Serena Caponera: dolci declinazioni del Liberty

Una passione per la grafica dei manifesti futuristi e una per l’Art Nouveau. Uno stile “sempre in evoluzione” e tanta voglia di imparare. Per dimostrare, prima di tutto a se stessa, di aver fatto la scelta giusta. Avete sottomano “Heores” di Bowie? Premete PLAY prima di iniziare a leggere questa intervista.

Ciao Serena, ti chiedo subito come e quando hai iniziato a tatuare… È stato un colpo di fulmine o una scelta che hai maturato nel tempo?
Ciao! A dire il vero, prima di diventare tatuatrice volevo essere tatuata. Il mio interesse per questa professione non è nato per caso né viene dalle scuole che ho fatto: è un amore viscerale. Ho iniziato molto tardi rispetto alla media, forse perché in fondo sono una persona insicura e la decisione di cominciare a tatuare è stata lunga e sofferta. Però l’ho presa con il cuore, andando contro tutto e tutti. Proprio questo mi spinge a cercare continuamente di dimostrare a me stessa che ho scelto di diventare ciò che davvero voglio essere.

Nei tuoi lavori mi pare di scorgere influenze molto diverse: dalla grafica ai fumetti, dal new traditional all’avant-garde. È così? Qual è il tuo background?
Voglio essere onesta e devo dire che i miei lavori non hanno un background vero e proprio: probabilmente ciò che faccio viene da un insieme di cose che hanno segnato la mia vita. L’influenza grafica, per esempio, deriva dal fatto che ho sposato un ex grafico pubblicitario. È stato lui a farmi innamorare di artisti come Marinetti e Depero, della grafica vintage che si usava nei manifesti futuristi. Io ho unito lo studio all’ispirazione ed è venuto tutto da sé.

Serena Caponera, Scrimshaw Tattoo, Frosinone, Italy
Serena Caponera, Scrimshaw Tattoo, Frosinone, Italy

Nei soggetti che tatui mi sembra ci siano anche diversi riferimenti all’arte: le forme sinuose del Liberty, la durezza e la precisione di certe incisioni di Dürer, molti omaggi alla street art, ma anche all’arte neoclassica, a quella orientale e numerose altre suggestioni che vengono dal contemporaneo. Mi sbaglio? Che cosa ti piace e ti ispira nell’arte?
Mi fa piacere che il caos nella mia testa si noti cosi tanto, ma sopratutto che nei miei disegni sia evidente l’ispirazione all’Art Nouveau. È uno degli stili che amo di più, tanto da volerlo incidere sulla mia pelle. Sulla schiena, infatti, ho “La Danza” di Alphonse Mucha. Un altro artista fondamentale per me è Aubery Beardsley: amo i suoi neri pieni e linee morbide delle sue opere. La contaminazione che noti nei miei pezzi è dovuta alle ricerche che faccio ogni giorno, ma sopratutto a due regole fondamentali che seguo: voglio che il mio stile sia sempre riconoscibile e, soprattutto, mai banale. È per questo che ultimamente mi sono avvicinata allo studio della street art. Mi permette di rielaborare i soggetti in chiave contemporanea e di giocare con le metafore.

Il tuo stile è sicuramente molto riconoscibile e particolare. Diciamo che sfugge anche alle definizioni tradizionali. Tu come lo descriveresti?
Io, più che uno stile lo definirei un’interpretazione. Si tratta di un mezzo, di un linguaggio che caratterizza i miei lavori. Inoltre, cerco sempre di inserire simboli nascosti che rappresentano la storia o il soggetto del mio cliente.

Quali sono i tuoi nomi di riferimento nel mondo del tatuaggio?
Quando ho iniziato, nella mia testa c’erano solo due nomi: Lea Nahon, il mio primo grande amore, e Pietro Sedda. Con il tempo poi ho conosciuto artisti come Matteo Cascetti, Federica Stefanello e Marco Pepe, che per me è come un fratello maggiore. Poi c’è Gino Sorgente, al quale ho affidato tutto il mio braccio destro, ma anche Vin-il e Suflanda.

Serena Caponera, Scrimshaw Tattoo, Frosinone, Italy
Serena Caponera, Scrimshaw Tattoo, Frosinone, Italy

Parlami della tua scelta rispetto al nero, invece…
Non saprei… Forse ho sempre amato la contrapposizione tra le cose: il bianco e il nero, il bene e il male, il giorno e la notte… Ma non c’è un motivo in particolare!

Com’è il tatuaggio perfetto, secondo te?
Bella domanda! Il tatuaggio perfetto, per me, deve avere una composizione grafica armoniosa e una tecnica impeccabile. Soprattutto, deve essere perfetto sempre e non soltanto per il tempo di una foto!

E, invece, qual è la colonna sonora perfetta delle tue giornate di lavoro?
Dipende molto dal mio stato d’animo. A volte mi serve la carica, altre una piccola consolazione. Se dovessi scegliere ti direi “Heroes” di David Bowie e “Heart of Gold” di Neil Young.

Dove ti trovi adesso e a che cosa stai lavorando?
Sono a casa, di ritorno dal mio tour di guest spot e convention in giro per l’Italia, ma non è finita qui! Sto lavorando a nuovi progetti che presenterò in occasione delle prossime convention. Mi trovate all’International Tattoo Expo di Roma e alla Brighton Tattoo Convention. Entrambe sono un traguardo molto importante per me.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, dal punto di vista professionale e personale?
Ho ancora tanto da imparare… Per il momento i miei progetti sono di studiare tanto, di condividere emozioni e nozioni tecniche con chi ne sa più di me. Ho fatto dei programmi da qui ai prossimi due anni e vorrei viaggiare! Viaggiare tanto per conoscere artisti diversi, mentalità diverse e sensazioni diverse. Dal mio lavoro dipende anche l’aspetto personale. Vorrei prima riuscire nei progetti di cui ti ho parlato e poi dedicarmi alla famiglia. Ho appena compiuto 30 anni, mi sono sposata da poco e non ti nego che inizio a sentire il ticchettio dell’orologio biologico.

In bocca al lupo per tutto, Serena! C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti aggiungere prima di salutarci?
Crepi il lupo! Hai chiesto tutto quello che dovevi chiedere, ti ringrazio per l’intervista e per queste splendide domande, è stato un vero piacere e un onore aver avuto la possibilità di parlare con te su questo blog.

Seguite e supportate Serena su Instagram @serenacaponera e sulla sua pagina Facebook (Serena Caponera – Scrimshaw Tattoo).
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