Alessandro Lemme: Traditional D.O.C

Alessandro non è cambiato in questi ultimi anni. È ancora un gentiluomo d’altri tempi, schietto e speciale proprio come i suoi tatuaggi. «Voglio invecchiare accanto al tradizionale, così come i nostri nonni sono stati insieme per tutta la vita»: ecco come ci spiega l’amore per il suo stile. Anche per questo è un vero piacere parlare con persone come lui, sempre più rare in questo settore: pochi grilli per la testa e talento da vendere. Cercatelo a Roma, allo Psycho Tattoo, se volete un tatuaggio traditional classico, semplicemente perfetto.

Ciao Alessandro! Vuoi raccontare qualcosa di te ai nostri lettori? Chi sei e come hai iniziato a tatuare?
Sono un ragazzo di provincia, papà da tre meravigliosi anni. Ho iniziato a tatuare quando, da cliente, ho cominciato a pensare a come avrei fatto io una certa cosa; quando ho iniziato a chiedere, a voler sapere tutto; e quando i fogli di carta su cui ho imparato a dipingere i flash non mi sono bastati più.

Toglimi una curiosità: com’è la tua giornata tipo?
Abbastanza ordinaria, a dire il vero. Lo studio apre alle 14, per cui la mattina la passo solitamente a preparare i disegni per i tatuaggi che dovrò eseguire nel pomeriggio. Il resto della giornata trascorre sulla sedia della mia postazione (spesso in posizioni scomodissime). La sera è dedicata a rispondere ai messaggi dei clienti e a guardare un po’ quel che combinano gli altri tatuatori sui social. Quindi, direi una vita piuttosto semplice e soprattutto lontana dallo stereotipo del tatuatore cool, tutto feste e serate (probabilmente l’ultima festa a cui sono stato risale alle elementari).

Qualche tempo fa mi hai detto che con il traditional è stato un colpo di fulmine: un «amore, incondizionato e totale». Ogni sentimento evolve e matura: in che modo è cambiato il tuo stile in questi ultimi anni?
L’amore, quando è vero, non finisce. Voglio invecchiare accanto al tradizionale così come i nostri nonni sono stati insieme per tutta la vita. Se è cambiato non lo so, forse non spetta neanche a me dirlo; spero che sia più approfondito, deciso e maturo.

Tattoo by Alessandro Lemme, Psycho Tattoo, Roma
Tattoo by Alessandro Lemme, Psycho Tattoo, Roma

Ho notato che ultimamente ti stai dedicando anche a progetti di dimensioni più vaste (schiene, petti): ti piacciono i tatuaggi grandi, che forse ti lasciano maggior libertà creativa, oppure i lavori più piccoli che in qualche modo caratterizzano uno stile come il traditional?
Entrambi. Di sicuro i lavori di grandi dimensioni hanno un impatto maggiore, e maggiore è l’impegno e lo sforzo di concepirli e adattarli a superfici così vaste. Il tatuaggio a misura di flash consente però velocità di esecuzione, un certo divertimento e la possibilità di trovare soluzioni improvvisate che non sarebbero possibili altrimenti. Anche se il sogno rimane quello di riuscire ad avere a disposizione un corpo intero, da “costruire” tatuaggio per tatuaggio.

Bianco e nero o colori?
Decisamente colori. Ma solo tre, al massimo quattro.

Oltre a Heinz, ci sono stati o ci sono altri punti di riferimento nel settore per te?
Rich Hadley, Giuseppe Morello e Joe Tartarotti, che mi onoro di chiamare amici oltre a essere per me fonte d’ispirazione costante e stimolo continuo a migliorarmi.

Quali sono invece le tue reference per i soggetti che tatui e in che modo reinterpreti i soggetti classici del traditional?
C’è poco spazio per la reinterpretazione: i classici sono tali proprio perché immutati da più di un secolo a questa parte. Non intendo essere io a “mancar loro di rispetto” tramutandone i tratti e l’essenza, solo per aggiungere a tutti i costi un tocco personale. A mio avviso questo tocco risulterebbe irrisorio, oltre che pretenzioso. L’unico spazio alla “personalità” me lo concedo quando le reference sono altre rispetto ai flash del passato; se uso una vecchia cartolina piuttosto che un fumetto degli anni ’30 per elaborare un disegno, allora posso accettare il fatto di reinterpretarlo con maggiore libertà e soggettività. Il tradizionale, per come lo intendo, io è sinonimo di ferrea fedeltà al passato. Studio, preservazione e trasmissione.

