Elia Landi: nel rispetto della tradizione

Andrò dritta al punto, Elia Landi è secondo me una delle nuove leve del tatuaggio italiano. Nei suoi pensieri troverete la giusta dose di curiosità, entusiasmo e rispetto per chi prima di lui ha provato amore per questa arte, per questo mestiere.

Come ti sei avvicinato al tatuaggio?
Quando avevo 17/18 anni ho iniziato a disegnare tatuaggi per i miei amici, e studiando i vari stili, mi sono appassionato in modo particolare al tatuaggio tradizionale giapponese. Da lì è iniziato tutto.

Raccontami il tuo percorso, da apprendista fino a oggi.
Il mio “vortice” – così mi piace definirlo – è iniziato all’età di 19 anni, tatuando tra le mura di casa di mia nonna, a Faenza… Una situazione estremamente affascinante. In seguito ho avuto l’opportunità di fare un apprendistato allo Skinwear Tattoo di Rimini per due anni (Marlen, Mauro e Arianna mi hanno insegnato davvero molto). Dopo Rimini ho deciso di avvicinarmi a casa e di affiancare Michele Ianni nel suo studio, l’Old Memories di Lugo, per altri due anni. Infine quest’anno ho aperto il Binzuru, il mio personale studio privato a Faenza.

Elia Landi, Binzuru Tattoo Shop, Faenza (Ravenna)
Elia Landi, Binzuru Tattoo Shop, Faenza (Ravenna)

Il primo tatuaggio da chi te lo eri fatto fare? E il più recente?
Il primo tatuaggio me lo sono fatto fare a 18 anni, da un amico a casa sua, mentre l’ultimo tatuaggio me l’ha fatto Dane Mancini all’Inkamatic di Trieste.

So che hai da poco aperto uno studio a Faenza! Scelta coraggiosa e sicuramente fatta con il cuore! Parlamene un po’…
Binzuru è nato per poter avere uno spazio mio, anche un po’ nascosto, che mi rappresentasse appieno sotto vari aspetti professionali e umani del tatuaggio. Il risultato è stato un piccolo studio privato, in un angolo appartato nel centro storico di Faenza. Qui ho a disposizione tutto il tempo e la tranquillità che meritano questo mestiere e i ragazzi che vengono a tatuarsi.

Quali sono i valori che secondo te dovrebbero essere alla base di questo mestiere?
Rispetto, consapevolezza, umiltà e calma.

Come descriveresti i tuoi lavori?
Faccio fatica a classificare i miei lavori, dato che prendo spunto da tantissime correnti diverse. Sicuramente cerco di mantenere sempre l’aspetto tradizionale del tatuaggio, ovvero di non stravolgere troppo le sue vere origini.

Quanto è importante la solidità di un disegno perché sia visibile e ancora potente negli anni?
È la base del tatuaggio, perché è tutto ciò che lo rende perpetuo nel tempo. Secondo me la formula magica è: una linea decisa, una buona percentuale di nero e una stesura piatta dei colori.

Da giovane artista quale sei, quanto è importante confrontarsi con i colleghi, viaggiare e fare guest spot?
Ritengo sia importantissimo per una crescita personale e professionale. Penso di aver imparato viaggiando almeno il 70% delle cose che so.

E soprattutto qualsiasi persona, nel bene o nel male, ha qualcosa da insegnare… Quindi perché non viaggiare e conoscere?!

Quali sono i tuoi punti di riferimento? E d’ispirazione?
Diciamo che oltre a tutto il mondo del tatuaggio, dove ci sono centinaia di tatuatori che stimo e che seguo, è tutto d’ispirazione per me. Dalla pittura ai graffiti, fino alla musica.. Insomma, tutto (ndr sorride).

I tuoi tatuatori preferiti?
Più che preferiti mi piace parlare di tatuatori che mi hanno influenzato nella mia crescita personale e lavorativa nel corso di questi anni. Sicuramente Mauro Tampieri, Dane Mancini, Giacomo 6dita, Crez, El Carlo, Marlen McKey, Arianna Settembrino, Alessandro Lemme, Bobeus, il Gallo, Koji, Om Kantor e Luca Ortis.

Elia Landi, Binzuru Tattoo Shop, Faenza (Ravenna)

 

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