Eva Pevarello alla corte di Vedder

La cantautrice (e tatuatrice) lanciata da X Factor sarà il 24 giugno al Firenze Rocks. Con lei sul palco pure Glen Hansard, Samuel e la voce dei Pearl Jam.

Sull’onda della recente notizia che vedrà Eva Pevarello ospite del concerto fiorentino di Eddie Vedder (nell’ambito della seconda giornata di Firenze Rocks in programma il prossimo 24 giugno), siamo andati a riscoprire questa intervista concessaci dall’artista originaria di Thiene, nei pressi di Vicenza, giusto qualche mese fa. Un modo necessario per festeggiare una bella esperienza musicale (ci sarà anche un po’ di Italia sul palco del leader dei Pearl Jam, qui in versione solista), ma anche per conoscere meglio una grande appassionata di inchiostro che di mestiere, quando le tempistiche glielo concedono, continua a fare la tatuatrice professionista. Nonostante la musica, ultimamente, abbia la precedenza. La parola passa ad Eva.

Come cantante ti abbiamo già conosciuto in televisione ad X Factor e in occasione dei concerti primaverili di Carmen Consoli dove le hai fatto da supporter. Ci dici qualcosa di più invece sul tuo ruolo di tatuatrice?
«Beh, ho iniziato la mia carriera il primo gennaio 2016 al Sacrum Cor di Zanè nei pressi di Vicenza. Quella è stata la svolta: la realizzazione di un sogno dopo un necessario periodo di apprendistato. Ragion per cui vorrei dire grazie in primis al mio boss Cristian Todesco (specializzato in tattoo orientali) e ad Albachiara Livieri (maestra dello stile Realistico). Poi ci sono io che mi destreggio tra Traditional e Old School, ma ne ho ancora di strada da fare ed esperienza da accumulare.»

Raccontami dei tuoi primi tatuaggi in assoluto: quello che ti sei fatta fare e quello che tu hai impresso su della pelle altrui.
«Nel primo caso preferirei soprassedere! (ridacchia) Nel senso che ho una brutta stella nera sulla schiena che non ho mai coperto solo perché sta vicino ad un altro tattoo a cui tengo molto, vale a dire i nomi dei miei genitori e di mia nonna. Per quel che riguarda la mia creazione personale invece il discorso cambia. Ho avuto il privilegio di tatuare questo soggetto Traditional (una falena che sbuca da una valigia spalancata) su di una ragazza che si è fidata ciecamente di me. E ti posso assicurare che la soddisfazione è stata enorme.»

Eva Pevarello, photo by Andrea Mododorico Ghigliazza
Eva Pevarello, photo by Andrea Mododorico Ghigliazza

Torniamo ai tuoi tatuaggi: pensi che abbiano un “significato” esattamente come le tue canzoni?
«Se hanno un significato, per me risiede nel fatto che – simbologie a parte – mi è sempre piaciuta l’idea di avere sul mio corpo dei piccoli pezzi d’arte. Pezzi che, oltretutto, mi fanno stare bene e in sintonia con me stessa.»

Cosa porti scritto appena sotto la spalla sinistra?
«Si tratta di una domanda in inglese. Tradotta in italiano fa così: “Se tu dovessi vivere per sempre, alla fine per cosa vivresti?”. Un grande quesito esistenziale, no?»

E la risposta sarebbe…?
«Quella la lascio agli altri tatuaggi delle mie braccia: un grammofono, una macchinetta per tatuare, una coppia che sta assieme da tanti anni (esattamente come i miei genitori), un tirapugni a forma di cuore ecc. La risposta, in pratica, è sempre l’amore. L’amore verso la vita e per le proprie passioni.»

Musicalmente sei molto eclettica; mentre per quel che riguarda l’inchiostro ti vedo un po’ fissata sul Traditional, vero?
«In realtà ho un tatuaggio orientale sul fianco: un teschio circondato da due peonie e con un serpente che fuoriesce dalla sua bocca. Me l’ha fatto Cristian (Todesco, Ndr) e – a parte i lettering – è l’unica eccezione ad uno stile Old School che mi rappresenta alla perfezione.»

Maestri ne hai avuti nel campo della tattoo art?
«Gli Incubus! Conosci quel gruppo americano? (ride) Scherzo, in realtà loro mi hanno fornito la citazione di ‘Make Yourself’ (titolo di un loro fortunato album del 1999, Ndr), ossia la frase che la macchinetta ad aghi tatuata sul mio braccio destro sta imprimendo sulla mia pelle. ‘Make yourself’ vale a dire ‘Realizzati da sola’. Nel senso che sono sempre stata autodidatta in tutto ciò che ho imparato. Diverso, però, è il discorso sui miei tatuatori prediletti.»

Fammi qualche nome e sei libera dalla mia intervista.
«Qui la lista è nobile visto che apprezzo ovviamente la bravura di Cristian Todesco, di Francesco Garbuggino del Ink ’n’ Roll Tattoo di Genova, di Davide ‘Dap’ Pitteri dello Skingdom Tattoo Shop di Treviso e di Arianna Settembrino, vale a dire la grande Miss Arianna che tatua allo Skinwear di Rimini. Tra gli stranieri invece apprezzo la classe New School del catalano Toni Donaire. Tutti grandi artisti, in definitiva.»

Il programma completo di Firenze Rocks:
Venerdì 23 giugno – Aerosmith; Placebo; Deaf Havana; Jack Lukeman
Sabato 24 giugno – Eddie Vedder; Samuel; Glen Hansard; Eva Pevarello
Domenica 25 giugno – System Of A Down; Prophets Of Rage; Don Broco; Mallori Knox
Total
9
Shares