MadMan, trafficante di stile

In attesa del suo tour europeo in compagnia di Gemitaiz e Priestess, abbiamo chiesto al rapper di ‘Doppelganger’ del suo amore per lo stile geometrico e per il traditional.

Rapper ormai amatissimo dai giovanissimi e fautore col collega capitolino Gemitaiz di concerti sempre gremiti di pubblico, MadMan (al secolo Pierfrancesco Botrugno) sta attualmente lavorando al seguito del suo ultimo album ‘Doppelganger’ che, nel 2015, arrivò primo nella classifica italiana dei dischi più venduti.

Nel frattempo spende il suo tempo libero assieme alla tatuatissima fidanzata Felisja Fishball (leggi la sua intervista e vedere la sua gallery) e – professionalmente parlando – si concede la soddisfazione di un breve tour europeo (trovate le date qui sotto) in compagnia sempre di Gemitaiz e Priestess, uno dei nomi più caldi dell’hip hop femminile. Con noi, invece, ha parlato esclusivamente di inchiostro e della sua grande amicizia con un certo Marco Galdo. A lui, finalmente, il microfono.

MadMan
MadMan

MadMan, come comincia la tua relazione coi tattoo?
Li scopro nel 2010, attorno ai 22 anni. Nel frattempo, però, la passione si è scatenata irrefrenabile e ora non potrei più farne a meno.

Ora che ne hai quasi trenta di anni (li compirai nel 2018) come ti rapporti a quest’arte?
Con una certa consapevolezza di ciò che sto facendo. Forse il tatuaggio ha perso da anni il suo potere trasgressivo, ma fortunatamente continua a raccontare una sua storia. D’altronde non è tanto quello che ti tatui, ma con quanta sincerità ti approcci alla tattoo art. Il segreto, per me, sta tutto lì.

Cosa intendi quando parli di “approccio”?
Mi basta che un tattoo sia fatto bene e che rappresenti qualcosa di tuo. Sai, i tatuaggi sono semplicemente dei ‘vestiti’. Molta gente al giorno d’oggi si atteggia da rapper, con la felpa giusta ed il cappellino da baseball, senza però essere ‘rimatore’ nel profondo. Per i tattoo vale la stessa cosa: bisogna saperli indossare!

MadMan
MadMan

Tu vieni da Grottaglie, in provincia di Taranto. La Puglia ha influito nella tua erudizione in materia d’inchiostro?
Mah, fai conto che io ho vissuto dieci anni a Grottaglie, dieci in un altro comune pugliese e poi sette a Roma. Non ne farei un discorso puramente geografico perché io apprendo sempre dove la vita mi conduce. Nella Capitale ho conosciuto Alex Ciliegia di Fronte del Porto Tattoo e mi si è aperto come un mondo nella cultura del Traditional. Poi sono venuto a Milano, grazie al contratto siglato con Tanta Roba, e lì ho avuto modo di confrontarmi con Marco Galdo di Trafficanti d’Arte. Bang! Altro innamoramento folle di uno stile che ancora non conoscevo.

Parli del Geometrico che sfoggi sul tuo braccio destro?
Esatto. La vedi questa sequenza di cerchi, esagoni e cerchi dentro altri esagoni che mi sale per la manica? Tutta opera di Marco. Quella di Galdo è una tecnica unica: fonde Tribale Moderno e Geometrico e ci ricava tatuaggi sempre nuovi ed avvincenti. E poi vedessi quanta precisione ci mette nel suo lavoro! Di lui apprezzo anche l’approccio umano: fa tanto brainstorming e conoscenza del ‘cliente’ prima di prendere in mano la macchinetta. E questo lo rende un artista davvero rispettoso della sua arte.

MadMan
MadMan

Se dovessi associarlo a un rapper che ti piace…
Beh, Marco è un po’ l’equivalente di Tech N9ne, un artista del Missouri il cui flow è davvero ricercato e ‘matematico’. Cercalo in rete: i suoi dischi sono tutti delle bombe!

Sulla tua manica sinistra trionfa il Traditional in un mix di passato (un vecchio faro marinaresco) abbinato al futuro (il disco volante). Che ne pensi?
Si tratta di una cosa voluta, puro ‘Doppelganger’ giusto per citare il titolo del mio ultimo disco. (sorride) Il faro è stato uno dei primi tattoo in assoluto ed ho scelto quel soggetto perché continuo a ritenermi un tipo abbastanza solitario, uno che ama starsene per conto suo. Il contrasto è dato dalla presenza di elementi moderni come la cabina da videogame anni ’80 (o lo stesso disco volante) perché è dalle associazioni inaspettate che spesso nasce la creatività. Il buon rap, per esempio, dovrebbe essere fatto così: un miscuglio di antico e moderno. Tecniche della Golden Age mischiate a produzioni sonore più contemporanee.

MadMan
MadMan

Ultima domanda: perché quella provetta di sangue aperta sempre sul tuo braccio sinistro?
Perché in Puglia si usa il detto ‘Caccià lu sangue’, gettare sangue, per guadagnarsi le cose. Vuoi ottenere un certo tipo di risultato in grado di migliorarti la vita? Bene, allora preparati a soffrire!

Le date del tour “Tanta Roba 2017” featuring Gemitaiz&MadMan + Priestess
28 novembre – Londra (93 Feet East)
29 novembre – Parigi (L’Alimentation Generale)
30 novembre – Barcellona (Boveda)
1 dicembre – Dublino (The Grand Social)
2 dicembre – Amsterdam (Sugar Factory)
3 dicembre – Berlino (Privat Club)

Photo credits by Tanta Roba/Universal.

Total
1
Shares