Carolina Avalle, alle radici del “Caos”

Abbiamo discusso di inchiostro e “réalisme avantgarde” in compagnia della titolare (assieme al compagno Stefano Galati) del Royale Ink di Voghera

Carolina Avalle detta “Caos” è uno dei nomi caldi del tatuaggio italiano. Spesso premiata alle varie convention a cui partecipa per la ricercatezza realistica delle sue opere, lavora alacremente assieme a Stefano Galati (la sua dolce metà) al Royale Ink di Voghera. Qui la abbiamo intercettata. E questa è la sua storia fatta di passione e, soprattutto, perseveranza.

Carolina Caos Avalle, Royale Ink Tattoo, Voghera, Italy
Carolina Caos Avalle, Royale Ink Tattoo, Voghera, Italy

Partiamo da quel soprannome, “Caos”, per capire qualcosa in più su di te…
Beh, la parola “caos” rappresenta esattamente la mia natura interiore. Sai, sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli e pronta a reinventarmi; lunatica; indecisa; dubbiosa di me stessa. D’altronde mi piace mescolare stili differenti fino all’esasperazione. Prendilo come un caos di idee ed emozioni che in qualche modo trovano ordine nei miei tatuaggi .

Cosa ti porta al Royale Ink di Voghera? Vale a dire il tuo regno, ma anche quello del tuo compagno Stefano Galati. Anche lui, a sua volta, tatuatore.
Il Royale Ink nasce da due persone che sette anni fa si sono trovate. Io mi ero appena laureata in Illustrazione e Animazione Multimediale all’Istituto Europeo di Design di Milano e, all’epoca, facevo vari lavori creativi, tutti al di fuori del tatuaggio. Due mesi dopo il nostro incontro, mi sono trasferita da Stefano: diciamo che è stata un po’ un’avventura! (ride) Abitavamo in un vecchio cascinale senza tante comodità e si viveva davvero alla giornata, senza troppe pretese. Royale Ink nasce appunto da quella casa che in gergo veniva chiamata “cascina royale”.

Da lì, professionalmente parlando, cos’è successo?
Prima di tutto abbiamo deciso di mantenere quel nome che, ok, a occhi esterni può pure sembrare altezzoso ed egocentrico, ma in realtà nasce dal “basso” e dalla semplicità. Abbiamo imparato da autodidatti (nessuno studio voleva prenderci come apprendisti) e ci siamo dati da fare con non poca fatica. Sfruttavamo le varie convention per “rubare” con gli occhi e apprendere il più possibile…

Nella vita si dice “mai mischiare affetti ed affari”, ma voi vi imponete come un’eccezione alla regola. Che ne pensi?
Questo percorso l’abbiamo iniziato in coppia. Praticamente Stefano ed io tatuiamo da quando stiamo insieme! (ride) Quindi è diventata la nostra quotidianità, il nostro mondo e – se mi passi il termine – anche il nostro “gioco”. Allo stesso tempo ci ritagliamo anche i nostri momenti privati. Ci piace viaggiare e, in quel caso, ci allontaniamo veramente da tutto e da tutti.

Per quanto riguarda il tuo stile parli di “réalisme avantgarde tattoo”. Mi sembra una bella presa di posizione, no?
Guarda, in principio non avrei mai voluto dare ad esso un nome perché io – come ti ho già detto – mi sento in continuo cambiamento/evoluzione. Però visto che mi è stato chiesto… (sorride) Su di una cosa, però, ero arci-sicura: il mio amore per il disegno realistico, per l’illustrazione, i cartoni animati, la grafica e la pittura.

In questo momento, analizzando attentamente ciò che faccio, penso che la parola réalisme-avantgarde sia perfetta e allo stesso tempo non imponga limiti.

Come si sviluppa un tuo tatuaggio? Un cliente viene da te proponendoti un Realistico su Jimi Hendrix (tanto per citare un tattoo su cui hai lavorato) e tu ci sviluppi attorno una storia, una “atmosfera”?
Quando qualcuno viene da me, cerco di fargli accantonare solo per un momento il soggetto e gli domando le motivazioni che l’hanno portato verso una determinata scelta. In questo modo riesco a approfondire qualcosa di più sulla sua vita e cerco di raccontare la sua storia attraverso il tatuaggio. Per quanto riguarda Jimi Hendrix, visto che l’hai appena citato, cerco di rappresentare più che altro l’atmosfera che avvolge quel determinato personaggio-rock.

Carolina Caos Avalle, Royale Ink Tattoo, Voghera, Italy
Carolina Caos Avalle, Royale Ink Tattoo, Voghera, Italy

L’elemento femminile nei tuo soggetti prevale nettamente su quello maschile. Solo un caso?
Sì, è vero, si tratta di una predilezione che ho sempre avuto anche prima di iniziare a tatuare. D’altronde la donna ha linee più curve, più morbide… Dietro un volto femminile, ci sono una bellezza e una delicatezza diverse, oserei dire più profonde. Amo in particolare le foto in bianco e nero delle donne degli anni ’20 del secolo scorso. Adoro anche la figura della Geisha e tutto ciò che sta dietro alla sua arte.

Non ti sei ancora stufata di vincere premi su premi alle varie convention italiane? Ormai sei una specie di Real Madrid del tatuaggio…
No, direi proprio di no! (ride) Mi piace mettermi in gioco e potermi confrontare con dei bravissimi tatuatori. Lo reputo un grande onore.

Ultima domanda: dal 15 al 17 dicembre prossimi sarai impegnata alla Sanremo Tattoo Convention: progetti in ballo?
Ci sto ancora ragionando, ma vorrei realizzare dei lavori assieme ad alcuni colleghi. Ad esempio con Stefano e Marco Pepe ci capita talvolta di agire in trio. Lo reputo un bello stimolo riuscire a mettere insieme idee e teste così diverse. Ok, non è facile, ma tra di noi abbiamo trovato una perfetta intesa!

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