Deborah Masini: prima di partire per un lungo viaggio

Si fa chiamare Gipsy Deb. E quel “gipsy” sottintende una voglia viscerale di tatuaggi ed avventura nel mare della vita. Conosciamola meglio…

Deborah, mi chiedevo quale passione nasca per prima in te: essere una suicide girl o l’amore per la tattoo art?
Senz’altro la seconda che mi ha sempre portato alla ricerca di artisti, sketch e tipologie di tatuaggi. Poi nel tempo ho trovato un mio stile personale e ho affinato il gusto riguardo agli stessi tattoo. Questo mood mi ha portato ad imbattermi nelle Suicide Girls ed essendo un’amante della bellezza femminile non potevo che interessarmi sempre di più. Provando a mia volta a posare… (sorride)

Mi sveli perché la tua manica sinistra (tra squaw, piume, amuleti, fiori selvatici e bisonti) è così tanto ispirata dai nativi americani?
Perché adoro la loro cultura e quanto questi popoli siano tuttora legati agli elementi della natura, agli animali e allo scorrere delle stagioni. Una caratteristica che appartiene decisamente anche a me.

Sul braccio destro, invece, sfoggi una iena parecchio aggressiva…
E tutto ciò nonostante io mi ritenga una persona molto dolce. (riflette) Sai, la iena femmina è molto più corpulenta del maschio. In pratica è un simbolo di superiorità femminile. Nel senso che anche a me capita di attraversare dei periodi della vita in cui mi sento potente e pure un po’ sbruffona nei confronti degli uomini.

Perché una piccola àncora traditional appena sopra il tuo polso destro? Amante del mare e dell’avventura, forse?
Esatto! Oh, finalmente ho trovato qualcuno in grado di attribuirgli il significato a cui avevo pensato in origine… (sorride)

Di solito, invece, cosa ti dicono?
Molti la riconducono all’attaccamento della famiglia, alle radici. Beh, per me vuol dire l’esatto opposto! (ride) Dentro di me mi sento una specie di marinaio perché amo l’avventura, sperimentare le cose e girare spesso da sola. E poi adoro concludere il viaggio per tornare in un porto sicuro. Ovvero casa mia.

Mi sveli la lista dei tuoi tatuatori preferiti?
Tra tutti direi Davide Giacobazzi del Old Pic Tattoo di Ubersetto di Formigine vicino a Modena. A lui ho riservato dei lavori parecchio difficili. Poi Luca Pugno del No More Pain Tattoo Studio di Peschiera Del Garda. Luca mi ha fatto la iena di cui parlavamo prima oltreché un artista in grado d’infonderti sicurezza.

Ne resta ancora uno, giusto?
Già, Guizzo del Lauro Tattoo di Modena che ha realizzato su di me l’acchiappasogni e l’àncora. Sai, nonostante quelli fossero i miei primi tattoo ed io avessi ancora le idee confuse riguardo allo stile che stavo cercando, Guizzo ha compreso subito cosa volessi. Un grande!

Ti ci vedi tatuata anche in altre zone del corpo oppure il tuo sex appeal preferisci sfoggiarlo esclusivamente nelle parti alte?
Beh, ora come ora ho in mente di tatuarmi ancora. Sicuramente le gambe, anche se devo rifletterci su… Nelle parti basse ho una farfalla all’altezza della caviglia sinistra. Quello è stato uno dei miei primi tattoo in assoluto: avrò avuto sì e no quindici anni.

Parliamo delle tue imprese al di fuori della tattoo art. Tipo la tua partecipazione al videoclip del rapper (vistosamente tatuato a sua volta) Rumbest Erre.
Rumbest ed io ci siamo conosciuti attraverso il regista Samuele Dalò che poi si è occupato delle riprese. Girare quel video è stato molto divertente anche perché con le altre due modelle (Sara Simonucci e Yle Beverly) si è creata fin da subito una bella atmosfera e complicità.

Posso farti un’ultima domanda d’estrazione “poetica”?
Forse ho capito cosa stai per chiedermi! Parli di Dante Alighieri, vero? (scoppia a ridere)

Esatto. Quella sua poesia stilnovista finita su una tua certa parte anatomica…
Sono molto orgogliosa di aver contribuito alla realizzazione di questo progetto di Anthony De Luca – uno che stimo come artista e fotografo – intitolato “Poesie sui Culi”. Anch’io, come tutte le altre modelle coinvolte, non avevo visto nulla prima della pubblicazione on line. In pratica quel video di Anthony ha avuto migliaia di condivisioni. E sui social è pure diventato un post virale. Fantastico, no?

Deborah Masini, foto by Andrea Mododorico Ghigliazza (www.mododorico.com) | Tattoo Life
Deborah Masini, foto by Andrea Mododorico Ghigliazza (www.mododorico.com) | Tattoo Life
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