The Kolors: confortevolmente tatuati

Stash: «Sul mio braccio destro ho diversi tributi ai Pink Floyd realizzati da Luca Natalini. Perché questa è una vera band. E non un fenomeno da talent-show…»

Il van corre veloce sull’autostrada portando i The Kolors (al secolo Antonio “Stash” Fiordispino, Daniele Mona e Alex Fiordispino) al loro prossimo bagno di folla sull’onda della pubblicazione del loro terzo album ‘You’. Lavoro, quest’ultimo, che sintetizza al massimo la versatilità stilistica di questa pop band nata a Napoli ed esplosa grazie alla vittoria (del 2015) del talent ‘Amici’, quello della De Filippi.

Lungi da noi ora farvi disamine prettamente musicali (non è questa la sede adatta), ma di sdoganare questi tre ragazzi nel regno della tattoo art se ne può sempre parlare. Anche perché il loro è inchiostro di assoluta qualità, steso su pelle da maestri appurati del settore. La parola quindi, via smartphone, passa al loro cantante. Il molto fotogenico (e ricco di argomenti) Stash.

Ciao Stash, siete stati sommersi di promozione in questi giorni. E ora è finalmente giunto il nostro turno.
Saluti a voi. Non mi meraviglia più di tanto parlare con un blog di tatuaggi. Un po’ perché i tattoo hanno sempre fatto parte di noi (basta guardarci, d’altronde), un po’ perché ce ne accadono di cose strane da quando è uscito l’album. Alcuni giornalisti hanno addirittura smesso di additarci come una pop band! (ridacchia) O come quelli della canzoncina della compagnia telefonica (il loro fortunato singolo ‘Everytime’, Ndr). Meglio così.

Tra l’altro voi avete un nome che sembra fatto apposta per ricollegarsi al mondo della tattoo art: ci avete mai pensato?
Ovviamente sì, perché The Kolors nasce come un tributo nei confronti della pittura e del disegno. E quindi anche dei tatuaggi. I ‘colori’ hanno sempre fatto parte di noi, esattamente come i generi musicali. Come band prendiamo a pieni mani dal punk inglese, dalla disco music, dal rock anni ’80, dalle produzioni moderne del terzo millennio. E poi mischiamo tutto come fa un pittore amalgamando le sue tempere sulla tavolozza.

Con che spirito vi approcciate alla scena del tatuaggio?
Con molto rispetto e dedizione. Anche nella scelta appunto dei colori. Il mio braccio destro, ad esempio, è un omaggio all’arte visiva di Luca Natalini, un tatuatore che osa davvero molto. Il sinistro, invece, ospita un Michael Jackson black and grey realizzato da Matteo Pasqualin, il numero uno in Italia per quel che riguarda il Realistico. Alex, il nostro batterista, è stato recentemente tatuato da Marco Galdo, un altro piccolo sogno che si avvera per i The Kolors. Daniele, il bassista, invece è la tela umana del gruppo!

In ‘You’ compare una traccia – ‘What happened last night’ – a cui ha partecipato il rapper Gucci Mane che, di suo, ha un cono gelato tatuato sul volto. Tu arriveresti mai a una mossa del genere?
Perché no? Se il soggetto mi ispirasse, un tattoo vicino all’occhio lo prenderei anche in considerazione. Tanto ormai siamo nel 2017 e sarebbe anche ora di sfatare questo falso mito che con un tatuaggio visibile nessuno ti assumerà mai come impiegato…

The Kolors by Biagio Munciguerra
The Kolors by Biagio Munciguerra

A proposito di occhi: chi si è occupato di quello formato webcam che campeggia sulla copertina del disco?
La grafica è opera di Sergio Pappalettera che, nel suo curriculum, ha pure il fulmine che da un po’ di tempo sta contraddistinguendo l’immagine pubblica di Jovanotti. Il suo è stato un work in progress durato circa sei mesi e alla fine se n’è venuto fuori con la soluzione più efficace per descrivere un album che parla di una società completamente immersa nella febbre, talvolta delirante, dei social network. Se ci tatueremo mai quell’occhio orwelliano? Credo proprio di sì, anche se ognuno di noi sfoggerà una sua propria versione.

