Stizzo: Tattoo Artist di professione

La più grande virtù di un tatuatore? L’umiltà. L’unico modo per realizzare un tatuaggio impeccabile? Studiare la storia e fare tanta pratica. Basterebbe solo questo per inquadrare Stizzo: un tatuatore talentuoso ed esperto, che ha percorso una lunga strada e molta ne ha ancora davanti da percorrere. Questa intervista va letta con molta attenzione, in particolare da chi fa questo lavoro o ha intenzione di cominciare a farlo. A buon intenditor…

Ciao Stizzo, per presentarti ai nostri lettori (se mai ce ne fosse bisogno) puoi riassumere gli step più importanti della tua carriera di tatuatore, dal primo approccio con l’inchiostro a oggi? Chi è Stefano Boetti e come è diventato Stizzo?
Non dimenticherò mai quando ho visto per la prima volta un tatuaggio dal vivo. Ce l’aveva il fratello più grande di un mio coetaneo e io ero poco più che un ragazzino, agli inizi degli anni ’90. Impresso nella mia mente c’è ancora il vivido ricordo di quel momento, il mio stupore davanti a quel semplice tribale. Da lì ho cominciato a pensare sempre di più ai tatuaggi e poco dopo ho scoperto Tattoo Revue, una rivista fantastica, che riuscivo a leggere sempre a casa di questo mio amico (era di suo fratello, ovviamente!)… Durante gli anni delle scuola disegnavo parecchio, anche se studiavo elettronica, e chiaramente pasticciavo gli amici coi pennarelli. Dopo essermi tatuato per la prima volta, e dopo aver finito le superiori, ho cominciato il mio apprendistato “vecchia scuola” in uno studio di Peschiera Borromeo. Il passo successivo è stato il Quetzal di Milano, nei primi anni del 2000, poi l’Officina Tattoo e infine nel 2009 ho aperto il mio studio a Milano.

Parliamo del tuo inconfondibile traditional: mi sembra che si sia evoluto, negli ultimi anni, da uno stile più vicino al classico americano a un’interpretazione più personale e, diciamo così, “all’europea”. È così?
Certamente, è proprio così! Dopo aver studiato tutta la storia del tatuaggio americano, mi sono appassionato allo stile europeo antico (Charlie Malta, Joseph Hartley ecc.) cercando di reinterpretare i soggetti classici con una vena più realistica, senza discostarmi mai troppo dal tatuaggio. Tutto questo si può fare solo se si studia davvero a fondo ogni tatuatore e tutto ciò che ci ha lasciato in eredità.

Stizzo, Best of Times Tattoo, Milan
Stizzo, Best of Times Tattoo, Milan

Ciò che caratterizza i tuoi ultimi lavori, in particolare, è una linea incredibilmente sottile e perfetta che definisce i dettagli in modo unico. Come descriveresti i tuoi tatuaggi di oggi e in che direzione si muovono le tue ricerche e le sperimentazioni più attuali? Dove vuoi arrivare?
In questo momento mi sono reso conto che mi stavo stavo allontanando dal tatuaggio classico. Va bene ricercare sempre, ma non bisogna mai dimenticare le origini. Spesso le ispirazioni e i cambiamenti radicali arrivano da libri che non c’entrano niente coi tatuaggi e tutto ciò che riguarda l’arte è per me un possibile punto di svolta.

L’importante è rendere unico il proprio percorso, dandogli un’impronta personale. È importante distinguersi ed essere soddisfatti del proprio lavoro. Sempre!

C’è qualche accorgimento tecnico che reputi imprescindibile per ottenere risultati così impeccabili?
Questa domanda è fondamentale. Perché fondamentale è lo studio delle macchinette a bobina. Solo in questo modo si può capire al 100% la pelle. La conoscenza e l’abilità tecnica arrivano solo attraverso lo studio e, soprattutto, anni di esperienza. Chiaramente le rotative sono molto utili e facili da usare; ma senza l’esperienza adeguata e la conoscenza a 360° di una macchinetta a bobina, la crescita tecnica è bloccata e i risultati si vedono.

C’è differenza, per te, dal punto di vista della progettazione e dell’esecuzione, tra tatuaggi molto piccoli e molto gradi? Hai una preferenza?
Sì, certamente. Per un soggetto molto grande il mio lavoro è quasi tutto a mano libera e si svolge in diverse sessioni. Sui tatuaggi piccoli, invece, se necessario uso lo stencil… ma niente è divertente come il free hand!

