Riae: Venere venuta dall’acqua

Una bellezza venuta dall’acqua che ha saputo trasformare le sue insicurezze in una forza esplosiva: Riae è una venere dai capelli blu che ci ha travolto con la sua intelligente ironia. Leggete questa intervista in cui racconta gioie e dolori, passioni e segreti (uno in particolare) che, forse, non aveva mai rivelato prima…

Ciao Riae, piacere di conoscerti. Posso chiederti di togliermi subito una curiosità sul tuo nome? Da dove viene?
Ciao, piacere mio. Certo! Dieci anni fa, quando sono entrata a far parte delle SuicideGirls, ho dovuto scegliere uno pseudonimo da usare sul sito, visto che tutti sconsigliano di usare il vero nome. Vista la scarsa fantasia del momento, ho semplicemente deciso di aggiungere una “e” – l’iniziale del mio secondo nome (Elisabeth) – al mio vero nome, Ria. Sono felice di aver fatto questa scelta, perché sono molto fiera del nome che mi hanno dato i miei genitori: in gaelico dovrebbe significare “venuta dalle acque” e la trovo una cosa molto romantica.

Hai ragione, lo è… Vorrei chiederti di raccontare qualcosa di te che nessuno ti ha mai dato l’opportunità di dire. Ti lascio carta bianca per presentarti ai lettori del nostro blog.
Penso di aver raccontato più o meno tutto di su di me in questi anni. Sono un’alternative-model, SuicideGirl italo-irlandese e ho 32 anni (forse questo non lo avevo mai detto…). In questi anni ho posato per diversi magazine, partecipato ad alcuni programmi tv, lavorato con tantissimi fotografi, e da qualche tempo ho iniziato a collaborare come stilista per alcuni brand. Una delle mie nuove passioni, oltre alla cucina e alle serie tv, è fare video per il mio canale YouTube, in cui parlo un po’ della mia vita, del mio lavoro e dei tatuaggi.

Mi riesce difficile immaginarlo, ma ho letto una tua intervista in cui dici che da piccola eri il classico “brutto anatroccolo”, come hai vissuto questa cosa?
Diciamo che con il tempo ho imparato a nascondere e/o correggere quello che non amo del mio corpo. Nelle foto poi, grazie a pose, luci, trucco (e i miei hater aggiungeranno alla lista il caro Photoshop) i difetti si vedono ancora meno. Quando ero piccola non sapevo valorizzarmi e sono sempre stata quella “strana”: non era la giusta combinazione per essere accettata dai coetanei, e devo dire che ci ho sofferto. Ma credo che tutto questo mi abbia portato a essere quello che sono adesso. È stato un percorso che mi ha aiutato a crescere. Se fossi stata bella, non bullizzata, non derisa e non outsider, con una meravigliosa vita sociale, magari non avrei lavorato su me stessa, non avrei fatto le esperienze che ho fatto e ora non sarei qui a risponde alle vostre domande. Quindi va benissimo così.

Mi racconti qualcosa di più della tua esperienza con le Suicide Girl? Quando hai capito che potevi diventare una modella e fare della tua bellezza una professione?
Come dicevo prima, credo che una serie di situazioni mi abbiano portato a voler diventare una SuicideGirl. Per prima cosa, il fatto di aver imparato a fregarmene del giudizio altrui. Ho compilato il form per diventare SG nel 2006, e nel 2007 – una volta trasferita a Berlino – ho fatto il mio primo set… Senza nessuna aspettativa. Non ci avrei scommesso un centesimo e quando ho ricevuto la mail in cui mi dicevano che ero stata presa, non ci potevo credere. Il sito non era ancora così popolare e le stesse SuicideGirls, qui in italia, non erano mainstream. Era una cosa di nicchia e non avevo sicuramente idea di cosa mi sarebbe successo negli anni a venire. Dal mio primo set per SuicideGirls alla possibilità di vivere grazie al modeling sono passati diversi anni. Per molto tempo ho attraversato l’Italia a mie spese, per imparare a posare e crearmi un buon portfolio.

Ti dirò, ancora adesso mi imbarazza un po’ dire che faccio la modella, perché io non mi ci sento proprio.

Quando è nata, invece, la passione per i tatuaggi?
Mi sono fatta tatuare per la prima volta quando avevo 14 anni: erano due piccole ali sul coccige, che fortunatamente ho coperto. Così come più o meno tutti i tatuaggi terribili fatti prima di iniziare a capire e documentarmi sui vari stili, per scegliere ciò che più mi piaceva e cercare gli artisti giusti. Credo di aver coperto almeno 10 tatuaggi, tra cui il nome di un ex fidanzato, un terribile tribale sul sedere e altre cose di dubbio gusto, sopratutto realizzate malissimo.