Prima, riguardo al tuo braccio destro, mi citavi Luca Natalini…
Beh, quella è la zona floydiana del mio corpo, perché Luca si è occupato sia del prisma di ‘The Dark Side Of The Moon’ che di alcuni elementi reinterpretati e tratti dal film ‘The Wall’. La gente si stupisce sempre quando cito i Pink Floyd come un gruppo-cardine della mia vita (lo stesso soprannome ‘Stash’ d’altronde proviene dalla canzone ‘Money’, Ndr) e quando li abbiamo suonati in televisione, nel programma di Bonolis e con lo special-guest di Tullio De Piscopo alla batteria, molte cose sono cambiate nella vicenda dei The Kolors. Qualcuno ha iniziato a guardarci in maniera diversa. Quasi con maggior rispetto…

Manco a farlo apposta la vostra cover di ‘Money’ riprendeva il fraseggio di un album dal vivo dei Pink Floyd (‘Delicate Sound Of Thunder’ del 1988) molto amato da “gilmouriani”…
Hey, io sono assolutamente ‘gilmouriano’ e mi fa piacere che tu l’abbia notato! Anzi, fammi andare un po’ controcorrente: rispetto al David Gilmour iconico dei dischi e delle tournèe anni ’70, io prediligo di più come ha suonato in live più recenti tipo ‘Pulse’ o lo stesso, storico ‘Delicate Sound Of Thunder’. Prima Dave, come suono di chitarra, era più secco. Da fine anni ’80 in poi il suo strumento ha accentuato dosi di ‘colore’ che personalmente adoro.

Torniamo un attimo a quel Michael Jackson che hai sopra il polso sinistro, nella parte interna del braccio…
Quando Michael è morto, nel giugno 2009, in un primo momento non volli credere alla notizia. Avevo perfino già preso i suoi biglietti per lo show londinese. Mi ero detto: ‘Questo è talmente avanti come artista che ora pubblicizza la sua dipartita terrena in attesa della sua resurrezione!’. E invece, qualche giorno dopo, sotto la doccia piansi. Ho coinvolto Pasqualin in quel Realistico perché mi aveva colpito un suo lavoro dedicato alla Sun Records, la prima etichetta di Elvis Presley. Ora il mio braccio sinistro vorrei farlo tutto con soggetti bianco e nero proprio per via dell’incredibile talento di Matteo.

Il giorno che avete presentato ‘You’ ai media (18 maggio scorso) è coinciso con la notizia della tragica scomparsa di Chris Cornell: inevitabili reazioni?
Sgomento, puro sgomento. Sinceramente mi ha fatto male sapere che uno come lui si è impiccato e non voglio neanche sospettare che motivazioni pesanti ci siano state dietro. A Cornell volevo bene, tanto bene, anche se la scena grunge, per ragioni anagrafiche, l’ho vissuta poco o niente. Per me lui era il frontman incredibile degli Audioslave.

Abbiamo parlato di diversi ritratti in quest’intervista, ma tributi a Stash ne hai già notati sulla pelle dei vostri fan?
Come no. Al momento ho contato almeno ventinove tattoo tra realistici, citazioni di nostre canzoni, autografi tatuati su pelle ecc.

E cosa si prova in casi del genere?
Senso di riconoscenza. Vedermi come un’icona – io che da ragazzo andavo pazzo per Freddie Mercury – è una cosa che non mi sarei mai aspettato dalla vita. E te lo dico, con una buona dose di stupore. E un legittimo senso di incredulità.

Le future date dei The Kolors:
8 luglio 2017
– Bellaria Igea Marina
10 luglio 2017 – Marostica
15 luglio 2017 – Como
11 agosto 2017 – Marina Di Castagneto
12 agosto 2017 – Marina di Pietrasanta
16 agosto 2017 – Paestum
18 agosto 2017 – Zafferana Etnea
19 agosto 2017 – Palermo
24 settembre 2017 – Pianopoli
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