Secondo te qual è l’errore più grande che possa commettere un tatuatore? E la virtù più importante per chi fa la tua professione?
La virtù più grande è l’umiltà! Bisogna lavorare e impegnarsi… Poi il lavoro parla per noi. L’errore più grande e più grave è sicuramente voler bruciare le tappe e pretendere tutto, subito. Per questo le macchinette rotative sono ingannevoli. Io stesso le uso, ma solo dopo anni e anni di esperienza riesco a lavorarci come dico io e, soprattutto per i neri (essere consapevoli del nero è raro al giorno d’oggi), non si vede più la differenza con la macchinetta a bobina.

Stizzo, Best of Times Tattoo, Milan
Stizzo, Best of Times Tattoo, Milan

Progetti i tuoi tatuaggi con i clienti? C’è qualcosa che ti sei rifiutato, o che ti rifiuteresti mai di tatuare?
Certo, progettare con i clienti è la cosa più bella! Ogni giorno li aspetto in studio, discuto insieme a loro il progetto e poi piano, piano lo creiamo insieme. Non rifiuto mai di fare dei lavori, a meno che la richiesta non sia proprio terribile.

E tu, da chi ti sei fatto tatuare? C’è qualcuno a cui vorresti davvero affidare la tua pelle ora come ora e in futuro?
Mi sono sempre tatuato da persone che stimavo. È un fattore troppo importante per me. I tatuaggi a cui tengo di più sono quelli di Gianmaurizio Fercioni: un maestro per tutti noi. Ora come ora sono così preso a studiare questo lavoro che non trovo mai il tempo e la voglia di tatuarmi… Peccato, perché quando succede mi emoziono come la prima volta.

Quali sono le tue priorità, nella sfera professionale e in quella personale?
La serietà, l’educazione, la costanza e la perseveranza. Troppo facile partire a mille e poi adagiarsi, troppo facile arrendersi alle prime difficoltà. Questo discorso vale soprattutto per i “nuovi apprendisti” che non hanno capito quanto sono fortunati ad avere tutte queste informazioni da internet e dai social.

Che cosa fai nel tempo libero e qual è la tua più grande passione, (oltre al tatuaggio e all’Alfa Romeo, naturalmente)??
Bhe, io sono un papà! Ho tre bellissimi bambini e una splendida moglie: è con loro che cerco di passare il tempo libero, tra lavoro e convention. Senza rinunciare a una passione tutta per me: l’Alfa Romeo storica e tutto ciò che fa parte di questo mondo, ovvero club, raduni, rievocazioni e restauri. E poi ho ancora una band hardcore! Purtroppo non ho il tempo libero che avevo prima per i concerti e i tour, ma non voglio rinunciare neanche a questo.

Stizzo, Best of Times Tattoo, Milan
Stizzo, Best of Times Tattoo, Milan

Quali sono i prossimi viaggi che hai in programma e le prossime convention a cui parteciperai?
Dopo l’estate cominciamo con Londra, a settembre. Poi ci saranno Firenze, a novembre, e Cesenatico a dicembre. Per il 2018 vorrei cambiare totalmente, con convention e viaggi che non ho mai fatto prima d’ora.

Per chiudere: c’è qualcosa che vorresti aggiungere, che non ti ho chiesto e/o che non hai mai raccontato a nessuno in un’intervista?
Se vi piace un tatuatore e lo stimate, andate a conoscerlo di persona. Se volete imparare qualcosa da lui, andate a farvi tatuare. Non limitatevi a mettere i like sui social, non sentitevi liberi di appropriarvi del suo lavoro solo perché è facile farlo. Provate a capire da dove viene realmente quello che fa e poi provateci anche voi. La strada è lunga e dura, ma se non vi arrendete sarete davvero soddisfatti un giorno. Alla fine, è bello vivere i tatuaggi sulla pelle e sulla carta e si può fare! Quello che arriva dai social non è niente in confronto alla goduria reale… Alla fine penso che anche per la musica sia la stessa storia: un live non è forse insostituibile?

Stizzo, Tattoo Artist, Best of Times Tattoo, Milan

CONTATTI:
Best of Times Tattoo
via Anfossi, 2/6 – Milan – Italy
Facebook: Stizzo Tattoo Artist
Instagram: @stizzo_bestoftimes
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