Tattoo by Alessandro Lemme, Psycho Tattoo, Roma
Tattoo by Alessandro Lemme, Psycho Tattoo, Roma

Sei ancora allo Psycho Tattoo di Roma, dove hai cominciato e dove sei sempre stato felice di stare: quali sono le cose che ti piacciono di più del tuo studio?
La professionalità; l’assoluta certezza che qualsiasi lavoro esca da lì sia un lavoro fatto al massimo delle possibilità, al massimo della qualità dal punto di vista dei materiali e delle attrezzature, della ricerca e della passione che anima ogni membro dello studio.

Avverto la pressione e l’altezza delle aspettative sul mio operato non come un peso, ma come un privilegio.

Com’è la tua clientela? Quali sono i soggetti più richiesti e come progetti i tuoi tatuaggi con i clienti?
Ho i clienti migliori del mondo! Spero di poter ripagare sempre con lavori fatti al massimo delle mie possibilità la sconfinata fiducia che mi accordano e la libertà pressoché totale che mi concedono. I soggetti più richiesti attualmente sono le donnine, spesso in scenari esotici e in compagnia di animali feroci, come leopardi o pantere, in linea con i flash del mio sketchbook, che spesso propongo in visione ai clienti. Riguardo alla progettazione del tatuaggio non credo di seguire un iter specifico; mi consulto con il cliente e in base alla parte del corpo da tatuare, alla grandezza e al budget, decidiamo insieme come tradurre al meglio le richieste.

Frequenti convention? Fai guest?
Di convention, a dire il vero, ne faccio pochissime. Sono abbastanza misantropo e certamente un ambiente rumoroso e caotico come quello dell’expo non è ciò che prediligo per lavorare. Guest, decisamente sì: sono un’occasione per stare insieme a colleghi e amici, tatuare persone di altre città che apprezzano il tuo lavoro e soprattutto vivere il tatuaggio imparando, confrontandosi e lavorando spalla a spalla con i tatuatori che ammiri.

Disegni e dipingi? Quali sono i tuoi hobby al di fuori del lavoro?
Disegno continuamente, quotidianamente e ossessivamente, anche se purtroppo il tempo da ritagliarsi per dipingere non è mai abbastanza. I miei hobby non sono mai completamente al di fuori del lavoro, perché riguardano principalmente la ricerca di reference, anche oltre i libri d’arte, le cartoline e l’oggettistica vintage, per esempio. Gli unici vizi e sfizi che accompagnano le mie giornate consistono in questo: caffè, musica metal e tante ore di bacini, giochi e cartoni animati in compagnia della mia bimba!

Tattoo by Alessandro Lemme, Psycho Tattoo, Roma
Tattoo by Alessandro Lemme, Psycho Tattoo, Roma

Cosa pensi dei social network e di internet in relazione alla tua professione?
Penso che abbiano trasformato radicalmente e in maniera irreversibile questa professione. Chiunque abbia iniziato a tatuarsi negli anni ’90 (me compreso), o anche prima, andava quasi esclusivamente dal tatuatore di zona o da quello consigliato da amici. Attualmente invece i clienti a scelgono in base al tipo di tatuaggio che desiderano. E oltre alla diffusione delle riviste cartacee, che restano però perlopiù appannaggio di addetti ai lavori o appassionati, il mondo dei social ha permesso e permette praticamente a chiunque nel mondo di conoscerti, di avvicinarsi al tuo lavoro e, di conseguenza, di arrivare spesso a tatuarsi. Questo da una parte ha consentito sicuramente un maggiore sviluppo delle opportunità di lavoro e della visibilità, dall’altra credo stia però producendo una pletora infinita di “copiatori” di professione che utilizzano ad esempio le foto di Instagram piuttosto che le pagine di un libro come fonte di reference per disegnare; nonché la quanto mai errata ma sempre più manifesta convinzione che il numero di like e di follower abbia un peso effettivo nel determinare la bravura di un tatuatore (mi basta sottolineare come quasi tutti i miei tatuatori preferiti, nonché maggiori fonti d’ispirazione, abbiano meno follower di me!)

Parliamo dei tuoi progetti per il futuro: che cosa farai nei prossimi mesi?
Qualche ospitata all’inizio del prossimo anno: Foggia, Catania, Manchester e Milano al momento.

Qual è il tuo sogno nel cassetto? C’è un viaggio, un tatuaggio, un progetto artistico che vorresti realizzare?
Il mio sogno nel cassetto è svegliarmi ogni mattina sapendo che il tatuaggio che più di tutti vorrei realizzare nella vita sarà sempre il tatuaggio che dovrò iniziare tra poco!

Psycho Tattoo
via Casilina, 183 Roma
www.psychotattoostudio.com
Instagram: @alessandro_lemme
Facebook: Alessandro Lemme
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