Plus One: Guardami i tatuaggi!

La giovane pop-punk band sanremese si confida tramite il loro cantante Paolo Correnti: «Nei miei tattoo ci sono gli amici, ma anche le mucche e gli alieni…»

Se possedete un televisore probabilmente, tra breve, sentirete e vedrete i Plus One molto più spesso di quel che potete immaginare. Al momento vorremmo dirvi di più, ma sfortunatamente non possiamo. Perciò passiamo subito la parola a Paolo Correnti, il cantante, affinché ci presenti meglio sia il gruppo ligure (in azione dal 2011) che il suo amore già bello preponderante per inchiostro ed affini.

Partiamo dalle cose essenziali: i Plus One sono una band tatuata al 50%, vero? Nel senso che tu e Fabrizio (basso) la sapete lunga in materia mentre Wally (chitarra) e Boda (batteria) mi sembrano ancora totalmente “clean”…
No, in realtà siamo tatuati tutti e quattro; solo che Wally e Boda possiedono dei tattoo talmente brutti che preferiscono coprirli e non mostrarli in pubblico! (ride)

Plus One, foto di Ilaria Sasso
Plus One, foto di Ilaria Sasso

Hai appena 25 anni: come hai scoperto la tattoo culture?
Beh, fin da piccolo ho ascoltato band americane tipo Blink-182, Green Day e All Time Low, ovvero musicisti rock molto legati all’universo tatuato. Da lì non mi ci è voluto granché per appassionarmi in tal senso.

Mi puoi illustrare i soggetti dominanti della tua manica destra e sinistra?
Parto dal braccio destro: lì ho una vasta rappresentazione aliena visto che sono un grande appassionato di fantascienza. Sul sinistro, invece, ho preferito raggruppare le cose importanti della mia vita: la famiglia, la musica, l’amicizia. Tutto qui.

Parliamo appunto di quel disco volante (con tanto di raggio laser) che hai sul braccio destro: è forse un tributo in incognito ai Foo Fighters?
No, nessun riferimento al gruppo di Dave Grohl. Come ti ho detto poco fa, mi intrigano i misteri dello spazio e così ho voluto tatuarmi un UFO che rapisce una mucca! (ride)

Seguiresti mai l’esempio del tuo bassista Fabrizio tatuandoti in zone visibili come il collo o le mani?
Personalmente il collo non mi dice granché, a differenza delle mani. Anzi, penso proprio che i miei prossimi tattoo andranno a finire da quelle parti. E comunque Fab sta molto bene col collo tatuato mentre, se si parla di me, soprassediamo pure! (sghignazza)

Plus One, foto di Ilaria Sasso
Plus One, foto di Ilaria Sasso

Nei tuoi testi (tipo quello del singolo ‘Guardami’) esce fuori una tua netta presa di posizione sociale visto che in quel brano parli della piaga del razzismo. Va così anche per i tatuaggi? Ti tatui per piacere personale o per dire qualcosa in più di te?
Io penso semplicemente che il tatuaggio sia uno stile di vita e non deve mai diventare qualcosa che si fa giusto per apparire. Il tattoo deve far parte di te, rappresentarti in qualche maniera, punto. Da questo punto di vista io ho tatuato solo cose ed argomenti che in qualche maniera mi hanno segnato.

Vuoi farmi un esempio in particolare visto che per ora abbiamo parlato esclusivamente di mucche ed extraterrestri?
Beh, ho due rondini sul braccio sinistro: una rappresenta me stesso mentre l’altra un amico che purtroppo ora non c’è più. Tra tutti è quello il mio pezzo più importante e vissuto.

Plus One, foto di Ilaria Sasso
Plus One, foto di Ilaria Sasso

Chi è il tuo tatuatore di fiducia?
Io resto molto affezionato, oltreché fedelissimo, a Igor Tattoo di Sanremo, artista con cui ho iniziato a tatuarmi crescendo di volta in volta (N.B.: il vero nome di “Igor” è Gustavo David Petrone, trasferitosi in Liguria da Buenos Aires, ma di chiare origini italiane).

State già lavorando al vostro album di debutto?
Sì, stiamo ultimando il nostro primo disco che speriamo esca ad ottobre. Al momento ci dilettiamo con i concerti: scalette brevi, dieci pezzi nostri più qualche cover di gruppi tipo gli immancabili Green Day o Blink-182. E il pubblico gradisce.

Ultima domanda: hai già letto l’autobiografia punk dei NOFX scritta in collaborazione con Jeff Alulis? Per me, sebbene molto cupa ed esplicita, si tratta del libro rock dell’estate 2017…
No, purtroppo ancora no. Ma è finalmente uscita in lingua italiana? Ok, allora quando arrivo a casa la ordino subito per posta!

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