Richey V: tra Techno e Traditional

Il DJ milanese, creatore della serata VOID, non fa sconti sulla sua passione bruciante per i tatuaggi: «È come per la musica: o ci credi oppure fatti da parte»

Richey V (al secolo Francesco Orcese) è un ragazzo delle notti milanesi – e non solo – con esperienza ormai ultradecennale. DJ eclettico (suona anche indie), grande cerimoniere techno (avete presente la sua serata itinerante VOID?), amante della musica senza barriere e gran collezionista di tatuaggi Traditional.

Con lui, come è facilmente intuibile, abbiamo discusso soprattutto di questi ultimi.

RICHEY V, photo by Mattia Zoppellaro
RICHEY V, photo by Mattia Zoppellaro

Allora, come sei diventato DJ?
«Guarda, è successo tutto per caso: il tipo che doveva suonare al posto mio una sera ha avuto un imprevisto. Così su consiglio del proprietario del locale sono corso a casa a prendere i miei dischi e da lì praticamente non ho più smesso. All’inizio passavo solo indie rock, poi mi sono innamorato perdutamente della techno ed ormai sono quattro anni esatti che gira così. L’indie però lo propongo ancora nella mia serata mensile ‘La Città Verrà Distrutta All’Alba’ di scena al Magnolia, un club alle porte di Milano.»

Hai il logo del VOID tatuato da qualche parte, vero?
«Sì, l’ho fatto recentemente sulla gamba sinistra. Quel simbolo altro non è che l’insieme delle lettere che compongono la stessa parola VOID e l’ho creato in una situazione intima e particolare. In pratica ero seduto sul water! (ride)»

La passione verso i tatuaggi Traditional, invece, quando nasce?
«Beh, fin da piccolo ho avuto un debole per i tattoo e verso chi li sfoggiava. Poi, crescendo, li ho capiti sempre di più e da lì mi sono appassionato di questo stile in particolare.»

Tu appartieni alla categoria dei “millennial”: che idea hai del tatuarsi nella cosiddetta “contemporaneità”?
«È come per la musica. C’è chi l’ascolta per fare il figo e chi ci crede veramente. Per i tatuaggi funziona uguale: c’è chi se li fa per moda e chi per necessità. E la differenza la puoi intuire solo da ciò che uno sfoggia. (sorride)»

Quando ti sei fatto le quattro leggendarie barre dei Black Flag che porti sul tuo braccio destro?
«Quello è stato tra i primi cinque/dieci tatuaggi della mia collezione. Ovviamente c’entra l’amore e il rispetto per una band americana semplicemente immensa, ma l’idea definitiva me l’ha data la lettura di ‘American Punk Hardcore’ di Steven Blush. Quello non è un libro, è la bibbia!»

Sempre sul destro hai un cuore Traditional riportante la frase ‘Kickstart my heart’. E qui i diretti interessati sono i Mötley Crüe…
«Hai ragione. Ogni mio tatuaggio racconta un pezzo della mia vita. Spesso tramite tributi musicali ed altre volte con numeri e lettere che solo io sono in grado di decifrare. In pratica, a livello di emozioni ed esperienze, il mio corpo è come quello di un criminale russo. (ridacchia)»

Sulla mano sinistra porti un omaggio a Nick Cave tramite il lettering ‘From Her to Eternity’. Hai già i biglietti per il suo show milanese del prossimo 6 novembre?
«Ovviamente sì: sarà il mio sesto concerto in assoluto di Cave e davvero non vedo l’ora. Nick d’altronde è una delle mie divinità: sul petto ho pure tatuata la scritta ‘Bad Seed’. Fai te.»

Mi sveli i nomi dei tuoi tatuatori preferiti ?
«Ho tantissimi tatuaggi ma – a parte qualche eccezione – vado sempre dai soliti due. Uno è sua maestà Stizzo del Best of Times che non credo abbia granché bisogno di presentazioni. L’altro invece è Ale Ta2er di T-Shock che praticamente mi ha fatto metà delle cose che ho addosso. Entrambi gli studi si trovano a Milano.»

Ultima domanda: che tipo di estate sarà questa per Richey V?
«Come accade ormai da una decina d’anni, la mia stagione si consumerà prettamente al Magnolia di Segrate dove sono in programma ventidue serate suddivise tra i miei vari progetti musicali (Void, Astral, La Domenica Elettronica e La Città Verrà Distrutta All’Alba). Poi ci sarà una data molto importante al Sud prevista per il prossimo 29 luglio. Spiacente, ma per ora non posso dirti di più…»

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