Levante: tatuaggi stupefacenti…

Il 23 maggio scorso ha compiuto i suoi primi trent’anni. E presto la vedrete come giudice ad X Factor. Inquadriamola meglio a livello di inchiostro, con questa intervista, pubblicata qualche tempo fa sul nostro magazine italiano.

La bella Levante (al secolo Claudia Lagona) sembra davvero inarrestabile e questo 2017 potrebbe decisamente essere il suo anno. Dopo l’uscita del suo terzo album (‘Nel Caos di Stanze Stupefacenti’) e la pubblicazione del suo primo romanzo per Rizzoli (‘Se non ti vedo non esisti’), è recentissima anche la notizia della sua futura partecipazione alla nuova stagione, l’undicesima, di X Factor in qualità di giurata assieme a Mara Maionchi, Fedez (un altro che di tattoo se ne intende) e Manuel Agnelli.

Tanti impegni gratificanti quelli della neo-trentenne cantautrice catanese con base operativa a Torino (ai primi di giugno parte anche il suo nuovo tour estivo. Vedi le date in fondo all’articolo); eppure ecco cosa ci ha raccontato, qualche tempo fa, in relazione al suo amore per inchiostro e tattoo art.

Levante | Tattoo Italia
Levante | Tattoo Italia

Levante, a quando risale il tuo primo tatuaggio?
È apparso tardi, attorno ai 25 anni, perché mi piace fare le cose per tempo. Meditandole a lungo. L’infatuazione, però, me la portavo dietro fin da quand’ero ragazzina. All’epoca, da buona siciliana, mi sarebbe piaciuto tatuarmi sulla schiena il simbolo della Trinacria (il nome greco della Sicilia, Ndr), un tattoo un po’ scontato visto che dalle mie parti ce l’hanno un po’ tutti. Ma ho preferito evitare.

Cosa scegliesti per rompere il ghiaccio?
Questo (mi mostra il fianco destro dove compaiono i quattro semi delle carte da gioco, Ndr). Si tratta di una citazione estrapolata da ‘Come quando fuori piove’, un brano incluso nel mio primo album ‘Manuale Distruzione’ uscito nel 2014. A quei tempi stavo crescendo, sentivo che dentro di me stava cambiando qualcosa ed allora mi sono decisa ad imprimere questo tipo mood sulla mia pelle.

Il tuo stile dominante mi pare propenda verso il Traditional d’impronta new school.
Sì, diciamo che il Giapponese non è proprio il mio forte! E quindi ben vengano l’elefante con la proboscide all’insù, la tigre feroce, la donna-gipsy con tanto di tatuaggio rebus…

Levante, credits Fabrizio Fenucci
Levante, credits Fabrizio Fenucci

Partiamo dall’elefante: non si tratta del solito Ganesh, vero?
No, quell’animale è il simbolo di Catania, la mia città, e compare pure sulle magliette della nostra squadra di calcio. Scelsi di farmelo tatuare come simbolo-portafortuna in vista di una tournée assieme a Max Gazzè che poi andò benissimo (Gazzè compare anche in ‘Pezzo di me’, un brano di ‘Nel Caos…’, Ndr). All’interno del braccio, invece, ho una tigre che denota forza e fierezza, esattamente come vorrei essere io nella vita di tutti i giorni. Entrambi questi pezzi sono stati realizzata da Giuseppe Presta, un mio tatuatore di riferimento.

Il “tattoo rebus” invece…?
Di quello se n’è occupato Gaia Pisani dell’Hard Times Tattoo di Torino. In pratica la donna-gipsy è avvolta da un rosario (il nome di mio papà era proprio Rosario) che termina in una chiave sormontata da una ‘R’, ovvero un altro riferimento al mio caro genitore. Ed infine c’è quella frase in latino ‘Ad aspera per astra’ che significa ‘Attraverso le difficoltà fino alle stelle’. Una filosofia che sento totalmente mia.

Mi sembri una a cui piaccia decorarsi le braccia, giusto?
Sì, dentro di me è rimasta quest’indole di bambina terribile che adora pasticciarsi il corpo con colori e pennarelli. Le braccia, d’altronde, servono per tante cose: per amare, per suonare, per abbracciare, per uccidere. E per far passare messaggi che spero siano sempre intelligenti.

‘Abbi Cura di Te’, il titolo del tuo secondo disco uscito nel 2015, te lo sei tatuato addirittura sul polso sinistro.
Sì, quel piccolo lettering fa il paio con un piccolo segno ‘+’ che porto invece impresso sul polso destro, a ricordo di una vecchia storia d’amore. Per quel che riguarda ‘Abbi Cura di Te’, adoro il significato di quella frase: mi comunica un senso di protezione verso noi stessi. Preservare la nostra dignità è qualcosa di basilare in ogni essere umano.

Insomma, sei parecchio sensibile nei confronti dei lettering e delle citazioni.
La comunicazione è importante per chi fa musica. Ed io, giusto per farti un esempio supremo, vado pazza per la dialettica di Bob Dylan. Nel 1978 scrisse una bellissima canzone intitolata ‘Where are you tonight? (Journey through dark heat)’. La conosci, per caso?

Certamente. Sta nel fantastico ‘Street Legal’, uno dei suoi album più sottovalutati…
Esatto. E all’interno di quel brano ci sta un verso struggente che fa: ‘If you don’t believe there’s a price for this sweet paradise/ Remind me to show you the scars’. Che più o meno potremmo tradurre così: ‘E se pensi che non ci sia un prezzo per questo dolce paradiso/ ricordami di mostrarti le cicatrici’. Un frase che ti leva il fiato da quanto è ben scritta, ma come lettering da farsi tatuare forse è un po’ troppo lunga!

Levante, copertina nuovo album
Levante, copertina nuovo album
Le date del tour estivo di Levante:
03/06/17Pordenone – Pop Festival
09/06/17Pisa – Metarock
30/06/17Civitella Del Tronto – Onirico Festival
21/07/17Igea Marina – Fertival Sullasabbia
22/07/17Collegno – Flowers Festival
04/08/17Lamezia Terme – Color Fest
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