Luca Andrè: il tattoo servito in tavola

Abbiamo chiesto ad uno degli chef vegani più apprezzati d’Italia di inventare una ricetta dedicata alla tattoo art. E lui ci ha suggerito questo piatto…

Luca André è il rinomato chef del Soul Kitchen di Torino, ristorante specializzato in Vegan & Raw Food. Detto in parole povere: Luca ama spudoratamente la cucina ma, nei suoi piatti, non adopera ingredienti a base di carne, uova e latte. Vegetariano prima e vegano poi, questo creativo tra i fornelli inseguito dai media stranieri (ha rilasciato interviste anche per la BBC) è in primis un enorme appassionato di tatuaggi. E il perché ce lo spiega lui: «Facile: io vengo dalla scena hardcore brianzola, a Torino ci sono venuto a vivere dopo. E quando da ragazzino sei immerso in movimenti leggendari come quello della Youth Crew, è quasi scontato avere come punti di riferimenti uno stile di vita etico, ma anche la devozione verso i tattoo.».

Luca Andrè
Luca Andrè

I suoi stili (su pelle, non in cucina!) spaziano dal Giapponese sul braccio destro («Ci ho impresso i quattro elementi naturali: terra, aria, fuoco e acqua.») al classico sinistro infarcito di traditional/old school e richiami ovviamente allo stesso hardcore. Poi c’è un lettering che gli passa attorno al collo modello collana. Una frase davvero particolare. «È in inglese e tradotta significa: ‘Contro la tua debole fiamma splende il mio sole ardente.’. Si tratta del verso di una canzone di un gruppo HC – gli Absence – da cui sarebbero poi sorti i Destroy Babilon, band nella quale ho suonato anche io. Sai, gli Absence, con la loro filosofia vegan/straight edge, sono stati importantissimi per la mia formazione. E poi io sono sempre andato pazzo per quel suono tipo Victory Records e per band tipo gli Shelter o gli Earth Crisis.».

Nella lista dei tatuatori che hanno rappresentato tanto per lui e che lo hanno marchiato a dovere, Luca include sicuramente Stizzo (suo grande amico da una vita), Hefrem, Manoel Neto detto Maneko (un tattoo artist brasiliano) e Big Henry che «ultimamente ha lavorato a Londra.». Nomi di comprovato rispetto.

Mentre per quanto riguarda il connubio mondo dei tatuaggi-cucina vegana la ricetta che si inventa sul momento per il nostro blog ha sia del sorprendente che del goloso.

Lasciamo a questo punto che ce la illustri lui stesso (la potete vedere raffigurata anche all’interno di questo articolo).

«Ok, io avrei pensato ad un panino gourmet in modo da poter unire tutte le passioni che porto su pelle. Dunque un bel pane al carbone vegetale, nero, che fa molto hardcore! (ride) Però, allo stesso tempo, impastato con dell’olio di sesamo perché pure la componente giapponese è importante. Il contenuto? Beh, tanti ingredienti colorati visto che il tatuaggio è anche esplosione di cromatismi. Io lo guarnirei con cime di rapa, un medaglione di seitan, una cipolla caramellata e un cremoso alla senape. Con tante chip americane di contorno. Europa, Stati Uniti e Asia: i tre luoghi per eccellenza della tattoo art.». C’è poco da aggiungere: buon appetito a tutti!
credito delle foto: GIORGIO VIOLINO

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