Riae by Sergio Derosas
Riae by Sergio Derosas

Hai mai avuto difficoltà, in famiglia o nella vita privata, rispetto alle tue scelte lavorative?
Fortunatamente la mia famiglia mi ha sempre supportato e anche il mio compagno non ha mai avuto da ridire su quello che faccio. Ho perso alcune amiche, che magari hanno pensato fossi una poco di buono per via delle foto, ma a conti fatti non erano tanto amiche. Invece, dal punto di vista lavorativo ho avuto qualche problema, specie i primi anni in cui sono diventata una SuicideGirl e facevo la barista nella mia città. Mi è capitato di essere licenziata o scartata ai colloqui quando gli altri venivano a sapere delle mie foto di nudo.

Un tatuatore che ami particolarmente e un altro da cui vorresti un tatuaggio?
Ovviamente amo particolarmente Skyzzo (One More Tattoo) che ha fatto la maggior parte dei miei tatuaggi ed è anche il mio fidanzato… quindi l’amore vale doppio. Tra gli altri che mi hanno tatuato adoro Michela Bottin e Amy MyMouse. Per quello che riguarda i tatuaggi che vorrei, gli artisti che stimo e dalla quale vorrei tatuarmi sono davvero tanti (peccato ci sia poco spazio a disposizione). Una piacevole scoperta, di recente, è stata Sasha unisex. Non ero una fan del suo stile, finché alla convention di Milano ho provato i suoi tatuaggi temporanei e mi sono innamorata del risultato sul mio corpo. Ora desidero tantissimo la versione reale!

Qual è il tuo rapporto con i social media?
Ai social devo praticamente tutto. Passo diverse ore su Instagram e Facebook; Twitter invece non riesco a farmelo piacere, forse perché come avete potuto notare sono abbastanza logorroica. Non avrei mai pensato di arrivare a 2 milioni e mezzo di follower su Facebook e oltre un milione su Instagram, anche perché seguendo tutto da sola, non ho messo in atto strategie di alcun tipo. Io pubblico le foto e finisce lì, ovviamente cerco di interagire il più possibile, ma non riesco mai ad accontentare tutti e mi dispiace. Ovviamente non è tutto rose e fiori. Non ci sono solo fan, ma anche meravigliosi hater che trasformano l’insulto in una ragione di vita. Questo è il rovescio della medaglia, anche se, esclusi un paio di rari casi in cui l’hater era particolarmente insistente, ho imparato a fare dell’ironia su quello che mi viene detto. L’adolescenza, come detto sopra, è stato un ottimo campo d’addestramento.

Una città, una canzone, un libro e un artista che ami particolarmente?
Amo il Messico in generale e Guadalajara forse è la città che mi porto nel cuore. Ci vado almeno una volta all’anno come ospite di un Concomic e adoro tutto: dai paesaggi al cibo, e sopratutto la gente, che amo follemente! Non ho un libro preferito in assoluto, ma nella mia top 5 ci sono sicuramente Soffocare e Invisible monster di Palahniuk, e Me parlare bello un giorno di David Sedassi. Come artista sicuramente Saturno Buttò per cui ho avuto il piacere di posare qualche anno fa. Amo le sue opere.

Riae by Roberto Demaria
Riae by Roberto Demaria

So che a settembre sarai alla convention di Londra: è la prima volta?
Sono stata alla London Tattoo Convention qualche anno fa, ma come visitatrice, per farmi tatuare il collo da Ryan Mason. Quando mi è stato chiesto di partecipare con il mio stand non ci potevo credere perché è sempre stato uno dei miei sogni! Le modelle che sono la mia fonte d’ispirazione, come Vanessa Lake e Sabina Kelly, sono state spesso ospiti alla convention di Londra.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per ora poso ancora, anche se mi sto concentrando molto su lavori di qualità da pubblicare sulla mia pagina Patreon. Ovviamente continuo a fare set per le SuicideGirl… Anche se comincio a sentirmi la nonna delle nuove arrivate… Ma mi diverto ancora molto a posare e interagire sul sito! Spero di poter far crescere il mio canale YouTube, perché mi da molta soddisfazione: mi ha aiutato a vincere la timidezza e l’odio verso la mia voce poco sensuale. Vorrei riuscire finalmente a lanciare una mia linea di abbigliamento. Dopo aver cominciato l’anno scorso con i costumi da bagno, vorrei tentare con qualcosa di più impegnativo.

C’è qualcosa che vuoi aggiungere prima di salutarci?
Vorrei ringraziarvi tantissimo per l’opportunità che mi avete dato e ci vediamo alla convention di Londra!

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