Silvia Pannella: Bathtub Project

Una vasca, acqua, inchiostro: i corpi nudi riflettono l’obiettivo e il progetto prende vita. Quasi per caso, Silvia Pannella inizia a scattare le prime foto sott’acqua e da lì non si ferma, coinvolge alcuni dei suoi amici, collezionisti, tatuatori, ognuno con la sua identità. L’elemento dell’acqua non lava via la propria essenza, anzi, la fa risplendere e la rende protagonista di questi scatti: il Bathtub Project.

Qual è il tuo rapporto con la fotografia?
Passionale e istintivo.
Cerco di raccontare con la fotografia ciò che per me è oggi l’umanità, ciò che non la sconvolge e ciò che invece ancora la turba, ma sempre partendo da una versione provocatoria e viscerale.

Com’è nata l’idea del tuo progetto?
Il mio progetto nasce in un giorno d’estate, dove per caso ho fotografato per la prima volta un corpo tatuato sott’acqua. Lì ho capito che volevo continuare. Guardando la foto, ho capito di essere attratta dal contrasto dell’elemento dell’acqua, che spesso è legato al cambiamento o comunque a qualcosa che “lava via”, con il tatuaggio, simbolo per eccellenza di ciò che è indelebile.

Chi hai coinvolto e perché?
Ho convolto cultori del tatuaggio e tatuatori, per la maggior parte amici. Grazie agli scatti ho potuto ascoltare storie, motivazioni, significati, emozioni collegate ai loro tatuaggi. Il tatuaggio è arte e io ho voluto racchiudere quest’arte all’interno di una foto. Se ci si ferma a pensare di fatto tatuaggio e fotografia sono molto simili: riescono a fermare un’emozione, una storia in modo permanente.

Come hai vissuto quest’esperienza e come hai messo a tuo agio i tuoi modelli?
Ho cercato di farlo in modo molto naturale e spontaneo, entrando in empatia con i protagonisti dei miei scatti. E’ stato molto semplice in realtà: dopo aver spiegato loro il messaggio che volevo far arrivare alla gente con queste fotografie, si sono sentiti tutti a loro agio nel farsi ritrarre in una vasca da bagno.

Che cos’è per te la bellezza? È ciò che non stanca lo sguardo, mai.

Quali sono le persone da cui trai maggiore ispirazione? E chi, a tua volta, vorresti ispirare?
Mi ispiro a tutto e a tutti coloro che ho intorno, ma nessuno in particolare: ognuno ha la propria unicità e originalità che deve rimanere autentica, senza “infiltrazioni” esterne.

Sylvye Bovary, Bathtub Project, photo by Silvia Pannella
Sylvye Bovary, Bathtub Project, photo by Silvia Pannella

Il tatuaggio nell’era dei social media: come lo senti?
Un’arma a doppio taglio.
C’è chi si appassiona a questo mondo ricercando artisti che lo rappresentino e declinando a loro la possibilità di rendere indelebili, con un tatuaggio, le battaglie dell’esistenza, i dolori, le gioie o semplicemente una bellissima opera d’arte. Ma c’è anche chi invece rimane legato a questo mondo, per brevi periodi, in modo superficiale, seguendo la moda del momento. Il tatuaggio va visto ad occhio nudo, vanno visitati gli studi di tatuaggi, dobbiamo parlare faccia a faccia con il tatuatore. I social devono servire solo a creare un primissimo contatto, se necessario, ma tutto il resto va vissuto.

Instagram: @silviapannella
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