fin da piccola, mi hanno sempre affascinato i disegni e i tattoo…. (sorride)

Omar Pedrini nella nostra intervista (trovate la citazione qui) ti ha definito una ragazza “dalla purezza hardcore” per quel che riguardo il tuo approccio alla tattoo art. Ti ci ritrovi in questa sua descrizione?
Sì, abbastanza. E comunque mi fido di Omar: lui è un visionario e di sicuro avrà notato in me un ‘qualcosa’ in grado di ricordargli esattamente come sono. È bello tutto ciò.

Cosa ti lega alla sua musica? Il suo ruolo “storico” nei Timoria? La sua ormai lunga e consolidata carriera solista?
Omar è un caro amico di famiglia che mi ha praticamente visto crescere: forse è proprio questo il nostro legame principale e più profondo. Poi c’è stata la bella esperienza del suo video musicale ‘Come se non ci fosse un domani’ nel quale io ho avuto la responsabilità di interpretare sua figlia mentre lui fa il mio angelo custode…

Selfie di Zoe Cristofoli
Selfie di Zoe Cristofoli

Ora che hai rotto il ghiaccio con Pedrini, c’è qualche altro artista italiano col quale vorresti recitare?
Non saprei. Sai, io non ho idoli e non sono fan di questo o quel cantante. Sono tutta strana, non mi ispiro a nessuno e non c’è affatto un perché.

Se dovessi fare un altro video, vorrei solo che la canzone mi rispecchiasse. Che il testo parlasse, in qualche maniera, di me.

A proposito di te: rappresenta la tua femminilità quella gipsy colorata che sfoggi sul tuo braccio destro?
Sì, quel tatuaggio è una zingara, un po’ come il mio spirito. Ma in primis è dedicato a mia madre: a lei e solo a lei che mi ha donato il mondo.

Quando hai deciso di farti quella falena black and grey sul collo?
All’incirca tre anni fa. Si tratta di un soggetto ispirato al film ‘Il Silenzio degli Innocenti’, una delle mie pellicole preferite di sempre; eppure anche quel disegno e la stessa falena mi caratterizzano parecchio.

Zoe Cristofoli, credit by Stefano Girardi for Tattoo Life
Zoe Cristofoli, credit by Stefano Girardi

Possiamo scrivere che il bresciano Eros Saviano dell’Inkers Tattoo Studio sia il tuo tatuatore preferito?
Certo, lui è un po’ il mio salvatore. Sai, poco alla volta Eros ha sistemato tutti i danni i danni sulla mia pelle; aggiustato certi brutti tatuaggi fatti nei momenti peggiori. Saviano è il mio creatore e mi ha plasmata secondo l’idea di me che avevo in testa. La sua è una mano incredibile capace di cimentarsi in tantissimi stili eterogenei.

Quindi quel nero che avvolge la parte bassa del tuo braccio destro è un cover up?
Sì, lo è. E comunque mi è sempre piaciuto il nero tatuato così. Semplicemente black. Desideravo tutto quell’inchiostro e sono stata felice di imprimermelo.

Mi illustri il big piece in progress che hai sulla schiena?
In realtà il mio corpo è tutto in progress! Ogni momento che segna la mia vita, io me lo tatuo. Si tratta di una cosa esclusivamente mia. Un momento che nelle situazioni tese resta in mia compagnia e, spiacente, nessuno può sottrarmelo. Mi tatuo per ricordare e per non dimenticare. Solitamente durante i viaggi e nelle situazioni speciali.

Dal tuo primissimo tattoo all’ultimo in ordine di tempo, cosa pensi di aver imparato in questo lungo percorso?
Che gli sbagli rimangono, te li porti dentro, ma si può sempre cambiare. Essere migliori di quello che si appare.

Ultima domanda: dove risiede il tuo sex appeal di ragazza, per citare nuovamente Pedrini, “dalla purezza hardcore”?
Forse nel fatto che, in fin dei conti, io mi vedo pulita. Non mi sento così tanto tatuata. Né soffro l’oppressione di avere tutto questo inchiostro addosso e perfino qualche tattoo brutto… (riflette) La mia magia sta tutta qui: io e i mie tatuaggi siamo una cosa sola. Non è moda visto che tutto è iniziato nella maniera completamente opposta al trend.

Sei stata chiarissima.
Meno male. Non sarei io senza i miei tatuaggi. Non verrebbe fuori la mia personalità più profonda. In parole povere: non sarei Zoe.

Clicca qui per leggere l’intervista completa a Omar Pedrini, il “papà” di Zoe nel videoclip di ‘Come se non ci fosse un domani’.

Total
37
Shares