Valeria Battain: Il pregiudizio lo combatto tatuandomi Bambi

La bassista degli Starsick System (impegnati a breve in Inghilterra) ci presenta la sua collezione di tattoo che comprende pure un’opera di Alfons Mucha

Fuori da qualche mese con il loro nuovo album ‘Lies, Hopes & Other Stories’, i pordenonesi Starsick System inorgogliscono l’hard rock italiano e porteranno quest’autunno la loro energica proposta presso alcune città britanniche tra cui Londra e Newcastle.

Sarà una bella occasione per i componenti del gruppo (Marco Sandron – voce e chitarra ritmica; Valeria ‘Pizzy’ Battain – basso; David Donati – chitarre; Ivan Moni Bidin – batteria) di aggiungere ulteriore status alla loro proposta che, talvolta, sfocia nell’american modern metal vero e proprio. Quello alla Papa Roach o Alter Bridge, giusto per capirsi.

Valeria Battain for Tattoo Life, photo by Cinzia Pascutto
Valeria Battain for Tattoo Life, photo by Cinzia Pascutto

In attesa che questo avvenga (il mini-tour inglese comincia a fine ottobre), abbiamo avvicinato la compositrice del gruppo, la bassista Valeria Battain, per chiederle di inchiostro, tatuatori e soggetti particolari impressi sulla sua pelle. E lei ha metaforicamente sfoderato le unghie parlandoci di come il pregiudizio non la debba mai avere vinta.

Allora “Pizzy”, so che la tua passione per il tatuaggio nasce da appena maggiorenne. Dopo come si sviluppa?
Sì, il mio amore per i tattoo nasce in quel periodo; soprattutto grazie alla possibilità, dopo i fatidici 18 anni, di realizzarli in completa autonomia e libertà. Riguardo allo sviluppo, invece, ho sempre prediletto lo stile più figurativo: in particolare il Neo Traditional. E questo innanzitutto per la possibilità di rappresentare significati più o meno nascosti, ma con immagini ben definite.

Al momento quanti tatuaggi possiedi e a quanti conti di arrivare?
Ne ho dodici. E sicuramente ne vorrei degli altri dal momento che ho ancora parecchie idee in cantiere. Non mi pongo limiti da questo punto di vista!

So della tua ritrosia a tatuarti le braccia per ragioni di “pregiudizio”: le cose stanno davvero così?
Purtroppo sì. Al momento la musica non mi “dà il pane”, perciò in attesa di trovare un lavoro che mi consenta maggiori libertà dal punto di vista estetico, resto in questa spiacevole condizione di moderare l’inchiostro sulle braccia.

Sai, la speranza è sempre quella del cambiamento ed io conto di cambiare molto nel prossimo futuro…

Hai già “doppiato” sulla gamba sinistra il tuo tatuaggio dedicato ad un’opera di Alfons Mucha presente al momento sulla tua coscia destra?
Ancora no. Qualcosa a breve succederà, ma al momento non ho un appuntamento da rispettare. La ‘Musa della Musica’ di Mucha ha parecchio valore per me e quindi intendo darle un degno compagno che possegga un’intensità altrettanto forte.

I tributi a Bambi e a Gli Aristogatti derivano dalla tua infanzia quando divoravi i film della Disney?
Non potevi dirlo meglio! (ride) Bambi è sia un tributo che un simbolo di crescita per me. E chi conosce la storia del film sa che il trauma iniziale porta il piccolo cerbiatto ad appoggiarsi agli amici, quelli veri. Gli Aristogatti, d’altro canto, rispecchiano la mia passione verso i felini.

Valeria Battain for Tattoo Life, photo by Cinzia Pascutto
Valeria Battain for Tattoo Life, photo by Cinzia Pascutto

Mi presenti i tatuatori italiani con cui sei entrata in contatto finora?
Certo. I primi tatuaggi – tra cui i soggetti Disney – li ho realizzati con Marzia e Michele del Rocketqueen Tattoo Studio di Cordovado (Pordenone). Gli altri lavori, compresa l’opera di Mucha, li ho fatti con Max Mauro del ColdStreet di Udine. Tutti tatuatori incredibili e bravissimi che hanno sempre accontentato le mie strambe richieste.

Hai un bassista (maschio o femmina) che ti piacerebbe celebrare tramite la tattoo art?
Mmh, sicuramente ci sono molti bassisti che mi hanno ispirata. Gente come Duff McKagan o Nikki Sixx a cui potrei concedere degli spazi con delle lyrics di canzoni più che in modo figurativo.

Starsick System, photo by Max Valerio
Starsick System, photo by Max Valerio

Se mai dovessi farti un lettering, cosa scriveresti sul tuo corpo?
A dire il vero ho già un lettering che recita “Live, Love, Laugh. Life is a song, Love is the Music”. E comunque conto di farne un altro paio a breve, con degli estratti di testi di canzoni che mi hanno molto segnata e che mi accompagnano tuttora. Non farmi svelare quali, però… (sorride)

Intrigata da queste cinque concerti nel Regno Unito che gli Starsick System si apprestano a vivere dal 26 ottobre prossimo (data del debutto a Londra)?
Intrigata è dir poco! Quello del tour in UK è un sogno che si realizza visto che suonare all’estero è uno dei principali obbiettivi della band. L’Italia non è solo poco reattiva verso il rock, ma spesso poco recettiva e diffidente verso la musica underground in generale e le band emergenti che non suonano generi cosiddetti mainstream. Queste date inglesi simboleggiano in primis che non bisogna mai smettere di sognare e lottare in quello in cui si crede.

Starsick System, tour UK 2017
Starsick System, tour UK 2017
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